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Fabio Rampelli
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Questo dovrebbe essere un invito…

E' la prima volta che si parla di me in modo così diretto e sfacciato. Sì, nelle campagne elettorali c'è l'immancabile sito in cui si sciorinano i programmi, si narrano le battaglie fatte… e si danno messaggi alla propria lobby di riferimento. Non ci ho mai creduto in quei siti lì o, più esattamente, penso servano a chi si ricorda della propria vocazione a occuparsi dei problemi della comunità a pochi giorni dal voto. Quando ho parlato di politica, quando mi sono interessato dei problemi, ho sempre detto 'noi'. Ho cercato foto di gruppo, immagini simboliche, voli imperscrutabili; mi sono sentito quasi un ladro a scorgere un pezzo della mia faccia nell'angolo in alto a destra di una foto.
Saranno stati gli anni settanta, l'odio per i manifesti coi faccioni e i nomi a caratteri cubitali, la rabbia per quanti stavano dietro le quinte, mentre per strada era tosta… Io ero poco più che un bambino e ascoltavo gli amici di mia sorella disquisire con scarsa gentilezza sui 'politicanti'; non sapevo che cosa fossero, ma mi sono trovato a giurare che non sarei mai diventato come loro. I bambini quando ascoltano di nascosto prendono tutto molto sul serio. Così, ora che sono cresciuto, in 25 anni d'impegno civile mi trovo quasi a disattendere quelle parole ascoltate, perché qui si parla di me, si mettono le mie foto. Mi avevano avvertito già dallo scorso anno che non se ne può fare a meno con l'avvento della democrazia diretta, anche se le foto scelte dai miei amici sono 'finte' e mi toccherà rovistare negli scaffali per proporre qualcosa di più frizzante.
Avremo appena il tempo di conoscerci comunque, perché scomparirò presto dai monitor per tornare 'noi', per rigenerarmi nella dimensione più consona, quella della squadra. In questi giorni, mi dicono, 'io' siamo 'noi', perché qualche bellimbusto - invece di inseguire i nemici del popolo, cercare i manigoldi anche tra le nostre fila per stanarli, dare forma a un nuovo che non decolla nonostante i nostri governi - è in preda a istinti di vendetta e si dà ai gesti inconsulti…Ma noi dobbiamo essere tolleranti e comprensivi, perché siamo una destra moderna ed europea, e non possiamo discriminare gli idioti.

Mi dicono che tra qualche giorno il sito sarà quello vero.

A presto!

Fabio Rampelli