“La visione di una Capitale immobilizzata e non fruibile non appartiene al patrimonio della destra che, semmai ha sempre virtuosamente cercato la giusta sintesi tra uso responsabile delle aree monumentali e tutela, mentre altri hanno spesso tentato di mettere questi due inscindibili aspetti l’uno contro l’altro”.
“Quando un’area, a maggior ragione se pregiata, non viene adeguatamente vissuta va in stato di abbandono, degrada lentamente e, con essa, tutte le bellezze contenute deperiscono (quando non vengono saccheggiate)”.
“L’iniziativa del Sottosegretario Giro di istituire un tavolo tecnico Mibac-Campidoglio per valutare i progetti e dare parere sulle prossime manifestazioni è ottima. Sarebbe stimolante completarla con una riflessione culturale cui chiamare tecnici e storici dell’arte e dare il loro contributo. Ad esempio, il Circo Massimo è ricordato come il sito dei giochi fin dall’inizio della città. Tra il Palatino e l’Aventino correvano cavalli e carri, si svolgevano giochi e gare, si simulavano perfino combattimenti navali dopo aver favorito l’allagamento della valle con le acque del Tevere”.
“Non è importante, mi domando, rispettare sia le pietre che il ‘genius loci’? E perché, nella fattispecie, non dovrebbe essere appropriato svolgerci il ‘beach soccer village’? Sarebbe utile che la politica tracciasse gli obiettivi e i tecnici li rendessero praticabili, lavorando sulla programmazione e la progettualità invece che emettendo pareri e vincoli”.
“A mio giudizio il Circo Massimo dovrebbe essere concepito proprio come una grande area ludica per i giochi e lo sport ed essere attrezzata, sotto il controllo e gli indirizzi dei tecnici, per ospitare iniziative che salvaguardino la sua stessa genesi, creando contemporaneamente quella ricchezza utile per eccellere nelle manutenzioni, finora assai deficitarie”.
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