|
2
novembre 2001
dal quotidiano on line www.ilnuovo.it
Tormarancia, torna il
rischio cementificazione
Con
il nuovo piano regolatore si riapre il problema
dell'area a ridosso del parco dell'Appia Antica.
Ai costruttori erano state promesse altre zone
da lottizzare ed è probabile che una parte
sia proprio lì.
di Alessandro Calvi
ROMA
- Sembrava fatta. Con la vittoria dell'opzione
zero sembrava che a Tormarancia la porta alla
cementificazione fosse stata chiusa una volta
per tutte. E invece, mentre il dibattito sul nuovo
piano regolatore è aperto, sembra che i
giochi siano tutt'altro che chiusi e che quella
porta si possa riaprire. Riparte così,
dopo nove mesi, una battaglia che pareva conclusa
con la vittoria di An e Rifondazione e che era
costata una grave spaccatura nel centrosinistra.
Almeno una parte dei circa due milioni di metri
cubici previsti originariamente a Tormarancia
e poi cancellati, potrebbero essere costruiti
proprio su quest'area, probabilmente limitando
i confini del nuovo insediamento alla zona al
di là di via di Grottaperfetta.
L'ipotesi,
niente affatto improbabile, è uno dei nodi
da sciogliere per il nuovo piano regolatore e,
più che discutere della possibilità
di costruire in questa zona, si starebbe discutendo
su quanto costruire e su quali dimensioni dovrebbe
avere questo nuovo insediamento urbano. La possibilità
di ritornare sulla questione Tormarancia si è
aperta con il dibattito sul piano regolatore che
rischia di rimettere in discussione il contenuto
dell'accordo con il quale il Comune si era impegnato
a concedere ai costruttori altre aree in compensazione
di quella a ridosso del parco dell'Appia Antica
che fu anche vincolata con un provvedimento dei
Beni Culturali. Nonostante quel vincolo, quei
terreni, secondo il piano regolatore vigente,
sarebbero tutt'ora edificabili, in attesa che
la Regione, probabilmente entro la prossima settimana,
decida sui limiti territoriali di quel vincolo
e renda così intangibile l'area. Le ipotesi
sono due: che l'intera area sia vincolata, e allora
per il Comune sarebbero dolori dovendosi procedere
a espropri di terreni edificabili; oppure che
soltanto una parte di quei terreni venga vincolata,
lasciando che sulla restante si costruisca una
parte delle cubature originariamente previste.
Il
problema che però si è presentato
alla nuova giunta capitolina è stato quello
di reperire un'altra area sufficientemente vasta
da contenere i quasi 2 milioni di metri cubici
previsti per Tormarancia. Così l'idea che
si è affacciata e di cui si sta discutendo
è quella di frazionare la cubatura, distribuendola
su zone diverse, da Pietralata ad Acilia, dalla
Romanina a Torre Spaccata fino alla Massimina.
Tutte zone della città che dovrebbero costituire
altrettanti centri direzionali nel nuovo piano
regolatore. In questo contesto, una parte di quei
due milioni di metri cubi potrebbe tornare proprio
a Tormarancia.
|