Fabio Rampelli - Alleanza Nazionale Lazio


Benvenuto su Fabio Rampelli - Alleanza Nazionale Lazio
Indice
Fabio Rampelli
Sentimento Popolare
Detto Fatto
Attivitā legislativa
Editoriali
Interventi
Morbillo - Prurito
Approfondimenti
Comunicati
Glossario
Il piacere della lettura
Forum
Pietre Miliari
Libro degli ospiti
Contatti
Collegamenti
Segnala il sito

Rincominciare da chi crede

 



Dai verbali del Campidoglio...


A seguire viene riportato il testo delle sedute del consiglio comunale di Roma del 17 e 18 settembre 1997, nelle quali si sviluppa l’intervento-fiume dell’on. Fabio Rampelli, durato 9 ore e mezza.

Seduta del consiglio comunale di Roma
17 settembre 1997
(parte relativa ai richiami al regolamento e alle eccezioni di legittimità)

RAMPELLI

Nei cinque minuti che ho a disposizione cercherò di spiegare le ragioni per le quali questo consiglio a nostro avviso non dovrebbe procedere nella discussione e tanto meno nell’approvazione della delibera n. 218. Lo faccio in modo particolare affinché rimanga agli atti di questo consiglio, affinché venga verbalizzato e affinché sia chiaro che chi stabilirà il contrario, cioè di procedere, se ne assumerà tutte le responsabilità e ovviamente non solo quelle di carattere politico.

Noi siamo di fronte ad una delibera, quella n. 39 del 1995, che impegnava l’amministrazione comunale a non attuare alcuna lottizzazione o previsione urbanistica se ricadente all’interno dei parchi prima della definitiva approvazione della legge regionale per la istituzione delle aree protette e lo abbiamo sottolineato in più di una circostanza. La legge regionale in questione appena richiamata è stata approvata dal consiglio regionale del Lazio il giorno 3 di agosto ed è stata inviata per il parere istituzionale al commissario di governo. Il commissario di governo non ha ancora licenziato la legge ed è convinzione unanime, persino per formale dichiarazione dell’assessore all’ambiente della Regione Lazio, che si ritiene certa l’osservazione da parte del commissario di governo di questa legge. Quindi, la legge non è vigente e noi non possiamo assumere decisioni di alcun tipo finché la legge non è regolarmente pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione Lazio. A questo va aggiunto che nella stessa seduta del 3 agosto (ovviamente sarà oggetto poi negli interventi che seguiranno di ulteriori approfondimenti) il consiglio regionale del Lazio all’unanimità ha chiesto al sindaco di Roma e al consiglio comunale un impegno per ridurre ulteriormente la cubatura in modo proporzionato rispetto all’estensione del Parco dell’Appia Antica di ulteriori 110 ettari cui la stessa Regione ha provveduto. Allo stato questo invito fatto da un ente superiore, possiamo definirlo così, è stato disatteso completamente. Inoltre, l’approvazione della legge 662 del ‘96 ha restituito validità all’Istituto del P.P.A. di cui il Comune di Roma attualmente si trova sprovvisto. Quindi il programma di edificazione quinquennale per legge deve precedere, non seguire, l’approvazione di accordi di programma, di previsioni urbanistiche e di lottizzazioni. Ci risulta che, su questo presidente vorremmo una sua precisazione, tanto l’Avvocatura quanto il Segretario Generale in un’audizione abbiano confermata questa sorta di vacatio ribadendo quindi che se non ci dotiamo di un P.P.A. non possiamo procedere all’approvazione di lottizzazioni o accordi di programma.

Infine c’è un altro vizio di legittimità: questa delibera vede l’istruttoria di vincolo in corso attivata su esplicito input del sovrintendente Prof. La Regina. Noi non possiamo deliberare sulla proposta n. 218 finché l’iter di questa istruttoria di vincolo non ha sostanzialmente compiuto tutti i suoi passi. Quindi ci potrà essere un ripensamento, una risposta negativa o una risposta positiva, ma c’è comunque un atto che è tecnicamente e scientificamente di assoluta rilevanza quale la richiesta di apposizione del vincolo su tutta l’area compresa, quella dove in modo residuo saranno ubicate le cubature dell’E1 Tor Marancia. Una richiesta del sovrintendente La Regina che allo stato attuale non ha risposta di sorta da parte del Ministro per i beni culturali e che non può essere superata da “inciuci” politici tra Veltroni, Badaloni e Rutelli cioè tra i tre soggetti che dovrebbero firmare questo accordo di programma. Per tali ragioni, Presidente, è comunque opportuno, a prescindere da quelle che saranno le decisioni della Presidenza del consiglio o dei gruppi politici, che rimanga a verbale la nostra richiesta di non procedere alla votazione e alla discussione di questa delibera per le quattro ragioni avanti esposte.

PRESIDENTE

Onorevole Rampelli, fermo restando la libertà di dichiarare a verbale ciò che ognuno crede, la pregherei di mettere per iscritto questa richiesta di pregiudiziale perché l’aula su queste questioni si deve in qualche modo esprimere. Prima di dare la parola all’onorevole Spera, perché mi pare che si trasformino i richiami al regolamento in altra cosa, direi di dare lettura della proposta e quindi formalmente di aprire la discussione sulla proposta n. 218. Sulla questione pregiudiziale posta dal collega Rampelli, come prescrive il nostro regolamento, chiedo l’espressione di due consiglieri uno a favore e uno contro. Chiede di nuovo di. parlare il collega Rampelli; chiedo scusa alla collega Spera, ma prima dobbiamo risolvere questa prima questione.

RAMPELLI

Volevo soltanto sottolineare lo spirito di questo richiamo al regolamento che ovviamente non è un caso che sia un richiamo al regolamento. Mi rivolgo alla Presidenza agli uffici e all’assessore che sono stati più volte sollecitati a fornire ragguagli in merito a queste osservazioni che non è la prima volta che vengono fatte e che quindi rimangono a verbale. Certamente questa delibera è fondamentale, quindi, è bene e opportuno contestualizzare questi richiami. C’è una responsabilità rispetto alla legittimità di questo atto da parte degli uffici e da parte della Presidenza, quindi, chiedo che il consiglio prima di procedere a qualsivoglia votazione abbia il conforto degli uffici perché ciò è prescritto dalla legge. I consiglieri comunali prima di votare qualunque atto, devono sapere se gli uffici confermano la legittimità degli atti o meno.

PRESIDENTE

Onorevole Rampelli, io debbo capire se questa è una questione pregiudiziale o no, perché il regolamento prescrive iter diversi: se lei pone o fa un richiamo al regolamento, chiede l’intervento degli uffici, dell’assessore, della Presidenza, non so onestamente a che titolo, per garantire la legittimità di questo atto, allora di fatto lei sta aprendo il dibattito sulla proposta di deliberazione, quindi non pone una questione pregiudiziale. Se invece lei pone la questione in via pregiudiziale, cioè prima che venga chiamata la proposta chiede al consiglio di esprimersi sul se si debba trattare o meno questa proposta, io debbo procedere ai voti, quindi capire questo è fondamentale, almeno per me. Guardi, gli uffici rispondano, per me la legittimità dell’atto sta sulle carte, sulla proposta di deliberazione, sulle firme che i responsabili, l’assessore e gli uffici appongono sulla delibera. La proposta su Tor Marancia sta all’ordine dei lavori da decine di sedute, è pienamente legittima, questa è la risposta dell’ufficio di presidenza sentiti gli uffici, visti gli atti, sentito l’assessore, a questo punto chiamiamo la proposta.

Presenta la pregiudiziale, perfetto. La parola intanto all’onorevole Spera.

SPERA

Io sono favorevole a non mettere in votazione questa proposta. D’altronde abbiamo già posto il problema più di un mese fa come gruppo di Rifondazione comunista, un po’ per le motivazioni ora addotte dal consigliere Rampelli, non possiamo votare una delibera che nel suo testo parla di legge emananda. Qui stiamo occupandoci di una concessione che comunque ricade nel Parco di Tor Marancia il cui perimetro ancora non è ufficiale, non è cogente in quanto questa legge ancora non è efficace e tra l’altro anche dalla lettura del testo della legge stessa, sono previsti una serie di passaggi preventivi proprio relativamente alla perimetrazione del parco che non ci consentono assolutamente di esprimerci. Noi ci esprimeremmo rispetto ad un quadro legislativo che ancora è incompleto. Ci sono appunto i passaggi che citava il consigliere Rampelli che ancora non ci sono stati, ed inoltre vorrei rammentare all’assessore che quando abbiamo votato la variante delle certezze, questo gruppo si è astenuto e uno dei motivi che ci hanno indotto ad astenerci e a mutare l’orientamento iniziale che era quello di un voto contrario, è stata proprio la garanzia che sarebbe stato elaborato un nuovo piano poliennale di attuazione. Quindi pongo lo stesso problema che riguarda Tor Marancia e che Alleanza Nazionale si guarda bene dal porre, anche per le convenzioni successive, quindi per Saxa Rubra, Volusia e per Grottarossa. Credo abbiano lo stesso identico problema, sia perché ricadono in perimetri di parchi, sia perché sono convenzioni che rientravano nel piano poliennale di attuazione ormai scaduto, quindi, a nostro giudizio, sono decadute con quel piano poliennale. Chiedemmo in commissione un parere dell’avvocatura che, almeno alla sottoscritta, non risulta sia stato ancora espresso, quindi poniamo anche noi questo problema rispetto a questi passaggi necessari preventivi. Quindi anche noi siamo contrari. A ciò vorrei aggiungere un’ultima considerazione. C’è una direttiva della Ue che impone la valutazione di impatto ambientale e che non ci sembra che questo Comune abbia rispettato, ancora una volta, e che a maggior ragione per una convenzione di tale portata andrebbe preventivamente espletata, tanto più che questo consiglio ha votato un ordine del giorno che prevedeva appunto una serie di valutazioni preventive, ordine del giorno che non è stato mai rispettato.

PRESIDENTE

Allora il richiamo al regolamento della collega Spera mi pare che sia una questione pregiudiziale posta al consiglio. Io la prego di venire a sottoscrivere la questione pregiudiziale che ha già proposto adesso l’onorevole Rampelli che chiede che non si proceda alla discussione della proposta n. 218. Se non ci sono altri richiami al regolamento io pongo in votazione questa questione pregiudiziale.

Sulla questione pregiudiziale la votazione è aperta. Stiamo votando la richiesta pregiudiziale degli onorevoli Rampelli e Spera di non procedere all’esame della proposta n. 218. La votazione è chiusa. La questione pregiudiziale è respinta con 27 voti contrari, 7 favorevoli, 1 astenuto (Laurelli). La parola all’onorevole Buontempo per richiamo al regolamento.

BUONTEMPO

Io vorrei dire questo, adesso si è votato sulla questione pregiudiziale. Io non credo che il consiglio comunale possa avere il potere, senza dare risposte, di votare una pregiudiziale e respingerla dicendo ciò che è stato detto, non vale la pregiudiziale, non siamo d’accordo perché qui ci vuole una dichiarazione dell’avvocatura che doveva stare agli atti. Dentro il fascicolo occorreva una lettera dell’avvocatura che dice al consiglio “signori, la questione sollevata da La Regina, la questione del P.P.A. ecc., non hanno alcuna rilevanza di natura giuridica”. Altrimenti il consiglio delibera sulla base di cosa? Non è un’opinione, noi non abbiamo detto facciamo una pregiudiziale che è di natura politica. Noi vorremmo a verbale una dichiarazione dell’assessore o del Presidente del consiglio o un documento scritto che ci dicano “la delibera n. 39 del 1995 impegnava l’amministrazione comunale a non attuare alcuna lottizzazione ricadente all’interno dei parchi prima della definitiva approvazione della legge regionale sulle aree protette”, legge che prevede tanto l’istituzione del Parco di Veio quanto l’ampliamento del Parco dell’Appia Antica, stabilita il 3 agosto dal consiglio regionale del Lazio e ancora ferma presso commissario di governo ovvero “la legge non è stata ancora pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione Lazio”. Qualcuno deve scrivere un nulla osta, cioè che questo non conta, qualcuno deve dire al consiglio che il consiglio può deliberare anche se il deliberato della Regione Lazio non è esecutivo. Non capisco i colleghi, anche della maggioranza, che votano con tanta superficialità. Il sindaco non parla, non vota, non vota in giunta, e voi poi vi beccate le denunce.

A prescindere dalla pregiudiziale votata, lei deve mettere in condizione il consiglio di votare, perché molti non capiscono la funzione del consigliere comunale. Il consigliere comunale vota.

PRESIDENTE

Questa e una affermazione grave: parla di consiglieri comunali che sono 4 anni che fanno questo servizio.

BUONTEMPO

Presidente, non mi riferisco né a lei né agli altri ma ho detto che molti, all’esterno ed anche all’interno, non capiscono la funzione del consigliere comunale. Il consigliere comunale emenda, vota a favore o contro, documenti che, a monte, devono essere dichiarati legittimi, dato che lui non ha titolo, esperienza e strumenti tecnici, almeno che non lo sollevano. Il consigliere comunale ha il compito di verificare la legittimità giuridica della delibera ma, se manca la legittimità e la vota, se ne assume una responsabilità penale. Allora, siccome i consiglieri che hanno votato contro la pregiudiziale non ce lo hanno detto, perché può anche accadere che la maggioranza dei consiglieri dichiari che tutto questo non conta, però qualcuno lo deve dichiarare. Qualcuno ci deve dire, per iscritto o verbalmente, che il consiglio regionale del Lazio ha approvato un ordine del giorno, nel quale ha chiesto al sindaco Rutelli di abbattere ulteriormente le cubature previste in modo proporzionato all’ampliamento dei confini del Parco, per evitare l’elevata densità edificatoria. L’Amministrazione comunale quello che dice il consiglio regionale se lo mette sotto i piedi; l’ordine del giorno della Regione è carta straccia! Quindi, quelli che votano alla Regione sono dei matti o dei paranoici, stanno lì e votano delle cose strane, ma voi, che siete retti amministratori, ve ne fregate di quello che dice la Regione Lazio. Inoltre, l’approvazione della legge 662/96 ha restituito validità all’Istituto del programma pluriennale e di attuazione del P.P.A., di cui il Comune di Roma si trova al momento sprovvisto, ancorché obbligatorio.

Il programma di edificazione pluriennale, per legge, deve precedere, e non seguire, l’approvazione di accordi di programma di lottizzazioni, come riconosciuto sia dal Segretario generale sia dall’Avvocatura. Il consiglio comunale pertanto deve preventivamente approvare il 3° P.P.A.. Può darsi, che questa sia una tesi peregrina, però non possiamo fare la maggioranza e l’opposizione; noi facciamo l’opposizione e qualcuno faccia la maggioranza. Per cui, qualcuno si deve alzare e dire “onorevole Buontempo, non è vero, perché il consiglio comunale non ha bisogno che preventivamente venga approvato il 3° P.P.A.” Bene, qualcuno lo dica, in modo che ognuno poi vota a favore o contro, secondo il giudizio politico che ritiene; ma, ciascuno deve fare il proprio dovere. Quindi, Presidente, a me pare che senza una risposta a questi quesiti, procediamo in maniera non legittima, perché questi non sono rilievi di natura politica: voglio che qualcuno si alzi o ci scriva che, anche in assenza della legge regionale che abbia terminato l’iter, il. consiglio comunale può deliberare. Pertanto, Presidente, la pregherei, prima di andare a proseguire l’iter, che lei, l’assessore o il sindaco, diate risposte puntuali a questi quesiti posti da alcuni consiglieri.

PRESIDENTE

Fermo restando l’esito della votazione sulla pregiudiziale, la sottoscritta ha già risposto alle identiche osservazioni del collega Rampelli per quello che riguarda la legittimità dell’atto sulla delibera, che è ormai pronta da decine e decine di giorni. Ci sono le firme dei funzionari responsabili dell’atto stesso e, quindi, secondo la sottoscritta e secondo la Presidenza, questo atto è pienamente legittimo e può essere messo nell’ordine dei lavori per essere discusso. Chiamiamo la proposta. 218, in modo tale che l’assessore, nell’illustrare la proposta, possa anche entrare nel merito delle osservazioni fatte. Se lei smettesse di anticipare tutta questa materia, fingendo un richiamo al regolamento che impedisce, di fatto, di incominciare la discussione, l’assessore Cecchini a quest’ora avrebbe già iniziato l’illustrazione.

INIZIO DEL DIBATTITO SULLA PROPOSTA DI DELIBERA N. 218
SEGRETERIA GENERALE
Proposta n. 218.

La proposta, ai sensi dell’art. 6 del regolamento del Decentramento, è stata trasmessa in data 21 luglio alla Circoscrizione XI, per l’espressione del parere da parte del consiglio medesimo entro il termine del 31 luglio, fissato dalla giunta comunale, data l’urgenza di provvedere.

Dalla Circoscrizione XI non è pervenuta alcuna comunicazione.

La III Commissione consiliare Permanente, nella seduta del 31 luglio, ha espresso a maggioranza parere favorevole all’ulteriore iter.

CECCHINI

Signora Presidente, se lei permette, dovendo nella mia relazione illustrativa, che ai sensi di regolamento dovrebbe durare 15 minuti ma per rispondere anche a qualche ulteriore quesito, parlerò per circa 20 minuti.

Per favorire, se ne hanno la cortesia, l’ascolto dei consiglieri, senza il thrilling della risposta ai quesiti posti nella pregiudiziale, in modo che il ragionamento sia anche più disteso, dirò subito delle cose molto semplici sulla pregiudiziale, sulla quale poi tornerò a conclusione della mia breve esposizione. Credo che alcuni consiglieri siano incorsi in un equivoco; anche la consigliera Spera, spero che mi possa ascoltare, perché ha posto anche lei una pregiudiziale. Non è necessaria l’approvazione della legge regionale sui parchi e sulle aree protette, tant’è che correttamente la delibera, a pagina 2, dice che “in occasione della emananda legge, il Comune di Roma è stato consultato, in sede pubblica, e le commissioni consiliari si sono recate presso le commissioni consiliari regionali”. Quindi, nelle premesse, giustamente, la delibera cita questa consultazione e la riferisce all’emananda legge regionale. La legge, poi, come tutti sanno, è stata votata e il commissario di governo ha 30 giorni, dal giorno 3 settembre; data in cui ha ricevuto dalla Regione l’atto legislativo della Regione medesima.

Questa delibera, che è di indirizzo per concludere un accordo tra le tre amministrazioni, preliminare e non sostitutivo della convenzione futura e, quindi, si tornerà in consiglio per la convenzione, non richiede che sia approvata né, tanto meno, ratificata dal commissario di governo la legge regionale sui parchi. Quanto al P.P.A., devo ricordare ai consiglieri che la legge finanziaria 662 ha detto che “i P.P.A. tornano in vigore e in funzione di norme che le Regioni devono emanare”; abbiamo anche ricevuto un parere dell’Avvocatura, che abbiamo presentato in giunta, tant’è che io stesso avevo chiesto con una memoria questo parere. Il parere dell’Avvocatura ci dice che, in sostanza, ad oggi, in una situazione legislativa non chiarissima, i Comuni e, in particolare questo Comune, può procedere nell’esame di provvedimenti urbanistici, con priorità a quelli contenuti. nel 2° P.P.A. e che, non appena la Regione Lazio legifererà in materia di nuovi programmi pluriennali di attuazione, il Comune potrà decidere in materia. Ciò non toglie che la prossima amministrazione potrà dotarsi di un documento programmatico e di indirizzi di cui questa amministrazione si è dotata a suo tempo. Infine, quanto al vincolo archeologico, preciso di nuovo che, essendo questa una delibera di indirizzi per concludere un accordo ai sensi dell’art. 15 della 241, è proprio una delibera che presuppone il fatto che non sia stato concluso l’iter del provvedimento di vincolo, colleghi Rampelli e Spera, che non è richiesto per la inedificabilità ma per un ulteriore passaggio regionale cioè un vincolo ex legge 431 art. 1 lettera N. Tutti e tre i motivi di presunta illegittimità, a mio avviso non hanno sostanza né alcun riferimento con lo spirito di questa delibera.

PRESIDENTE

Mi scusi se la interrompo, ma pregherei di consentire all’assessore di svolgere la sua relazione possibilmente ascoltando anche le comunicazioni che ci sta dando. Una relazione non è indispensabile ma lo è quando vengono poste questioni pregiudiziali, formali e sostanziali molto rilevanti. E’ veramente spiacevole che gli stessi soggetti che pongono queste questioni o non sono attenti o sono assenti dall’Aula.

CECCHINI

Vorrei passare ora alla relazione. Vorrei rispondere ad alcuni quesiti di fondo senza trincerarmi dietro pregiudiziali o ragionamenti formali. Credo che stiamo parlando di una città, di un quartiere, di un parco, di un patrimonio archeologico, dell’esigenza di case di questa città.

Il primo quesito a cui vorrei rispondere è quello che è aleggiato nel dibattito e anche sulla stampa in questi ultimi giorni ma era emerso anche in passato: perché realizzare nuovi alloggi in una città che perde abitanti? Perché, ci si dice, dovremmo costruire delle case quando non ci sono più nuovi abitanti? Su questo, vorrei dire che ci siamo posti il problema fin dall’inizio di questa consiliatura, colleghi e cittadini; e abbiamo, in convegni, in atti pubblici, approfondito il problema. Lo abbiamo studiato e ricordo la ricerca che abbiamo presentato nel luglio 1995, ricordo il documento di indirizzi che presentammo nel luglio 1996 e in modo inequivoco emerge da queste analisi che questa città, che non aumenta in abitanti, aumenta nel numero di famiglie, di una dimensione di circa 6 mila famiglie in più ogni anno. Risulta che in questa città vi sono domande di residenza, di disporre di case a cui si può rispondere solo realizzando un numero molto contenuto di case nuove. E’ stato valutato in linea di massima quale sarà la domanda nei prossimi 10 anni. Questa domanda non risolvibile con provvedimenti importanti di utilizzazione del patrimonio esistente, come la possibilità di frazionamento, di demolizione e ricostruzione, un uso migliore del patrimonio esistente, i programmi di recupero urbano e così via comunque scenderà nei prossimi 10 anni a 250 mila nuove stanze. Ci stiamo impegnando in questo periodo per meno di un terzo di questo numero in modo da permettere in futuro, come dicemmo in precedenti sessioni urbanistiche, di monitorare l’andamento delle esigenze della città. Stiamo decidendo oggi la possibilità di realizzare circa 5 mila alloggi in quell’area di Tor Marancia. Vorrei ancora chiarire, collega Rampelli, un altro elemento rispetto a questa esigenza di case perché voi sapete che noi riceviamo quotidianamente delegazioni che chiedono di avviare gli interventi di lottizzazioni convenzionate o di piani di zona in 167.

PRESIDENTE

Mi scusi ancora assessore se la interrompo. Credo sia indispensabile che il personale addetto all’Aula faccia rispettare il nostro regolamento d’aula al pubblico presente. In aula non si può consentire o dissentire né è possibile tollerare questo chiacchiericcio continuo che aumenta man mano e che non consente di sentire la relazione dell’assessore . I consiglieri comunali devono votare con piena coscienza degli atti questa proposta di delibera. A loro deve essere consentito lo svolgimento del loro lavoro in condizioni ottimali.

CECCHINI

Vi sono alcune informazioni che vengono anche trasmesse negli strumenti di informazione e che non corrispondono alla realtà: in primo luogo, il fatto che vi siano 127 mila alloggi pronti per essere abitati. Non è così. Noi abbiamo dimostrato, i dati statistici lo dicono, che si tratta di seconde case, di alloggi offerti per l’affitto o per la vendita e che, di fatto, Roma ha un numero percentuale di alloggi vuoti, considerati vuoti ma in realtà non lo sono come risulta dal dettaglio degli atti del censimento del 1991 e dalle successive rilevazioni perché sono seconde case di proprietà di persone non residenti a Roma o perché sono occupate temporaneamente o messe in vendita e, come risulta da documenti che posso fornire al consiglio, la ipotesi che Roma ha un vuoto “frizionale” del 3,5%, quindi inferiore a quello di Milano, Napoli e Genova, possa far pensare di risolvere la domanda abitativa nei prossimi anni utilizzando quegli alloggi, a meno che qualcuno non chieda di requisire di autorità gli alloggi delle famiglie italiane.

La seconda cosa che non corrisponde all’indirizzo di questa amministrazione è l’idea che possa continuare una espulsione di questo Comune che ha raggiunto negli ultimi anni delle cifre record. Ogni anno, ci sono famiglie che vanno a cercare casa nei comuni dell’hinterland: ammontano dal 1991 al 1994 a 60 mila persone. Noi siamo favorevoli ad una ipotesi di decentramento; abbiamo definito un piano di assetto policentrico per l’area metropolitana e perciò abbiamo ridotto la edificabilità del Piano regolatore; altro che le quantità che stiamo discutendo adesso, di 54 milioni di metri cubi! Non possiamo continuare a costringere migliaia di famiglie romane ogni anno ad andare fuori se, contemporaneamente, non trasferiamo e decentriamo attività e funzioni. Continuando infatti ad espellere residenza dalla zona centrale dell’area metropolitana, non faremmo altro che aumentare il pendolarismo, quindi creare nuovo disagio e nuove istanze di abusivismo, di illegalità e sofferenza per le famiglie romane. Questo è per rispondere al primo quesito. Serve quindi un numero contenuto di nuove abitazioni, lo abbiamo definito nei nostri documenti di indirizzo e ci stiamo attenendo a quei documenti.

La seconda domanda: perché a Tor Marancia? Anche qui vi è una risposta. Dobbiamo rispettare le esigenze legittime di un settore importante ma non l’unico della città, che sono gli imprenditori edili, gli operai e così via. Non è questa la risposta, cari consiglieri. La risposta è che dobbiamo rispondere alla richiesta generale della città. Le lottizzazioni ed il programma, un programma complesso come è quello di Bufalotta, rispondono ad un’esigenza e a un indirizzo urbanistico preciso che è quello di dire manteniamo residenze nella zona centrale della città compatibilmente con una politica di decentramento delle funzioni, dell’università, del parco tecnologico, di funzioni metropolitane che portano con sé anche residenze decentrate riducendo così il pendolarismo. Ora, Tor Marancia e Bufalotta, che sono gli unici due grandi comparti liberi e edificabili in base al Piano regolatore precedente, per la parte che non abbiamo superato con il piano delle certezze, sono l’unica possibilità che abbiamo di offrire alla città degli alloggi attraverso l’iniziativa privata, che siano coerenti con le esigenze di tutela e di qualità dell’abitare. Non solo rispondiamo quindi ad un indirizzo generale di politica urbanistica dell’amministrazione, ma ci poniamo anche il problema di migliorare le condizioni abitative di vita urbana nei quartieri circostanti con ogni delibera di nuova edificazione che facciamo. In particolare vorrei anticipare, perché è stato discusso con gli uffici dell’assessorato da parte della maggioranza, e credo che l’opposizione ne sia al corrente, un emendamento che ha richiesto un dibattito congiunto con la Regione e l’approfondimento interdipartimentale che non solo risolve i problemi di viabilità del comprensorio di Tor Marancia, ma risolve anche il problema dell’accesso sul ferro, cioè del trasporto in sede pubblica che permette nei quartieri di Rinnovamento e Roma 70 di non ingolfarsi sull’Ardeatina o su via di Grottaperfetta ma di poter arrivare alla Colombo o in altre zone, in macchina in numero minore di oggi e sul trasporto pubblico. Anche dal punto di vista dell’accessibilità, la realizzazione del nuovo quartiere di Tor Marancia porterà con sé una linea tramviaria che permetterà di servire non solo il nuovo insediamento ma anche per lo meno il quartiere Rinnovamento perché arriverà fin lì; e c’è un emendamento che vincola il prossimo bilancio a stanziare questi fondi. La delibera permette quindi di risolvere il sistema di mobilità di tutta l’area. L’emendamento si pone naturalmente il problema di rispettare nel passaggio futuro in consiglio, quando discuteremo del progetto di lottizzazione convenzionata nel suo dettaglio, quanto richiesto dall’ordine del giorno n.15, che in questi anni è stata una linea guida per gli uffici per la discussione e la elaborazione sul quartiere di Tor Marancia, e che troverà piena soddisfazione nel momento in cui discuteremo del progetto.

Terzo ed ultimo punto riguardo al progetto. Qui c’è un terzo principio urbanistico generale che è stato rispettato e che trova una esemplificazione quasi da manuale in questo quartiere. Questo principio lo abbiamo chiamato, forse con un termine un po’ tecnico, di perequazione, il che vuol dire semplicemente, di farla finita con la roulette russa tra proprietari di aree, che favoriva uno piuttosto che l’altro, magari un’area contigua ad un’altra veniva caricata di cubature ed aumentava il suo valore mentre quella accanto veniva espropriata e doveva essere destinata a fini pubblici. La possibilità, per il quartiere di Tor Marancia, di fare un progetto unitario è data dal fatto che la delibera di indirizzo che proponiamo oggi trasforma, quello che nel vecchio Prg erano tre comprensori in un unico comprensorio e quindi pone in modo uguale a carico di tutti i proprietari ed operatori, chiunque essi siano, in modo proporzionale alla loro proprietà ed intervento nel quartiere, gli oneri pubblici, gli oneri ed i vantaggi derivanti dalla possibilità di edificare. E’ il principio della perequazione urbanistica che dalla base delle proposte di riforma presentate già in Parlamento che permette di non rendere più l’urbanistica schiava delle mappe particellari, della proprietà, ma di progettare per i comparti. Il progetto potrà essere pertanto unitario. Ancora sulla qualità del progetto, vorrei dire che due anni fa, in occasione di una conferenza stampa cui partecipò anche il Soprintendente, dichiarai che, se la Regione avesse deciso di estendere il Parco dell’Appia nel territorio di Tor Marancia, naturalmente ci saremmo attenuti a quella decisione ed io personalmente ne sarei stato soddisfatto. Abbiamo la cartografia non ancora vistata dal commissario di governo ma ci è stata trasmessa in via preliminare e sappiamo che la Regione Lazio ha votato una legge che, per il Parco dell’Appia, prevede l’estensione per circa 110 ettari del Parco dell’Appia medesimo. Pertanto noi, realizzando questo parco, ampliando il Parco dell’Appia, rispondiamo all’esigenza di tutela del patrimonio ambientale ed archeologico dei costoni tufacei come della villa dei Numisi, con un’operazione a costo zero per l’amministrazione che rende pubblico, aprendo finalmente alla gente quel bel pezzo di campagna attiguo all’Ardeatina, al Parco dell’Appia, per 110 ettari, cioè per un’estensione più grande di Villa Borghese. Non solo, noi dovremmo mettere nelle norme del progetto che non viene oggi in consiglio, perché vengono solo le premesse, che ci garantiscano ed è possibile utilizzando la parte restante che può essere trasformata ed edificata verde condominiale, delle strade residenziali alberate, delle strade sulle quali la velocità non sia quella delle strade di grande scorrimento, ma sia molto ridotta, insomma garantiscano delle condizioni di vita migliori di quelle attuali dei quartieri circostanti. Questo è vero anche per le tipologie che sono delle tipologie articolate che verranno utilizzate nel progetto, di case a due, a quattro ed a cinque piani, prevalentemente, e in qualche caso anche delle case alte nove piani. I quartieri Rinnovamento e Roma 70 hanno case molto lunghe, anche 150 metri ed alte 12 piani. In questo caso si tratta di una scelta compositiva che dà luogo a case con base di non più di 20 metri, altro che Corviale, che è lungo 1 km ed ha 11 piani! Qui siamo ad altezze di 9 piani ma su edifici molto stretti che servono ad indicare l’asse principale lungo i quartieri di Roma 70 fino a via di Grottaperfetta. Qui siamo però ancora nelle ipotesi: ciò che abbiamo come oggetto in consiglio oggi, è la premessa urbanistica, ambientale, di tutela archeologica a tutto ciò. Cioè la premessa ci porterà a poter attuare una serie di indirizzi, credo largamente condivisi, esposti e pubblicamente discussi da questa amministrazione che ho riassunto prima. Noi siamo alle premesse. La delibera che viene oggi in consiglio è una delibera che dà gli indirizzi al sindaco per incontrare la Regione e il Ministero dei beni culturali ed ambientali e la Sovrintendenza archeologica e concludere con queste amministrazioni un accordo che definisca qual è l’area a parco. Qui abbiamo il sostegno della legge sicuramente l’accordo non sarà concluso prima della ratifica della legge. Se non vi fosse la ratifica della legge, le informazioni di cui dispongo, senz’altro più limitate delle sue, sono che si va ad una legge discussa per due anni che probabilmente il commissario ed il consiglio dei Ministri approverà.

Abbiamo gli elementi per individuare esattamente dove e quali sono gli ettari di parco. Questa carta corrisponde esattamente all’allegato secondo della nostra delibera, che nell’allegato primo indica quale è la variante di Piano regolatore da apportare. Innanzitutto fare un unico comparto di quelli che erano tre prima, in modo che si possa fare una progettazione unitaria e la seconda questione, la tratto per ultima perché a mio avviso è davvero l’ultimo dei problemi in una città di 700 milioni di metri cubi, riduce ulteriormente la cubatura. Noi siamo alla metà delle previsioni del vecchio Piano regolatore. Se qualcuno avesse voglia, come abbiamo fatto negli uffici, di confrontare il vecchio progetto della lottizzazione convenzionata che andai a discutere nella Circoscrizione XI nel ‘94 e lo confrontasse con il nuovo, vedrebbe la differenza abissale quantitativa e qualitativa. Nella delibera di oggi noi semplicemente indichiamo quale è l’impianto viario e diamo gli indirizzi al sindaco perché sulla base di quell’ampliamento del parco, di quella riduzione notevolissima di cubatura (la metà delle previsioni originarie del Piano regolatore), dell’impegno a realizzare il tram (è un programma pubblico, quindi, non può essere a carico degli operatori privati), su tutto questo il sindaco riceve l’indirizzo da questo consiglio per andare a concludere un accordo. Solo una volta, concluso l’accordo, gli uffici esamineranno il progetto urbanistico di lottizzazione convenzionata che tornerà necessariamente, come recita la delibera, all’esame del consiglio. A questo punto, non certo per imprimere una accelerazione, come ho sentito dire, ma per ridurre la fortissima decelerazione che vi è stata su questi programmi, si ricorrerà all’accordo di programma previsto dalla legge 241. Il progetto di lottizzazione convenzionata tornerà, quindi, al consiglio in quella sede. Nel dettaglio esamineremo tutti gli aspetti anche edilizi, l’applicazione di norme tecniche innovative, la garanzia sulla qualità delle abitazioni e così via. Noi, dunque, Presidente, in questa delibera di indirizzi, per concludere un accordo con altre amministrazioni, un accordo limpido, trasparente, e mi dispiace di aver sentito parlare di inciucio, abbiamo impostato un rapporto di collaborazione con le amministrazioni alla luce del sole, dicendolo in conferenze stampa, in dibattiti, in convegni, in Circoscrizione, portando questo dibattito per due volte in precedenza, in sede di prima e seconda controdeduzione, nella variante di salvaguardia in questo consiglio. Ma di quale inciucio vogliamo parlare? Siamo convinti che in quella zona quel quartiere sia una cosa positiva per la città perché risolve molti problemi di ambiente, di fruizione del parco, di mobilità. Ora noi in questa delibera vediamo la concretizzazione di alcuni principi urbanistici importanti, il principio in base al quale si persegue il policentrismo senza con ciò penalizzare quella parte di famiglie che ancora chiedono di risiedere nella porzione centrale dell’area metropolitana, il principio in base al quale applichiamo criteri di perequazione e quindi di giustizia e di equilibrio urbanistico all’interno di grandi comparti e non siamo più schiavi della mappa, delle priorità immobiliari. Applichiamo infine un terzo principio che è quello della coopianificazione e cioè proprio con questa delibera noi proponiamo di procedere attraverso un accordo che è stato già ampiamente discusso ed istruito con la Sovrintendenza, il Ministero dei beni culturali ed ambientali, la Regione e con gli assessori competenti in modo da procedere nella chiarezza e anche nella speditezza dei procedimenti amministrativi. Per tutti questi motivi io credo che questa delibera di indirizzi sia un atto coerente con la impostazione di tutti i nostri provvedimenti urbanistici e con la politica urbanistica perseguita da questa amministrazione.

PRESIDENTE

Apriamo il dibattito sulla proposta. Il primo iscritto a parlare è l’onorevole Rampelli. Non ho altri iscritti a parlare quindi sollecito i colleghi che volessero intervenire a farlo. Prego gli uffici di prendere nota del tempo che i singoli consiglieri impegnano in modo tale che domani ai Capigruppo possiamo fare il punto della situazione del contingentamento dei tempi deciso dai capigruppo.

RAMPELLI

Onorevoli colleghi, asse









Copyright © by Fabio Rampelli - Alleanza Nazionale Lazio
Tutti i diritti riservati.

[ Indietro ]
Content ©
  Sito a cura dell'Ufficio Stampa di Fabio Rampelli    · info@comitatoelettorale.com 06/88644196 ·   Webmaster:Raffaele Persichetti.
PHP-Nuke Copyright © 2004 by Francisco Burzi. This is free software, and you may redistribute it under the GPL. PHP-Nuke comes with absolutely no warranty, for details, see the license. sitemap