Scuola, Errani non usi sua carica per fare propaganda contro il governo
Data: 13 gennaio 2010
Argomento: Politica Nazionale ed Internazionale


"L'introduzione del tetto del 30% di alunni stranieri nelle classi italiane è un provvedimento necessario per favorire i bambini immigrati nel processo d'integrazione sociale, prima ancora che linguistica e garantire un sano scambio culturale prezioso anche per le famiglie italiane".



"Ci sorge il sospetto che Errani non voglia capire o che voglia usare la sua carica di presidente delle conferenza delle Regioni per fare campagna elettorale contro il Governo su un tema delicato quanto concreto, che ha prodotto forti disagi soprattutto nelle grandi città".

“Ci sorprende che, dall'alto della sua carica rappresentativa di tutte le 20 regioni italiane, non sia stato capace di percepire l'autentico boicottaggio che veniva riservato dalle istituzioni scolastiche regionali al DPR del '99 nel quale il Capo dello Stato già dava precise indicazioni sulla equa distribuzione tra italiani e stranieri, subito recepite dai ministri di centrosinistra e di centrodestra con relative circolari”.

“Tale insubordinazione ha creato autentiche patologie, come quella della scuola Carlo Pisacane di Roma, o degli istituti toscani, veneti, lombardi o piemontesi, dove gli italiani sono stati gradualmente espulsi a causa di scelte irresponsabili assunte dalle dirigenze scolastiche. Siamo arrivati a quote del 90-95% di bambini stranieri che hanno creato disagi enormi e una messa in discussione del livello qualitativo dell'offerta didattica e paradidattica”.

"Ora occorre fare attenzione a non cadere nella trappola della sinistra, perché il tetto del 30% deve intendersi per tutti quei bambini che non abbiano cittadinanza italiana. Il problema infatti non è solo linguistico, altrimenti sarebbe facilmente risolvibile, ma culturale. L'integrazione che dobbiamo ottenere è quella della convivenza tra modelli antropologici, etnici, religiosi. La contaminazione e la familiarità delle differenze si può creare solo in presenza di un equilibrio e non sarà raggiungibile, viceversa, nel caso di classi sostanzialmente monoetniche o monoculturali.

"Ricordo a Errani che sarebbe opportuno piantarla di rincorrere le sirene dell'ideologia e ascoltare umilmente i soggetti interessati. Nel nostro caso più volte le stesse famiglie, straniere e italiane, hanno chiesto norme certe che garantissero l'equa distribuzione, dopo anni di anarchia. In particolare proprio le famiglie immigrate hanno dichiarato di pretendere scuole italiane e non scuole per stranieri.

"E se qualcuno a via Parigi (sede della conferenza delle Regioni) pensa di boicottare il tetto, come ha fatto per il piano casa, sappia che sarà considerato il responsabile dell'esclusione e dell'emarginazione della cosiddetta immigrazione di seconda generazione, con tutte le conseguenze che ne derivano".

"Dunque il problema non è sostanziale, ma esclusivamente pratico perchè in alcune realtà di provincia, se vogliamo evitare che interi paesi abbiano solo residenti stranieri, dobbiamo implementare i finanziamenti per il trasporto scolastico, senza enfatizzare un dato che è sempre esistito, quello degli alunni italiani dei piccoli centri che affrontano sacrifici per andare magari nella scuola del comune adiacente. Lo fanno loro e lo può fare chiunque".

Giornale[1]. scuola tetto. 14 gen 2010.pdfVisualizza il file Giornale[1]. scuola tetto. 14 gen 2010.pdf

Tempo Rm-scuole ghetto[1]. 14 gen 2010.pdfVisualizza il file Tempo Rm-scuole ghetto[1]. 14 gen 2010.pdf

 


 







Questo Articolo proviene da Fabio Rampelli - Alleanza Nazionale Lazio
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