Dai verbali del Campidoglio...
A
seguire viene riportato il testo delle sedute del consiglio
comunale di Roma del 17 e 18 settembre 1997, nelle quali
si sviluppa lintervento-fiume dellon. Fabio
Rampelli, durato 9 ore e mezza.
Seduta
del consiglio comunale di Roma
17 settembre 1997
(parte
relativa ai richiami al regolamento e alle eccezioni
di legittimità)
RAMPELLI
Nei
cinque minuti che ho a disposizione cercherò
di spiegare le ragioni per le quali questo consiglio
a nostro avviso non dovrebbe procedere nella discussione
e tanto meno nellapprovazione della delibera n.
218. Lo faccio in modo particolare affinché rimanga
agli atti di questo consiglio, affinché venga
verbalizzato e affinché sia chiaro che chi stabilirà
il contrario, cioè di procedere, se ne assumerà
tutte le responsabilità e ovviamente non solo
quelle di carattere politico.
Noi
siamo di fronte ad una delibera, quella n. 39 del 1995,
che impegnava lamministrazione comunale a non
attuare alcuna lottizzazione o previsione urbanistica
se ricadente allinterno dei parchi prima della
definitiva approvazione della legge regionale per la
istituzione delle aree protette e lo abbiamo sottolineato
in più di una circostanza. La legge regionale
in questione appena richiamata è stata approvata
dal consiglio regionale del Lazio il giorno 3 di agosto
ed è stata inviata per il parere istituzionale
al commissario di governo. Il commissario di governo
non ha ancora licenziato la legge ed è convinzione
unanime, persino per formale dichiarazione dellassessore
allambiente della Regione Lazio, che si ritiene
certa losservazione da parte del commissario di
governo di questa legge. Quindi, la legge non è
vigente e noi non possiamo assumere decisioni di alcun
tipo finché la legge non è regolarmente
pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione Lazio.
A questo va aggiunto che nella stessa seduta del 3 agosto
(ovviamente sarà oggetto poi negli interventi
che seguiranno di ulteriori approfondimenti) il consiglio
regionale del Lazio allunanimità ha chiesto
al sindaco di Roma e al consiglio comunale un impegno
per ridurre ulteriormente la cubatura in modo proporzionato
rispetto allestensione del Parco dellAppia
Antica di ulteriori 110 ettari cui la stessa Regione
ha provveduto. Allo stato questo invito fatto da un
ente superiore, possiamo definirlo così, è
stato disatteso completamente. Inoltre, lapprovazione
della legge 662 del 96 ha restituito validità
allIstituto del P.P.A. di cui il Comune di Roma
attualmente si trova sprovvisto. Quindi il programma
di edificazione quinquennale per legge deve precedere,
non seguire, lapprovazione di accordi di programma,
di previsioni urbanistiche e di lottizzazioni. Ci risulta
che, su questo presidente vorremmo una sua precisazione,
tanto lAvvocatura quanto il Segretario Generale
in unaudizione abbiano confermata questa sorta
di vacatio ribadendo quindi che se non ci dotiamo di
un P.P.A. non possiamo procedere allapprovazione
di lottizzazioni o accordi di programma.
Infine
cè un altro vizio di legittimità:
questa delibera vede listruttoria di vincolo in
corso attivata su esplicito input del sovrintendente
Prof. La Regina. Noi non possiamo deliberare sulla proposta
n. 218 finché liter di questa istruttoria
di vincolo non ha sostanzialmente compiuto tutti i suoi
passi. Quindi ci potrà essere un ripensamento,
una risposta negativa o una risposta positiva, ma cè
comunque un atto che è tecnicamente e scientificamente
di assoluta rilevanza quale la richiesta di apposizione
del vincolo su tutta larea compresa, quella dove
in modo residuo saranno ubicate le cubature dellE1
Tor Marancia. Una richiesta del sovrintendente La Regina
che allo stato attuale non ha risposta di sorta da parte
del Ministro per i beni culturali e che non può
essere superata da inciuci politici tra
Veltroni, Badaloni e Rutelli cioè tra i tre soggetti
che dovrebbero firmare questo accordo di programma.
Per tali ragioni, Presidente, è comunque opportuno,
a prescindere da quelle che saranno le decisioni della
Presidenza del consiglio o dei gruppi politici, che
rimanga a verbale la nostra richiesta di non procedere
alla votazione e alla discussione di questa delibera
per le quattro ragioni avanti esposte.
PRESIDENTE
Onorevole Rampelli, fermo restando la libertà
di dichiarare a verbale ciò che ognuno crede,
la pregherei di mettere per iscritto questa richiesta
di pregiudiziale perché laula su queste
questioni si deve in qualche modo esprimere. Prima di
dare la parola allonorevole Spera, perché
mi pare che si trasformino i richiami al regolamento
in altra cosa, direi di dare lettura della proposta
e quindi formalmente di aprire la discussione sulla
proposta n. 218. Sulla questione pregiudiziale posta
dal collega Rampelli, come prescrive il nostro regolamento,
chiedo lespressione di due consiglieri uno a favore
e uno contro. Chiede di nuovo di. parlare il collega
Rampelli; chiedo scusa alla collega Spera, ma prima
dobbiamo risolvere questa prima questione.
RAMPELLI
Volevo soltanto sottolineare lo
spirito di questo richiamo al regolamento che ovviamente
non è un caso che sia un richiamo al regolamento.
Mi rivolgo alla Presidenza agli uffici e allassessore
che sono stati più volte sollecitati a fornire
ragguagli in merito a queste osservazioni che non è
la prima volta che vengono fatte e che quindi rimangono
a verbale. Certamente questa delibera è fondamentale,
quindi, è bene e opportuno contestualizzare questi
richiami. Cè una responsabilità
rispetto alla legittimità di questo atto da parte
degli uffici e da parte della Presidenza, quindi, chiedo
che il consiglio prima di procedere a qualsivoglia votazione
abbia il conforto degli uffici perché ciò
è prescritto dalla legge. I consiglieri comunali
prima di votare qualunque atto, devono sapere se gli
uffici confermano la legittimità degli atti o
meno.
PRESIDENTE
Onorevole Rampelli, io debbo capire se questa è
una questione pregiudiziale o no, perché il regolamento
prescrive iter diversi: se lei pone o fa un richiamo
al regolamento, chiede lintervento degli uffici,
dellassessore, della Presidenza, non so onestamente
a che titolo, per garantire la legittimità di
questo atto, allora di fatto lei sta aprendo il dibattito
sulla proposta di deliberazione, quindi non pone una
questione pregiudiziale. Se invece lei pone la questione
in via pregiudiziale, cioè prima che venga chiamata
la proposta chiede al consiglio di esprimersi sul se
si debba trattare o meno questa proposta, io debbo procedere
ai voti, quindi capire questo è fondamentale,
almeno per me. Guardi, gli uffici rispondano, per me
la legittimità dellatto sta sulle carte,
sulla proposta di deliberazione, sulle firme che i responsabili,
lassessore e gli uffici appongono sulla delibera.
La proposta su Tor Marancia sta allordine dei
lavori da decine di sedute, è pienamente legittima,
questa è la risposta dellufficio di presidenza
sentiti gli uffici, visti gli atti, sentito lassessore,
a questo punto chiamiamo la proposta.
Presenta
la pregiudiziale, perfetto. La parola intanto allonorevole
Spera.
SPERA
Io sono favorevole a non mettere in votazione questa
proposta. Daltronde abbiamo già posto il
problema più di un mese fa come gruppo di Rifondazione
comunista, un po per le motivazioni ora addotte
dal consigliere Rampelli, non possiamo votare una delibera
che nel suo testo parla di legge emananda. Qui stiamo
occupandoci di una concessione che comunque ricade nel
Parco di Tor Marancia il cui perimetro ancora non è
ufficiale, non è cogente in quanto questa legge
ancora non è efficace e tra laltro anche
dalla lettura del testo della legge stessa, sono previsti
una serie di passaggi preventivi proprio relativamente
alla perimetrazione del parco che non ci consentono
assolutamente di esprimerci. Noi ci esprimeremmo rispetto
ad un quadro legislativo che ancora è incompleto.
Ci sono appunto i passaggi che citava il consigliere
Rampelli che ancora non ci sono stati, ed inoltre vorrei
rammentare allassessore che quando abbiamo votato
la variante delle certezze, questo gruppo si è
astenuto e uno dei motivi che ci hanno indotto ad astenerci
e a mutare lorientamento iniziale che era quello
di un voto contrario, è stata proprio la garanzia
che sarebbe stato elaborato un nuovo piano poliennale
di attuazione. Quindi pongo lo stesso problema che riguarda
Tor Marancia e che Alleanza Nazionale si guarda bene
dal porre, anche per le convenzioni successive, quindi
per Saxa Rubra, Volusia e per Grottarossa. Credo abbiano
lo stesso identico problema, sia perché ricadono
in perimetri di parchi, sia perché sono convenzioni
che rientravano nel piano poliennale di attuazione ormai
scaduto, quindi, a nostro giudizio, sono decadute con
quel piano poliennale. Chiedemmo in commissione un parere
dellavvocatura che, almeno alla sottoscritta,
non risulta sia stato ancora espresso, quindi poniamo
anche noi questo problema rispetto a questi passaggi
necessari preventivi. Quindi anche noi siamo contrari.
A ciò vorrei aggiungere unultima considerazione.
Cè una direttiva della Ue che impone la
valutazione di impatto ambientale e che non ci sembra
che questo Comune abbia rispettato, ancora una volta,
e che a maggior ragione per una convenzione di tale
portata andrebbe preventivamente espletata, tanto più
che questo consiglio ha votato un ordine del giorno
che prevedeva appunto una serie di valutazioni preventive,
ordine del giorno che non è stato mai rispettato.
PRESIDENTE
Allora
il richiamo al regolamento della collega Spera mi pare
che sia una questione pregiudiziale posta al consiglio.
Io la prego di venire a sottoscrivere la questione pregiudiziale
che ha già proposto adesso lonorevole Rampelli
che chiede che non si proceda alla discussione della
proposta n. 218. Se non ci sono altri richiami al regolamento
io pongo in votazione questa questione pregiudiziale.
Sulla
questione pregiudiziale la votazione è aperta.
Stiamo votando la richiesta pregiudiziale degli onorevoli
Rampelli e Spera di non procedere allesame della
proposta n. 218. La votazione è chiusa. La questione
pregiudiziale è respinta con 27 voti contrari,
7 favorevoli, 1 astenuto (Laurelli). La parola allonorevole
Buontempo per richiamo al regolamento.
BUONTEMPO
Io
vorrei dire questo, adesso si è votato sulla
questione pregiudiziale. Io non credo che il consiglio
comunale possa avere il potere, senza dare risposte,
di votare una pregiudiziale e respingerla dicendo ciò
che è stato detto, non vale la pregiudiziale,
non siamo daccordo perché qui ci vuole
una dichiarazione dellavvocatura che doveva stare
agli atti. Dentro il fascicolo occorreva una lettera
dellavvocatura che dice al consiglio signori,
la questione sollevata da La Regina, la questione del
P.P.A. ecc., non hanno alcuna rilevanza di natura giuridica.
Altrimenti il consiglio delibera sulla base di cosa?
Non è unopinione, noi non abbiamo detto
facciamo una pregiudiziale che è di natura politica.
Noi vorremmo a verbale una dichiarazione dellassessore
o del Presidente del consiglio o un documento scritto
che ci dicano la delibera n. 39 del 1995 impegnava
lamministrazione comunale a non attuare alcuna
lottizzazione ricadente allinterno dei parchi
prima della definitiva approvazione della legge regionale
sulle aree protette, legge che prevede tanto listituzione
del Parco di Veio quanto lampliamento del Parco
dellAppia Antica, stabilita il 3 agosto dal consiglio
regionale del Lazio e ancora ferma presso commissario
di governo ovvero la legge non è stata
ancora pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione
Lazio. Qualcuno deve scrivere un nulla osta, cioè
che questo non conta, qualcuno deve dire al consiglio
che il consiglio può deliberare anche se il deliberato
della Regione Lazio non è esecutivo. Non capisco
i colleghi, anche della maggioranza, che votano con
tanta superficialità. Il sindaco non parla, non
vota, non vota in giunta, e voi poi vi beccate le denunce.
A
prescindere dalla pregiudiziale votata, lei deve mettere
in condizione il consiglio di votare, perché
molti non capiscono la funzione del consigliere comunale.
Il consigliere comunale vota.
PRESIDENTE
Questa
e una affermazione grave: parla di consiglieri comunali
che sono 4 anni che fanno questo servizio.
BUONTEMPO
Presidente,
non mi riferisco né a lei né agli altri
ma ho detto che molti, allesterno ed anche allinterno,
non capiscono la funzione del consigliere comunale.
Il consigliere comunale emenda, vota a favore o contro,
documenti che, a monte, devono essere dichiarati legittimi,
dato che lui non ha titolo, esperienza e strumenti tecnici,
almeno che non lo sollevano. Il consigliere comunale
ha il compito di verificare la legittimità giuridica
della delibera ma, se manca la legittimità e
la vota, se ne assume una responsabilità penale.
Allora, siccome i consiglieri che hanno votato contro
la pregiudiziale non ce lo hanno detto, perché
può anche accadere che la maggioranza dei consiglieri
dichiari che tutto questo non conta, però qualcuno
lo deve dichiarare. Qualcuno ci deve dire, per iscritto
o verbalmente, che il consiglio regionale del Lazio
ha approvato un ordine del giorno, nel quale ha chiesto
al sindaco Rutelli di abbattere ulteriormente le cubature
previste in modo proporzionato allampliamento
dei confini del Parco, per evitare lelevata densità
edificatoria. LAmministrazione comunale quello
che dice il consiglio regionale se lo mette sotto i
piedi; lordine del giorno della Regione è
carta straccia! Quindi, quelli che votano alla Regione
sono dei matti o dei paranoici, stanno lì e votano
delle cose strane, ma voi, che siete retti amministratori,
ve ne fregate di quello che dice la Regione Lazio. Inoltre,
lapprovazione della legge 662/96 ha restituito
validità allIstituto del programma pluriennale
e di attuazione del P.P.A., di cui il Comune di Roma
si trova al momento sprovvisto, ancorché obbligatorio.
Il
programma di edificazione pluriennale, per legge, deve
precedere, e non seguire, lapprovazione di accordi
di programma di lottizzazioni, come riconosciuto sia
dal Segretario generale sia dallAvvocatura. Il
consiglio comunale pertanto deve preventivamente approvare
il 3° P.P.A.. Può darsi, che questa sia una
tesi peregrina, però non possiamo fare la maggioranza
e lopposizione; noi facciamo lopposizione
e qualcuno faccia la maggioranza. Per cui, qualcuno
si deve alzare e dire onorevole Buontempo, non
è vero, perché il consiglio comunale non
ha bisogno che preventivamente venga approvato il 3°
P.P.A. Bene, qualcuno lo dica, in modo che ognuno
poi vota a favore o contro, secondo il giudizio politico
che ritiene; ma, ciascuno deve fare il proprio dovere.
Quindi, Presidente, a me pare che senza una risposta
a questi quesiti, procediamo in maniera non legittima,
perché questi non sono rilievi di natura politica:
voglio che qualcuno si alzi o ci scriva che, anche in
assenza della legge regionale che abbia terminato liter,
il. consiglio comunale può deliberare. Pertanto,
Presidente, la pregherei, prima di andare a proseguire
liter, che lei, lassessore o il sindaco,
diate risposte puntuali a questi quesiti posti da alcuni
consiglieri.
PRESIDENTE
Fermo
restando lesito della votazione sulla pregiudiziale,
la sottoscritta ha già risposto alle identiche
osservazioni del collega Rampelli per quello che riguarda
la legittimità dellatto sulla delibera,
che è ormai pronta da decine e decine di giorni.
Ci sono le firme dei funzionari responsabili dellatto
stesso e, quindi, secondo la sottoscritta e secondo
la Presidenza, questo atto è pienamente legittimo
e può essere messo nellordine dei lavori
per essere discusso. Chiamiamo la proposta. 218, in
modo tale che lassessore, nellillustrare
la proposta, possa anche entrare nel merito delle osservazioni
fatte. Se lei smettesse di anticipare tutta questa materia,
fingendo un richiamo al regolamento che impedisce, di
fatto, di incominciare la discussione, lassessore
Cecchini a questora avrebbe già iniziato
lillustrazione.
INIZIO
DEL DIBATTITO SULLA PROPOSTA DI DELIBERA N. 218
SEGRETERIA GENERALE
Proposta n. 218.
La
proposta, ai sensi dellart. 6 del regolamento
del Decentramento, è stata trasmessa in data
21 luglio alla Circoscrizione XI, per lespressione
del parere da parte del consiglio medesimo entro il
termine del 31 luglio, fissato dalla giunta comunale,
data lurgenza di provvedere.
Dalla
Circoscrizione XI non è pervenuta alcuna comunicazione.
La
III Commissione consiliare Permanente, nella seduta
del 31 luglio, ha espresso a maggioranza parere favorevole
allulteriore iter.
CECCHINI
Signora
Presidente, se lei permette, dovendo nella mia relazione
illustrativa, che ai sensi di regolamento dovrebbe durare
15 minuti ma per rispondere anche a qualche ulteriore
quesito, parlerò per circa 20 minuti.
Per
favorire, se ne hanno la cortesia, lascolto dei
consiglieri, senza il thrilling della risposta ai quesiti
posti nella pregiudiziale, in modo che il ragionamento
sia anche più disteso, dirò subito delle
cose molto semplici sulla pregiudiziale, sulla quale
poi tornerò a conclusione della mia breve esposizione.
Credo che alcuni consiglieri siano incorsi in un equivoco;
anche la consigliera Spera, spero che mi possa ascoltare,
perché ha posto anche lei una pregiudiziale.
Non è necessaria lapprovazione della legge
regionale sui parchi e sulle aree protette, tantè
che correttamente la delibera, a pagina 2, dice che
in occasione della emananda legge, il Comune di
Roma è stato consultato, in sede pubblica, e
le commissioni consiliari si sono recate presso le commissioni
consiliari regionali. Quindi, nelle premesse,
giustamente, la delibera cita questa consultazione e
la riferisce allemananda legge regionale. La legge,
poi, come tutti sanno, è stata votata e il commissario
di governo ha 30 giorni, dal giorno 3 settembre; data
in cui ha ricevuto dalla Regione latto legislativo
della Regione medesima.
Questa
delibera, che è di indirizzo per concludere un
accordo tra le tre amministrazioni, preliminare e non
sostitutivo della convenzione futura e, quindi, si tornerà
in consiglio per la convenzione, non richiede che sia
approvata né, tanto meno, ratificata dal commissario
di governo la legge regionale sui parchi. Quanto al
P.P.A., devo ricordare ai consiglieri che la legge finanziaria
662 ha detto che i P.P.A. tornano in vigore e
in funzione di norme che le Regioni devono emanare;
abbiamo anche ricevuto un parere dellAvvocatura,
che abbiamo presentato in giunta, tantè
che io stesso avevo chiesto con una memoria questo parere.
Il parere dellAvvocatura ci dice che, in sostanza,
ad oggi, in una situazione legislativa non chiarissima,
i Comuni e, in particolare questo Comune, può
procedere nellesame di provvedimenti urbanistici,
con priorità a quelli contenuti. nel 2° P.P.A.
e che, non appena la Regione Lazio legifererà
in materia di nuovi programmi pluriennali di attuazione,
il Comune potrà decidere in materia. Ciò
non toglie che la prossima amministrazione potrà
dotarsi di un documento programmatico e di indirizzi
di cui questa amministrazione si è dotata a suo
tempo. Infine, quanto al vincolo archeologico, preciso
di nuovo che, essendo questa una delibera di indirizzi
per concludere un accordo ai sensi dellart. 15
della 241, è proprio una delibera che presuppone
il fatto che non sia stato concluso liter del
provvedimento di vincolo, colleghi Rampelli e Spera,
che non è richiesto per la inedificabilità
ma per un ulteriore passaggio regionale cioè
un vincolo ex legge 431 art. 1 lettera N. Tutti e tre
i motivi di presunta illegittimità, a mio avviso
non hanno sostanza né alcun riferimento con lo
spirito di questa delibera.
PRESIDENTE
Mi
scusi se la interrompo, ma pregherei di consentire allassessore
di svolgere la sua relazione possibilmente ascoltando
anche le comunicazioni che ci sta dando. Una relazione
non è indispensabile ma lo è quando vengono
poste questioni pregiudiziali, formali e sostanziali
molto rilevanti. E veramente spiacevole che gli
stessi soggetti che pongono queste questioni o non sono
attenti o sono assenti dallAula.
CECCHINI
Vorrei
passare ora alla relazione. Vorrei rispondere ad alcuni
quesiti di fondo senza trincerarmi dietro pregiudiziali
o ragionamenti formali. Credo che stiamo parlando di
una città, di un quartiere, di un parco, di un
patrimonio archeologico, dellesigenza di case
di questa città.
Il
primo quesito a cui vorrei rispondere è quello
che è aleggiato nel dibattito e anche sulla stampa
in questi ultimi giorni ma era emerso anche in passato:
perché realizzare nuovi alloggi in una città
che perde abitanti? Perché, ci si dice, dovremmo
costruire delle case quando non ci sono più nuovi
abitanti? Su questo, vorrei dire che ci siamo posti
il problema fin dallinizio di questa consiliatura,
colleghi e cittadini; e abbiamo, in convegni, in atti
pubblici, approfondito il problema. Lo abbiamo studiato
e ricordo la ricerca che abbiamo presentato nel luglio
1995, ricordo il documento di indirizzi che presentammo
nel luglio 1996 e in modo inequivoco emerge da queste
analisi che questa città, che non aumenta in
abitanti, aumenta nel numero di famiglie, di una dimensione
di circa 6 mila famiglie in più ogni anno. Risulta
che in questa città vi sono domande di residenza,
di disporre di case a cui si può rispondere solo
realizzando un numero molto contenuto di case nuove.
E stato valutato in linea di massima quale sarà
la domanda nei prossimi 10 anni. Questa domanda non
risolvibile con provvedimenti importanti di utilizzazione
del patrimonio esistente, come la possibilità
di frazionamento, di demolizione e ricostruzione, un
uso migliore del patrimonio esistente, i programmi di
recupero urbano e così via comunque scenderà
nei prossimi 10 anni a 250 mila nuove stanze. Ci stiamo
impegnando in questo periodo per meno di un terzo di
questo numero in modo da permettere in futuro, come
dicemmo in precedenti sessioni urbanistiche, di monitorare
landamento delle esigenze della città.
Stiamo decidendo oggi la possibilità di realizzare
circa 5 mila alloggi in quellarea di Tor Marancia.
Vorrei ancora chiarire, collega Rampelli, un altro elemento
rispetto a questa esigenza di case perché voi
sapete che noi riceviamo quotidianamente delegazioni
che chiedono di avviare gli interventi di lottizzazioni
convenzionate o di piani di zona in 167.
PRESIDENTE
Mi
scusi ancora assessore se la interrompo. Credo sia indispensabile
che il personale addetto allAula faccia rispettare
il nostro regolamento daula al pubblico presente.
In aula non si può consentire o dissentire né
è possibile tollerare questo chiacchiericcio
continuo che aumenta man mano e che non consente di
sentire la relazione dellassessore . I consiglieri
comunali devono votare con piena coscienza degli atti
questa proposta di delibera. A loro deve essere consentito
lo svolgimento del loro lavoro in condizioni ottimali.
CECCHINI
Vi
sono alcune informazioni che vengono anche trasmesse
negli strumenti di informazione e che non corrispondono
alla realtà: in primo luogo, il fatto che vi
siano 127 mila alloggi pronti per essere abitati. Non
è così. Noi abbiamo dimostrato, i dati
statistici lo dicono, che si tratta di seconde case,
di alloggi offerti per laffitto o per la vendita
e che, di fatto, Roma ha un numero percentuale di alloggi
vuoti, considerati vuoti ma in realtà non lo
sono come risulta dal dettaglio degli atti del censimento
del 1991 e dalle successive rilevazioni perché
sono seconde case di proprietà di persone non
residenti a Roma o perché sono occupate temporaneamente
o messe in vendita e, come risulta da documenti che
posso fornire al consiglio, la ipotesi che Roma ha un
vuoto frizionale del 3,5%, quindi inferiore
a quello di Milano, Napoli e Genova, possa far pensare
di risolvere la domanda abitativa nei prossimi anni
utilizzando quegli alloggi, a meno che qualcuno non
chieda di requisire di autorità gli alloggi delle
famiglie italiane.
La
seconda cosa che non corrisponde allindirizzo
di questa amministrazione è lidea che possa
continuare una espulsione di questo Comune che ha raggiunto
negli ultimi anni delle cifre record. Ogni anno, ci
sono famiglie che vanno a cercare casa nei comuni dellhinterland:
ammontano dal 1991 al 1994 a 60 mila persone. Noi siamo
favorevoli ad una ipotesi di decentramento; abbiamo
definito un piano di assetto policentrico per larea
metropolitana e perciò abbiamo ridotto la edificabilità
del Piano regolatore; altro che le quantità che
stiamo discutendo adesso, di 54 milioni di metri cubi!
Non possiamo continuare a costringere migliaia di famiglie
romane ogni anno ad andare fuori se, contemporaneamente,
non trasferiamo e decentriamo attività e funzioni.
Continuando infatti ad espellere residenza dalla zona
centrale dellarea metropolitana, non faremmo altro
che aumentare il pendolarismo, quindi creare nuovo disagio
e nuove istanze di abusivismo, di illegalità
e sofferenza per le famiglie romane. Questo è
per rispondere al primo quesito. Serve quindi un numero
contenuto di nuove abitazioni, lo abbiamo definito nei
nostri documenti di indirizzo e ci stiamo attenendo
a quei documenti.
La
seconda domanda: perché a Tor Marancia? Anche
qui vi è una risposta. Dobbiamo rispettare le
esigenze legittime di un settore importante ma non lunico
della città, che sono gli imprenditori edili,
gli operai e così via. Non è questa la
risposta, cari consiglieri. La risposta è che
dobbiamo rispondere alla richiesta generale della città.
Le lottizzazioni ed il programma, un programma complesso
come è quello di Bufalotta, rispondono ad unesigenza
e a un indirizzo urbanistico preciso che è quello
di dire manteniamo residenze nella zona centrale della
città compatibilmente con una politica di decentramento
delle funzioni, delluniversità, del parco
tecnologico, di funzioni metropolitane che portano con
sé anche residenze decentrate riducendo così
il pendolarismo. Ora, Tor Marancia e Bufalotta, che
sono gli unici due grandi comparti liberi e edificabili
in base al Piano regolatore precedente, per la parte
che non abbiamo superato con il piano delle certezze,
sono lunica possibilità che abbiamo di
offrire alla città degli alloggi attraverso liniziativa
privata, che siano coerenti con le esigenze di tutela
e di qualità dellabitare. Non solo rispondiamo
quindi ad un indirizzo generale di politica urbanistica
dellamministrazione, ma ci poniamo anche il problema
di migliorare le condizioni abitative di vita urbana
nei quartieri circostanti con ogni delibera di nuova
edificazione che facciamo. In particolare vorrei anticipare,
perché è stato discusso con gli uffici
dellassessorato da parte della maggioranza, e
credo che lopposizione ne sia al corrente, un
emendamento che ha richiesto un dibattito congiunto
con la Regione e lapprofondimento interdipartimentale
che non solo risolve i problemi di viabilità
del comprensorio di Tor Marancia, ma risolve anche il
problema dellaccesso sul ferro, cioè del
trasporto in sede pubblica che permette nei quartieri
di Rinnovamento e Roma 70 di non ingolfarsi sullArdeatina
o su via di Grottaperfetta ma di poter arrivare alla
Colombo o in altre zone, in macchina in numero minore
di oggi e sul trasporto pubblico. Anche dal punto di
vista dellaccessibilità, la realizzazione
del nuovo quartiere di Tor Marancia porterà con
sé una linea tramviaria che permetterà
di servire non solo il nuovo insediamento ma anche per
lo meno il quartiere Rinnovamento perché arriverà
fin lì; e cè un emendamento che
vincola il prossimo bilancio a stanziare questi fondi.
La delibera permette quindi di risolvere il sistema
di mobilità di tutta larea. Lemendamento
si pone naturalmente il problema di rispettare nel passaggio
futuro in consiglio, quando discuteremo del progetto
di lottizzazione convenzionata nel suo dettaglio, quanto
richiesto dallordine del giorno n.15, che in questi
anni è stata una linea guida per gli uffici per
la discussione e la elaborazione sul quartiere di Tor
Marancia, e che troverà piena soddisfazione nel
momento in cui discuteremo del progetto.
Terzo
ed ultimo punto riguardo al progetto. Qui cè
un terzo principio urbanistico generale che è
stato rispettato e che trova una esemplificazione quasi
da manuale in questo quartiere. Questo principio lo
abbiamo chiamato, forse con un termine un po tecnico,
di perequazione, il che vuol dire semplicemente, di
farla finita con la roulette russa tra proprietari di
aree, che favoriva uno piuttosto che laltro, magari
unarea contigua ad unaltra veniva caricata
di cubature ed aumentava il suo valore mentre quella
accanto veniva espropriata e doveva essere destinata
a fini pubblici. La possibilità, per il quartiere
di Tor Marancia, di fare un progetto unitario è
data dal fatto che la delibera di indirizzo che proponiamo
oggi trasforma, quello che nel vecchio Prg erano tre
comprensori in un unico comprensorio e quindi pone in
modo uguale a carico di tutti i proprietari ed operatori,
chiunque essi siano, in modo proporzionale alla loro
proprietà ed intervento nel quartiere, gli oneri
pubblici, gli oneri ed i vantaggi derivanti dalla possibilità
di edificare. E il principio della perequazione
urbanistica che dalla base delle proposte di riforma
presentate già in Parlamento che permette di
non rendere più lurbanistica schiava delle
mappe particellari, della proprietà, ma di progettare
per i comparti. Il progetto potrà essere pertanto
unitario. Ancora sulla qualità del progetto,
vorrei dire che due anni fa, in occasione di una conferenza
stampa cui partecipò anche il Soprintendente,
dichiarai che, se la Regione avesse deciso di estendere
il Parco dellAppia nel territorio di Tor Marancia,
naturalmente ci saremmo attenuti a quella decisione
ed io personalmente ne sarei stato soddisfatto. Abbiamo
la cartografia non ancora vistata dal commissario di
governo ma ci è stata trasmessa in via preliminare
e sappiamo che la Regione Lazio ha votato una legge
che, per il Parco dellAppia, prevede lestensione
per circa 110 ettari del Parco dellAppia medesimo.
Pertanto noi, realizzando questo parco, ampliando il
Parco dellAppia, rispondiamo allesigenza
di tutela del patrimonio ambientale ed archeologico
dei costoni tufacei come della villa dei Numisi, con
unoperazione a costo zero per lamministrazione
che rende pubblico, aprendo finalmente alla gente quel
bel pezzo di campagna attiguo allArdeatina, al
Parco dellAppia, per 110 ettari, cioè per
unestensione più grande di Villa Borghese.
Non solo, noi dovremmo mettere nelle norme del progetto
che non viene oggi in consiglio, perché vengono
solo le premesse, che ci garantiscano ed è possibile
utilizzando la parte restante che può essere
trasformata ed edificata verde condominiale, delle strade
residenziali alberate, delle strade sulle quali la velocità
non sia quella delle strade di grande scorrimento, ma
sia molto ridotta, insomma garantiscano delle condizioni
di vita migliori di quelle attuali dei quartieri circostanti.
Questo è vero anche per le tipologie che sono
delle tipologie articolate che verranno utilizzate nel
progetto, di case a due, a quattro ed a cinque piani,
prevalentemente, e in qualche caso anche delle case
alte nove piani. I quartieri Rinnovamento e Roma 70
hanno case molto lunghe, anche 150 metri ed alte 12
piani. In questo caso si tratta di una scelta compositiva
che dà luogo a case con base di non più
di 20 metri, altro che Corviale, che è lungo
1 km ed ha 11 piani! Qui siamo ad altezze di 9 piani
ma su edifici molto stretti che servono ad indicare
lasse principale lungo i quartieri di Roma 70
fino a via di Grottaperfetta. Qui siamo però
ancora nelle ipotesi: ciò che abbiamo come oggetto
in consiglio oggi, è la premessa urbanistica,
ambientale, di tutela archeologica a tutto ciò.
Cioè la premessa ci porterà a poter attuare
una serie di indirizzi, credo largamente condivisi,
esposti e pubblicamente discussi da questa amministrazione
che ho riassunto prima. Noi siamo alle premesse. La
delibera che viene oggi in consiglio è una delibera
che dà gli indirizzi al sindaco per incontrare
la Regione e il Ministero dei beni culturali ed ambientali
e la Sovrintendenza archeologica e concludere con queste
amministrazioni un accordo che definisca qual è
larea a parco. Qui abbiamo il sostegno della legge
sicuramente laccordo non sarà concluso
prima della ratifica della legge. Se non vi fosse la
ratifica della legge, le informazioni di cui dispongo,
senzaltro più limitate delle sue, sono
che si va ad una legge discussa per due anni che probabilmente
il commissario ed il consiglio dei Ministri approverà.
Abbiamo
gli elementi per individuare esattamente dove e quali
sono gli ettari di parco. Questa carta corrisponde esattamente
allallegato secondo della nostra delibera, che
nellallegato primo indica quale è la variante
di Piano regolatore da apportare. Innanzitutto fare
un unico comparto di quelli che erano tre prima, in
modo che si possa fare una progettazione unitaria e
la seconda questione, la tratto per ultima perché
a mio avviso è davvero lultimo dei problemi
in una città di 700 milioni di metri cubi, riduce
ulteriormente la cubatura. Noi siamo alla metà
delle previsioni del vecchio Piano regolatore. Se qualcuno
avesse voglia, come abbiamo fatto negli uffici, di confrontare
il vecchio progetto della lottizzazione convenzionata
che andai a discutere nella Circoscrizione XI nel 94
e lo confrontasse con il nuovo, vedrebbe la differenza
abissale quantitativa e qualitativa. Nella delibera
di oggi noi semplicemente indichiamo quale è
limpianto viario e diamo gli indirizzi al sindaco
perché sulla base di quellampliamento del
parco, di quella riduzione notevolissima di cubatura
(la metà delle previsioni originarie del Piano
regolatore), dellimpegno a realizzare il tram
(è un programma pubblico, quindi, non può
essere a carico degli operatori privati), su tutto questo
il sindaco riceve lindirizzo da questo consiglio
per andare a concludere un accordo. Solo una volta,
concluso laccordo, gli uffici esamineranno il
progetto urbanistico di lottizzazione convenzionata
che tornerà necessariamente, come recita la delibera,
allesame del consiglio. A questo punto, non certo
per imprimere una accelerazione, come ho sentito dire,
ma per ridurre la fortissima decelerazione che vi è
stata su questi programmi, si ricorrerà allaccordo
di programma previsto dalla legge 241. Il progetto di
lottizzazione convenzionata tornerà, quindi,
al consiglio in quella sede. Nel dettaglio esamineremo
tutti gli aspetti anche edilizi, lapplicazione
di norme tecniche innovative, la garanzia sulla qualità
delle abitazioni e così via. Noi, dunque, Presidente,
in questa delibera di indirizzi, per concludere un accordo
con altre amministrazioni, un accordo limpido, trasparente,
e mi dispiace di aver sentito parlare di inciucio, abbiamo
impostato un rapporto di collaborazione con le amministrazioni
alla luce del sole, dicendolo in conferenze stampa,
in dibattiti, in convegni, in Circoscrizione, portando
questo dibattito per due volte in precedenza, in sede
di prima e seconda controdeduzione, nella variante di
salvaguardia in questo consiglio. Ma di quale inciucio
vogliamo parlare? Siamo convinti che in quella zona
quel quartiere sia una cosa positiva per la città
perché risolve molti problemi di ambiente, di
fruizione del parco, di mobilità. Ora noi in
questa delibera vediamo la concretizzazione di alcuni
principi urbanistici importanti, il principio in base
al quale si persegue il policentrismo senza con ciò
penalizzare quella parte di famiglie che ancora chiedono
di risiedere nella porzione centrale dellarea
metropolitana, il principio in base al quale applichiamo
criteri di perequazione e quindi di giustizia e di equilibrio
urbanistico allinterno di grandi comparti e non
siamo più schiavi della mappa, delle priorità
immobiliari. Applichiamo infine un terzo principio che
è quello della coopianificazione e cioè
proprio con questa delibera noi proponiamo di procedere
attraverso un accordo che è stato già
ampiamente discusso ed istruito con la Sovrintendenza,
il Ministero dei beni culturali ed ambientali, la Regione
e con gli assessori competenti in modo da procedere
nella chiarezza e anche nella speditezza dei procedimenti
amministrativi. Per tutti questi motivi io credo che
questa delibera di indirizzi sia un atto coerente con
la impostazione di tutti i nostri provvedimenti urbanistici
e con la politica urbanistica perseguita da questa amministrazione.
PRESIDENTE
Apriamo
il dibattito sulla proposta. Il primo iscritto a parlare
è lonorevole Rampelli. Non ho altri iscritti
a parlare quindi sollecito i colleghi che volessero
intervenire a farlo. Prego gli uffici di prendere nota
del tempo che i singoli consiglieri impegnano in modo
tale che domani ai Capigruppo possiamo fare il punto
della situazione del contingentamento dei tempi deciso
dai capigruppo.
RAMPELLI
Onorevoli
colleghi, asse
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