"Riguardo le illazioni che circolano intorno a un fantomatico corpo a corpo tra me e il deputato dell' Idv Francesco Barbato tengo a precisare, come sarà accertabile dalla visione delle riprese registrate, che non ho alzato un dito contro di lui e mi sono limitato a dirgli quel che penso delle intimidazioni, degli insulti e dei suoi modi beceri di fare opposizione”.
“Riguardo le minacce millantate dall'on. Mussolini confermo il mio rispetto per ogni opinione su qualsiasi provvedimento, come la mia storia dimostra, a patto che si agisca nel garbo e nel confronto composto tra le posizioni. Non ho mai minacciato una donna in vita mia e non comincerò a farlo oggi, tuttavia si pone un problema, che è politico, sui doveri di un presidente di commissione bicamerale espressione di un partito di maggioranza, posto che i ‘diritti’ che le competono sono invece noti. Può insultare un ministro? Può compiere sceneggiate napoletane mentendo e senza mai entrare nel merito dei provvedimenti? Può muoversi come se appartenesse al peggiore dei partiti di opposizione? Può votare sempre come le passa per la testa, svincolata da governo, maggioranza e partito? Può infangare con maldicenze i suoi colleghi?”.
“Molti di noi hanno dietro le spalle un percorso tosto e sofferto, nessuno si è mai permesso di sindacare su cosa altri facessero mentre nelle strade si ricevevano pistolettate solo perchè si professavano alcuni ideali, ma il paradosso di ricevere a intervalli regolari perfino lezioni di morale è troppo. E' evidente che il Gruppo del PdL dovrà stabilire dove comincia e dove finisce la libertà di ogni deputato, tenendo anche conto dei ruoli che ricopre”.
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