Paperinik?
"Si, un signor nessuno dalle tante qualità, una persona qualunque con poteri nascosti, un superuomo in giacca e cravatta. Purtroppo una persona così non c’è. La dobbiamo trovare, anzi la dobbiamo costruire. Veltroni è forte ma non è invincibile. Anzi, quando pensa di esserlo, quello è il momento che perderà".
Fabio Rampelli è stato fra i più votati di Alleanza Nazionale alle elezioni regionali. Meglio di lui ha fatto soltanto l’ex assessore ai Trasporti Giulio Gargano, che però sembra sia seriamente caduto in disgrazia presso i vertici del partito. A lungo oppositore interno di Storace, Rampelli ha ristabilito con l’ex presidente rapporti definiti "corretti" in vista delle elezioni, ma non è servito a molto.
Di chi è la colpa di questa sconfitta?
"La colpa è di Roma. Non soltanto per il risultato statistico del voto, ma soprattutto perché non siamo più riusciti a intercettare i bisogni di questa città, non riusciamo più a capirla. Storace ha ben governato, ma Roma è rimasta distante. Troppo. Prima per la Cdl la Capitale era una risorsa, adesso è un problema. E finché il problema non sarà risolto siamo destinati a perdere. Naturalmente la colpa non è solo del dato locale: c’è da valutare con attenzione il risultato nazionale, che ha avuto il suo peso. Se in Italia le cose vanno male, andare in tv a dire che invece vanno bene, peggiora le cose. Ma Roma ha avuto un peso enorme, che forse abbiamo sottovalutato".
Se Roma è un problema, allora come pensate di risolverlo? Avete una strategia che non vi faccia partire già sconfitti anche per le prossime elezioni?
"No, una strategia ancora non c’è. Ora naturalmente aspettiamo le decisioni del vertice del partito sull’eventuale crisi di governo, ma credo che sia necessario creare un pensatoio di centrodestra, non riservato solo ai politici naturalmente, ma anche a esponenti della società civile, a intellettuali. Credo sia necessario riflettere a lungo, trovare dei luoghi nei quali riunirci, una Gargonza di destra. Ecco, ci vorrebbero due giorni al santuario della Mentorella. Due giorni interi di fede e politica, due giorni che possono farci recuperare l’integrità delle origini, il senso altro della politica. Che ci facciano individuare il cammino per la rivincita.
Una persona che vedrebbe bene in questo pensatoio?
"Un nome? Raffaele Ranucci".
Ma come Ranucci; è stato presentato da Marrazzo quale assessore regionale nella giunta di centrosinistra.
"Un ottimo colpo. Che però potevamo fare noi, se soltanto fossimo stati più rapidi. Invece adesso è l’uomo in grado di colmare il vuoto lasciato dal centrodestra. E’ l’uomo giusto per un progetto importante sulla capitale, che coinvolga pienamente il mondo imprenditoriale. Per noi, un’occasione persa".
Responsabilità di Storace per la sconfitta?
"Storace ha governato bene, non ha colpe. E’ un uomo che ha il pregio della sincerità, che però spesso non si coniuga con la capacità di mediare: e mediare, in politica, è molto importante. Piuttosto, mi sembra chiaro che la Lista Storace non è riuscita nell’intento di intercettare i voti del centrosinistra. E quindi li ha sottratti alla coalizione: An e Forza Italia in particolare.
La Lista Marrazzo è stato molto più efficace".
Questo vale per tutta la coalizione. E per An in particolare?
"Alleanza nazionale deve abolire le correnti e stabilire invece codici di comportamento. Premiare la meritocrazia. E invece di questa sorta di falda delle correnti non se ne può più. Questo verticismo esasperato la gente non lo sopporta, sembriamo di un altro pianeta. Basta vedere che cosa è successo con le regionale: ministra che hanno attraversato l’Italia in lungo e in largo solo per fare campagna per i "loro" candidati. Soltanto Fini si è sottratto a questo mercato".
Quanto male vi ha fatto la Mussolini?
"Fino a venti giorni fa la Mussolini contava meno di una zanzara. Poi qualche scienziato della politica, che dovrebbe tornare a fare il segretario di sezione, ha messo in piedi una strategia complessa per ridurre al minimo il "pericolo Mussolini" si è ingigantito e da quel momento in poi è stato difficilissimo recuperare, non avevamo più tempo. Con la storia delle firme false, siamo diventati odiosi, antipatici, la gente non ha capito. E se la gente non capisce non ti vota".
Nella base di Alleanza nazionale c’è molta irritazione per lo scarso contributo dato da alcuni ministri e parlamentari: e anche nella Federazione romana di An c’è qualcuno che la pensa così.
"Non credo che il loro contributo alla fine sia stato irrilevante. Certo, i parlamentari eletti nei collegi devono recuperare un rapporto vero con gli elettori, altrimenti nessuno li voterà più. Detto questo, alla Federazione romana voglio fare i miei complimenti per aver eletto "un" solo consigliere alla Regione. Un uomo di un ministro, appunto".
Maurizio Fortuna