"Sulle liberalizzazioni il governo si comporta come un vecchio juke box cui e' stato inserito un gettone. Anche se il disco e' rovinato, deve mandarlo in onda, mentre farebbe meglio a sostituirlo con uno piu' moderno ed efficace".
"L'impressione e' infatti che Monti e Catricala' non siano affatto interessati ai risultati per i consumatori e le categorie interessate, ma abbiano solo la smania di dire ai media e alla Merkel che l'Italia sta liberalizzando. Questo approccio- prosegue- e' dogmatico, esattamente come lo erano le culture totalitarie del novecento e, se non sara' modificato, portera' solo effetti negativi. Occorre liberalizzare con pragmatismo, al riparo da ideologie economiche e diktat, secondo i parametri della salvaguardia dell'interesse nazionale e della reale convenienza per i consumatori".
"E' prioritario l'intervento sui servizi pubblici e sui grandi monopoli privati, mentre con le categorie intermedie si devono concertare riforme che possano migliorare il sistema, senza impoverirle. L'obiettivo deve essere quello di migliorare i prezzi e la qualita' del prodotto per l'utente, non di vessare qualcuno o favorire altri soggetti economici".