“La misura della manovra che prevede l’eliminazione dei gettoni di presenza per i consiglieri municipali e il taglio per i consiglieri comunali delle aree metropolitane non incide significativamente sugli sprechi dell’amministrazione pubblica e testimonia invece una considerazione pressoché nulla verso il territorio”.
“I gettoni di presenza rappresentano un modesto riconoscimento economico a chi si prodiga ogni giorno, per il territorio e nelle difficili realtà cittadine. È impensabile mortificare migliaia di persone che sottraggono tempo, energie ed economie al proprio lavoro e alla propria famiglia solo perché va di moda scagliarsi contro chi svolge attività politica”.
“Per quanto possa risultare impopolare, oggi come ieri, accetto volentieri il rischio di somigliare a un ‘terribile’ difensore dei privilegi della ‘casta’, unitamente a un manipolo di colleghi onesti e indifferenti verso la macelleria medianica, perché so che le cose stanno così. Chi ricopre importanti incarichi di governo ma anche chi svolge il fondamentale servizio dell’informazione,dovrebbe fare meno demagogia e trattare queste vicende con senso di responsabilità ed equilibrio”.
“A Tremonti dico che, se vuole tagliare i costi della politica e fare cassa senza fare demagogia, deve azzerare i rimborsi elettorali ai partiti che, spesso, vengono gestiti con scarsissima trasparenza, pur trattandosi di soldi sottratti alle tasche degli italiani, come dimostra anche l’inchiesta in corso su Di Pietro e l’Italia dei Valori. Così come occorrerebbe ridefinire le voci che compongono gli stipendi dei manager pubblici, la cui presenza oltretutto, viene spesso delegata ai loro sottoposti o le situazioni di privilegio nelle Authority, nelle società partecipate, negli enti e nelle agenzie”.