“L’assenza di Maroni e degli altri ministri della Lega alla Festa del 2 giugno è oggettivamente un fatto importante, non grave, ma utile a comprendere fino in fondo quanto il Carroccio abbia archiviato la ‘pratica’ secessione".
“Il 2011 sarà l’anno del 150° anniversario dell’unità d’Italia e, per l’occasione, si prevedono manifestazioni, celebrazioni e realizzazione di opere. Penso sia importante che il Popolo della Libertà sappia se dovrà fare tutto da solo o se potrà contare sulla Lega e sull’intera maggioranza”.
“Sono d’accordo sul fatto che la retorica patriottarda non sia il modo più efficace per rafforzare i concetti di unità e coesione nazionale, ma questo implica un’elaborazione culturale aggiuntiva per re-interpretare il valore della Patria nel Terzo millennio, affiancando nuovi impulsi e stimoli a quelli antichi e non negoziabili come la bandiera, l’inno, la festa della nazione”.
“Spero che qualcuno nel governo chiarisca i confini di queste diverse sensibilità stabilendo anche un limite di decenza invalicabile. Ad esempio non credo sia compatibile avere un retropensiero secessionista e gestire il più importante dicastero del governo Berlusconi, rimanendo a Varese mentre a Roma le forze armate, ma anche quelle dell’ordine, sfilano di fronte ad altri ministri”.
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