“Intellettuali e associazioni si stanno organizzando per chiedere che la Capitale si doti di uno o due stadi, ma che possa farlo utilizzando le aree previste dal Piano regolatore generale appena approvato, senza consumo di altro territorio. Sono stato contattato per avere un’adesione”.
“Penso sia giusto coniugare gli interessi del calcio con quelli dei cittadini e ritengo legittimi i timori che dietro la realizzazione degli stadi si nascondano gigantesche e non giustificate speculazioni. L’amministrazione capitolina saprà mediare autorevolmente tra questi interessi e indicare la strada più equa".