“Diversamente da ciò che è accaduto in questi decenni infatti per la prima volta, il governo Berlusconi costruisce un provvedimento strutturale grazie al quale non verranno distribuiti soldi ad associazioni ‘amiche’, ma verrà realizzata un’autentica rete permanente di presidi sociali: le comunità ‘giovanili’, che potranno così agire soprattutto in fase preventiva rispetto ai fenomeni del disagio e della devianza, fin qui solo demagogicamente citati da politicanti nei talk show televisivi”.
“Per la prima volta il contrasto allo smarrimento giovanile non sarà fatto attraverso spot e contributi a manifestazioni o convegni ma offrendo ai ragazzi l’opportunità di aprire e gestire in modo permanente dei luoghi di aggregazione sociale e di formazione con l’unico vincolo del rispetto del pluralismo culturale e di qualunque sensibilità religiosa e/o politica”.
“Si tratta di una vera e propria rivoluzione, profonda e lungimirante tanto quanto l’istituzione dei centri sociali per anziani o l’istituzione di comunità terapeutiche per il recupero dei tossico dipendenti. È triste constatare che di fronte a questa occasione di riscatto per le giovani generazioni, ci siano atteggiamenti pregiudiziali e politicamente vecchi. Ci auguriamo il contrario, ovvero che nel corso del dibattito ciascuna forza politica possa comprendere e collaborare al miglior esito possibile per questa prospettiva”.