Rincominciare da chi crede
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"La formazione della Giunta regionale e la definitiva composizione della maggioranza che la sostiene non hanno avuto un percorso fluido e lineare".
''L'avvicendamento dell'assessore Battistoni la sottrazione della delega alle politiche del territorio per l'assessore Armeni, il mancato rispetto da parte dell'Udc di due regole valse per il PdL, quella di esprimere almeno una donna in esecutivo e quella di segnalare personalità che non avessero avuto ruoli di governo nel quinquennio 2000-2005, testimoniano che il Presidente Polverini ha faticato per chiudere il quadro e questo non lo ritengo rispettoso verso quei tanti elettori che le hanno tributato un consenso ampio e, dopo la nota vicenda della mancata presentazione della lista PdL nel collegio di Roma, perfino insatteso''.
''Tra le vicende incomprensibili svetta la ridefinizione delle deleghe dell'assessore Cicchetti e la sua messa in discussione. Ricordo che da consigliere regionale di An in carica, sapendo dei miei rapporti di amicizia, l'allora presidente Badaloni mi confessò che proprio Cicchetti gli risultava il miglior sindaco del Lazio. Nessun accordo che prevede l'estromissione di un amministratore del suo spessore e della sua rettitudine morale può essere un buon accordo''.
''Non sono ancora riuscito a capire chi abbia sbagliato in questa giostra, ma l'errore è evidente. Ho informato l'on. Piso che lavorerò personalmente a una soluzione che preveda il recupero, nel minor tempo possibile, di Antonio Cicchetti nel suo ruolo di assessore regionale, come meritano la sua storia, la Provincia di Rieti e la Regione Lazio''.
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