Rincominciare da chi crede
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"Susanna Camusso dimostra ancora una volta l'arroganza e la prosopopea del sindacato che rappresenta, uno dei principali artefici del collasso italiano a causa di battaglie faziose che hanno costretto, nella prima Repubblica, governi pavidi e fragili a portare l'Italia su un livello di welfare più alto di quello della Germania, senza che vi fosse una reale ricchezza a sostenerlo. Anche il mercato del lavoro è ingessato principalmente a causa della CGIL che attraverso i suoi vertici dice di volersi occupare della crescita, dopo aver contribuito fortemente a fermarla...".
"Ora siamo alle minacce perché, a suo giudizio, non si potrebbe nemmeno parlare dell'art.18 dello Statuto dei lavoratori nel confronto con il governo. Non frega nulla al sindacato se si riuscisse a trovare un modello organizzativo che estenda le garanzie alle milioni di persone che non ce le hanno. L'importante è poter esibire lo scalpo ai propri iscritti e poter dire: "abbiamo vinto noi, l'art. 18 non è stato toccato" e guadagnare qualche consenso. E' il solito insopportabile modo con cui la CGIL ha burocratizzato il sindacalismo e lo ha ridotto a strumento di propaganda politica e tutela di privilegi per qualche migliaio di dirigenti. Il governo chiarisca di non accettare veti e incardini un confronto libero da pregiudizi sul mercato del lavoro e sulla crescita".
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