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L’ATTIVITA’ DEL GOVERNO

Sintesi dei principali provvedimenti intrapresi con la destra di governo e brevi cenni sull

Il
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L’ATTIVITA’ DEL GOVERNO


Giornata del ricordo
Il provvedimento, approvato il 10 febbraio 2004, prevede l’istituzione della Giornata del ricordo, che sarà celebrata il 10 febbraio di ogni anno “al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, l’esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati”. In questa giornata saranno organizzate “iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso le scuole di ogni ordine e grado, oltre a convegni, incontri in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Si riconosce il museo della civiltà istriano-fiumano-dalmata con sede a Trieste e l’Archivio museo storico di Fiume con sede a Roma e concede un finanziamento di 100mila euro all’anno all’Irci (Istituto regionale per la cultura istriana, fiumana e dalmata) e di altri 100mila euro all’anno per la Società di studi fiumani. Ai familiari delle vittime delle foibe nella Venezia-Giulia verrà consegnata un’insegna in acciaio brunito e smalto con la scritta “La Repubblica italiana ricorda”. La targa verrà consegnata non solo ai familiari degli infoibati, ma anche a quelli di tutti coloro i quali, dall’8 settembre 1943 al 19 febbraio 1947, sono scomparsi per mano delle truppe di Tito in Istria, in Dalmazia e nelle province dell’attuale confine italiano in Croazia.

Legge Fini-Bossi sull’immigrazione

Ha visto la luce nell’estate del 2002 la legge Fini-Bossi che detta le nuove regole in materia di immigrazione ed asilo. Fra le novità più rilevanti introdotte dalla nuova normativa, l’obbligo delle impronte digitali per gli immigrati e il permesso di soggiorno concesso solo a chi lavora. IMPRONTE DIGITALI Agli immigrati che chiedono il permesso di soggiorno in Italia o il rinnovo del permesso vengono rilevate le impronte digitali.
PERMESSO DI SOGGIORNO Il permesso di soggiorno viene ora concesso, con la durata di due anni, solo allo straniero che ha già un contratto di lavoro. Se l'immigrato perde il lavoro, deve tornare in patria.
CARTA DI SOGGIORNO E’ stato elevato da cinque a sei anni il periodo di soggiorno necessario perché lo straniero possa ottenere la carta di soggiorno che, a differenza del permesso di soggiorno, non ha termine di scadenza.
SPORTELLO UNICO In ogni provincia è stato istituito, presso la prefettura, uno sportello unico per l'immigrazione, responsabile dell'intero procedimento per l'assunzione di lavoratori stranieri.
DIRITTO DI ASILO Il ministero dell'Interno sostiene gli enti locali che accolgono coloro che chiedono asilo in Italia.
AMBASCIATE Per fronteggiare le esigenze straordinarie previste dalle nuove norme sull'immigrazione, le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari hanno potuto assumere 80 persone.
VISTO D'INGRESSO Chi rappresenta una minaccia per l'ordine pubblico perché condannato per traffico di stupefacenti, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione o dei minori, non può entrare in Italia.
ESPULSIONI Lo straniero senza permesso di soggiorno viene espulso per via amministrativa; se è privo di documenti viene portato in un centro di permanenza per 60 giorni durante i quali si cerca di identificarlo. Se non ci si riesce, al clandestino viene ''intimato'' di lasciare il territorio entro 3 giorni. Lo straniero espulso che rientra in Italia senza permesso commette un reato.
QUOTE Il decreto del presidente del Consiglio che determina il numero di extracomunitari che possono entrare ogni anno in Italia diventa facoltativo.
PENE RIDOTTE PER SCAFISTI PENTITI Sconti di pena fino alla metà per gli scafisti pentiti, se aiuteranno forze dell'ordine e magistrati a raccogliere elementi di prova, individuare e catturare organizzatori e manovali del traffico di esseri umani.
BLOCCARE IN MARE LE 'CARRETTE' Più poteri alle navi della Marina militare per bloccare le carrette che trasportano in Italia i clandestini.
CASA Il datore di lavoro dovrà fornire garanzie sulla disponibilità di un alloggio, una casa a tutti gli effetti le cui caratteristiche devono rientrare nei ''parametri minimi'' previsti per l'edilizia popolare.
FALSI MATRIMONI Permesso di soggiorno revocato se ottenuto attraverso un matrimonio finto con un cittadino italiano (o uno straniero ormai regolarizzato). Con una sola eccezione: se dal matrimonio sono nati dei figli.
RADDOPPIANO LE MULTE PER I DATORI DI LAVORO Chi fa lavorare extracomunitari privi del permesso di soggiorno rischia l'arresto da tre mesi ad un anno e multe fino a 5.000 euro per ogni lavoratore non in regola.
CONTRIBUTI PREVIDENZIALI Gli immigrati extracomunitari per i quali sono stati versati anche meno di 5 anni di contributi potranno riscattarli ma solo quando avranno raggiunto i 65 anni. RICONGIUNGIMENTI Il cittadino extracomunitario, in regola con i permessi, può chiedere di essere raggiunto dal coniuge, dal figlio minore, o dai figli maggiorenni purché a carico e a condizione che non possano provvedere al proprio sostentamento. Potranno entrare in Italia i genitori degli extracomunitari a condizione che abbiano compiuto i 65 anni e se nessun altro figlio possa provvedere al loro sostentamento.
MINORI I minori non accompagnati da parenti, ammessi per almeno tre anni ad un progetto di integrazione sociale e civile di un ente pubblico o privato, avranno il permesso di soggiorno al compimento dei 18 anni. Una volta maggiorenne, l'ente gestore del progetto dovrà garantire e provare che il ragazzo si trovava in Italia da non meno di 4 anni, aveva seguito il progetto di integrazione da non meno di 3, ha una casa e frequenta corsi di studio oppure lavora, o che e' in possesso di un contratto anche se non ha ancora iniziato l'attività.
COLF E BADANTI Ciascuna famiglia potrà regolarizzare una sola colf, ma non e' stato posto un limite per le ''badanti'', cioè chi assiste handicappati o anziani.
PREVENZIONE - Per prevenire l'immigrazione clandestina il ministero dell'Interno può inviare presso ambasciate e consolati funzionari di polizia.

Legge Fini contro la droga

Via la distinzione tra droghe leggere e pesanti. E nessuna dose minima giornaliera consentita, perché l'uso di droghe è, di per sé, punibile. Sono i punti cardine della legge Fini contro il dramma della droga. Tre i principi ispiratori del disegno di legge voluta dal vicepremier Gianfranco Fini: prevenzione, repressione e recupero. Ed eliminazione del concetto di droga “leggera” perché “la leggerezza - si legge nella relazione che accompagna il ddl - semplicemente non esiste”.
SANZIONE AMMINISTRATIVA FINO A 250 MG DI 'FUMO': Fino a 500 milligrammi di principi attivi di cocaina, 200 milligrammi di eroina, 0,05 mg per l' lsd, 200 mg di metadone, 200 mg di morfina e oppio, 250 mg di cannabis. Sono alcune delle quantità massime di sostanze stupefacenti che la legge ammette come detenzione personale, ma che vengono pur sempre punite, anche se con sanzioni amministrative. La pena prevista per chi supera la quantità fissata è la reclusione tra i sei e i venti anni.
A RISCHIO PATENTE E MOTORINO: Le sanzioni amministrative vanno dalla sospensione della patente, del porto d'armi, del passaporto, del permesso di soggiorno e fermo amministrativo del ciclomotore in uso. In presenza di altri indici di pericolosità, o di recidiva, si applicano misure più incisive: obbligo periodico di firma, divieto di condurre veicoli a motore, o divieto di allontanarsi dal comune di residenza.
IL PROGRAMMA TERAPEUTICO PUO' SOSPENDERE LA PENA: La legge prevede la possibilità di entrare in un programma terapeutico di recupero, che può portare alla sospensione della pena eventualmente comminata fino a un massimo di sei anni, presso strutture non solo pubbliche ma anche private, comprese negli albi regionali, che saranno formati nei prossimi mesi. Nel caso in cui, per un fatto di lieve entità, il soggetto non intende seguire un programma terapeutico, e ha già usufruito della sospensione della pena, invece di andare in carcere potrà svolgere un lavoro di pubblica utilità.
IL RAPPORTO TRA COMUNITA' E SERT: La legge prevede anche nuovi rapporti tra enti pubblici e strutture private che gestiscono attività di recupero, e a cui ci si potrà rivolgere una volta formati gli albi regionali di tali strutture, che dovranno avere alcune caratteristiche.
NON PUNIBILITA' PER CHI AIUTA LA POLIZIA: La legge prevede che chi, anche acquistando quantitativi di sostanze stupefacenti, aiuta le indagini di polizia, non sarà punito per aver commesso il reato.

Legge Gasparri

La legge, che porta il nome del ministro delle Comunicazioni Gasparri, modifica le normative precedenti, la Mammì del 1990 e la legge Maccanico del 1997 (rese incomplete dalla mancata approvazione del Ddl 1138 nella scorsa legislatura).
La legge prevede innanzitutto un cumulo delle risorse che si chiamerà Sistema integrato delle comunicazioni (Sic) e ogni fornitore di contenuti non potrà avere una copertura di più del 20% del totale dei programmi e dei ricavi complessivi del Sic, compresa la raccolta pubblicitaria. Un limite antitrust ulteriore è dato dal divieto, per chi ha più di una tv, di acquisire partecipazioni in quotidiani prima del primo gennaio 2009.
VERSO IL DIGITALE
La legge, che serve ad adeguare l'assetto dei media alle innovazioni tecnologiche, prevede il graduale passaggio al sistema digitale terrestre entro il 2006, data ultima per la conversione dell'attuale sistema analogico, il che permetterebbe la moltiplicazione dei canali e quindi dell'offerta mediatica.
Rai e Mediaset, dovrebbero in futuro cedere il 40% dei programmi digitali a terzi per allargare la platea dei soggetti dell'informazione
L'articolo 25 riguarda l'accelerazione e l'agevolazione della conversione alla trasmissione in tecnica digitale: entro il primo gennaio 2004 la Rai deve coprire il 50% del territorio nazionale con due blocchi di diffusione; entro il primo gennaio 2005 il 70% della popolazione. Questo per avvicinarsi alla scadenza della legge 66 del 2001 che prevede il passaggio definitivo alla nuova tecnica di trasmissione entro il 2006. A precise condizioni, viene consentita la proroga delle concessioni analogiche fino al 2006. Sono previsti, inoltre incentivi per l'acquisto dei decoder necessari e l'Autorità per le Comunicazioni vigila sulle varie fasi di passaggio al digitale.
L'articolo 24, modificato a Montecitorio, riguarda l'avvio delle trasmissioni radio in digitale.
TETTI ANTITRUST E PUBBLICITÀ - L'articolo 15 stabilisce che, fermo restando il divieto di posizioni dominanti nei singoli mercati, nessuno può conseguire ricavi superiori al 20% delle risorse del Sic (Sistema integrato delle comunicazioni). Il paniere del Sic contiene i ricavi da canone, da pubblicità nazionale e locale, da sponsorizzazioni, da televendite e telepromozioni, dagli investimenti di enti e imprese in altre attività finalizzate alla promozione di propri prodotti e servizi, da provvidenze pubbliche, da convenzioni con soggetti pubblici, da offerte televisive a pagamento, da vendite di beni, servizi e abbonamenti relativi ai precedenti settori.
Confermato il limite asimmetrico del 10% per Telecom Italia (unico operatore ad avere più del 40% dei ricavi nelle telecomunicazioni).
Chi possiede più di una rete televisiva non potrà acquisire partecipazioni in quotidiani o costituire nuove imprese fino al 31 dicembre 2008. Quanto agli affollamenti pubblicitari, solo gli spot sono soggetti ai limiti orari (18% per le tv commerciali), mentre le altre forme di pubblicità, comprese le telepromozioni, sono soggette solo ai limiti quotidiani (15% per gli spot, elevabile al 20% in caso di telepromozioni e televendite, massimo per un'ora e 12 minuti al giorno).
L'articolo 14 stabilisce che l'Authority, nel caso in cui accerti che un'impresa supera il 20% del Sic, adotti un atto di pubblico richiamo. In caso di accertata violazione, procede in base alla legge Maccanico (anche con misure deconcentrative).
RAI - L'articolo 20 ridefinisce i criteri di nomina dei vertici Rai. La tv pubblica avrà un consiglio di amministrazione di nove membri, in carica per tre anni e rieleggibili una sola volta. Fino alla prima
fase della privatizzazione, cioè fino all'alienazione del 10% del capitale, sarà la Commissione di Vigilanza a nominare sette membri del Cda (con voto limitato ad uno, cioè 4 alla maggioranza e 3 all'opposizione), mentre gli altri due, tra cui il presidente, saranno invece scelti dal Ministero dell'Economia. La nomina del presidente diventa però efficace con il parere favorevole, a due terzi, della Vigilanza.
A regime, i nove membri saranno nominati dall'assemblea dei soci. Il presidente è nominato dal Cda e la sua nomina diventa efficace dopo l'acquisizione del parere favorevole, a maggioranza di due terzi, della Vigilanza. L'elezione degli amministratori avviene mediante voto di lista. Il rappresentante del ministero dell'Economia, fino alla completa privatizzazione, presenta un'autonoma lista di candidati formulata sulla base delle delibere della Vigilanza con voto limitato ad uno.
L'articolo 20 entra in vigore il 28 febbraio 2004: entro tale data, quindi, è fissato il rinnovo degli attuali vertici Rai.
Quanto alla privatizzazione della tv pubblica, dopo il completamento della fusione tra Rai Spa e Rai Holding entro il 31 dicembre 2002, viene avviata entro il 31 gennaio 2004 attraverso Offerta pubblica di vendita (con tempi, modalità e condizioni stabiliti dal Cipe), con un limite del possesso azionario dell'1%. Il 25% dei proventi del collocamento delle azioni è destinato agli incentivi per l'acquisto e il noleggio dei decoder digitali. Fino al 31 dicembre 2005 sono vietate cessioni di rami.
TV LOCALI - Ogni operatore può avere fino a tre concessioni o autorizzazioni in ogni bacino regionale, e fino a sei per regioni anche non limitrofe. Il limite quotidiano di affollamento pubblicitario sale dal 35% al 40% comprese le televendite. Aumento anche per i blocchi di spot durante i film.
TUTELA MINORI - L'articolo 10 - emendato alla Camera con la norma anti-minori di 14 anni negli spot e nei messaggi pubblicitari - dà forza di legge al codice di autoregolamentazione tv-minori e prevede un’adeguata pubblicità per le sanzioni inflitte in caso di violazione sia dall'Autorità sia dal comitato di applicazione del codice.

Legge in favore delle vittime del terrorismo

Con la legge in favore delle vittime di atti terroristici queste ultime sono state equiparate alle vittime di guerra, e verrà riconosciuto loro il danno biologico. Lo Stato si farà quindi carico dell'assistenza psicologica e legale per i loro familiari, come le vedove e gli orfani.
NORME UGUALI PER TUTTI. Il Ddl stabilisce norme identiche da applicare a tutte le vittime del terrorismo e delle stragi: dipendenti pubblici o privati, lavoratori autonomi o liberi professionisti. Le vittime del terrorismo vengono equiparate a tutti gli effetti agli invalidi di guerra.
INVALIDITA' E PENSIONI. Agli invalidi per atti di terrorismo viene riconosciuto un aumento figurativo di dieci anni di versamenti contributivi, a valere sull'anzianità e sulla misura pensionistica. I criteri e le misure validi per il computo della pensione privilegiata ordinaria liquidata ai militari inabili a causa di servizio saranno applicati anche alle vittime del terrorismo: sia per la pensione indiretta o di reversibilità a favore dei loro superstiti (in caso di morte), sia per la pensione di invalidità permanente in grado uguale o superiore all'80%.
FIGLI DELLE VITTIME. Ai figli delle vittime del terrorismo verrà riservata una quota di posti di lavoro nel settore della pubblica amministrazione.
AGEVOLAZIONI FISCALI. Sono previste agevolazioni fiscali sulle pensioni di invalidità che possono arrivare fino all'esenzione totale dall'Irpef.
RIVALUTAZIONE INVALIDITA’. Le invalidità di qualsiasi grado riportate a causa di un atto terroristico dovranno essere rivalutate tenendo conto dell'eventuale aggravamento delle condizioni fisiche o psichiche dell'interessato e del danno biologico e morale.
SPESE SANITARIE. L'attuale esenzione dai ticket sanitari sarà estesa a ogni altra spesa farmaceutica e a qualsiasi prestazione, diretta o indiretta, del servizio sanitario nazionale.
PATROCINIO DELLO STATO. Per le procedure di natura penale, civile, amministrativa e contabile è garantito il patrocinio a totale carico dello Stato.

Il voto per gli Italiani all’estero

Il governo di centrodestra ha varato la legge per il voto per gli italiani all’estero, storica battaglia di Alleanza nazionale e del ministro Mirko Tremaglia, che attua la riforma costituzionale con la quale era nata la circoscrizione estero ed era stato fissato il numero dei parlamentari da eleggere oltreconfine: 12 alla Camera e 6 al Senato. I nostri emigrati votano per posta, con il sistema elettorale proporzionale.
DOVE VOTARE In ogni elezione il cittadino italiano che risiede in un Paese straniero sceglierà se votare nell’apposita circoscrizione “estero” oppure se esercitare il suo diritto in Italia, nella circoscrizione in cui è iscritto. Ogni volta la decisione viene comunicata al consolato o alla rappresentanza diplomatica del Paese in cui il cittadino risiede.
LA CIRCOSCRIZIONE “ESTERO” La circoscrizione “estero” è divisa in quattro aree (Europa - America meridionale - America settentrionale e centrale - Africa, Asia, Oceania e Antartide), ognuna delle quali esprime un deputato e un senatore. I rimanenti parlamentari vengono ripartiti in proporzione al numero di cittadini italiani che vi risiedono.
GLI ELENCHI Le liste elettorali vengono predisposte sulla base di appositi elenchi dei cittadini italiani residenti all’estero elaborati dal governo.
I CANDIDATI Nella circoscrizione “estero” è possibile solo la candidatura dei cittadini che siano “residenti ed elettori” in una delle quattro ripartizioni.
CAUSE DI INELEGGIBILITA’ Le cause di ineleggibilità già previste dalle leggi elettorali vigenti sono state estese anche alla circoscrizione “estero”. E’ impossibile per i deputati, i senatori e i membri del governo far parte nello stesso tempo anche di parlamenti o governi di Stati esteri.
LE MODALITA’ DI VOTO Ogni consolato invia agli elettori un plico con le istruzioni per votare, le liste dei candidati, il testo della legge elettorale per il voto degli italiani all’estero, il certificato elettorale, la scheda, e due buste: una senza alcuna indicazione nella quale inserire la scheda, e un'altra busta affrancata con sopra stampato l'indirizzo del consolato con cui rispedire la busta bianca e il certificato elettorale.
L’INVIO DELLE SCHEDE Espletata la pratica di voto, i consolati inviano in Italia - in valigia diplomatica e tramite un aereo – le buste che ricevono entro le 16 del giovedì che precede la domenica delle elezioni. Le schede pervenute in ritardo vengono bruciate.
I SEGGI E LO SPOGLIO Presso la Corte d’Appello di Roma è istituito un ufficio centrale per la circoscrizione estero, in cui si trovano i seggi elettorali, uno ogni cinquemila elettori. Lo spoglio è contestuale a quello presso i seggi nazionali.
PROPAGANDA E DIRITTO DI VOTO Spetta allo Stato addivenire ad accordi con gli altri Stati per garantire lo svolgimento della campagna elettorale, la quale verrà poi promossa da ambasciate e consolati, i quali devono anche concludere intese con i governi per il rispetto delle prerogative di eguaglianza, libertà e segretezza del voto. I cittadini italiani che risiedono in Paesi dittatoriali possono tornare in Italia per votare, contando su un parziale rimborso del costo del viaggio.


Riforma Moratti

Il decreto legge delega (ddl) di riforma della scuola del ministro Letizia Moratti prevede lo studio di una lingua straniera e l’utilizzo del computer già dalla prima elementare; diritto-dovere di istruzione e formazione sino a 18 anni e “doppio canale” per le superiori. Queste sono le principali novità della nuova scuola delineata nel ddl del ministro Moratti e i punti chiave della legge delega.
SCUOLA DELL'INFANZIA - Di durata triennale, concorre all'educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio e sociale dei bambini. Alla scuola dell'infanzia possono iscriversi anche i bambini e le bambine che compiono i tre anni entro il 30 aprile dell'anno scolastico di riferimento.
PRIMO CICLO - E' costituito dalla scuola primaria, della durata di cinque anni e dalla secondaria di primo grado della durata di tre anni.
Scuola primaria - Dura cinque anni come le attuali elementari. Si potranno iscrivere facoltativamente alla prima classe anche i bambini di cinque anni e mezzo, ovvero quelli che compiono i sei anni entro il 28 febbraio dell'anno scolastico di riferimento. (Si calcola che siano 86 mila i bambini che potrebbero avvantaggiarsi dell'iscrizione anticipata). A sei anni l'iscrizione è obbligatoria. Già dalla prima classe sarà introdotto lo studio di una lingua straniera tra quelle europee e l'uso del computer. Viene abolito l'esame di quinta elementare.
Scuola secondaria - Come le attuali medie, dura tre anni. Verrà introdotto lo studio di una seconda lingua europea e sarà approfondito l'uso di tecnologie informatiche. E' poi previsto, nell'ultimo anno, un orientamento guidato per la scelta del percorso successivo. Il ciclo si chiude con un nuovo esame di stato.
SECONDO CICLO - E' costituito dal sistema dei licei e della formazione professionale. Dal quindicesimo anno di età i diplomi e le qualifiche si possono conseguire in alternanza scuola-lavoro e attraverso l'apprendistato.
Licei - Durano cinque anni. I ragazzi potranno scegliere tra otto indirizzi: artistico, classico, delle scienze umane, economico, linguistico, musicale, scientifico e tecnologico. Il percorso scolastico sarà articolato in due bienni più un quinto anno di approfondimento disciplinare e di orientamento agli studi superiori. Si chiude con un esame di stato il cui superamento rappresenta titolo necessario per l'accesso all’università e all’alta formazione artistica, musicale e coreutica, e permette l’accesso all’istruzione e formazione tecnica superiore.
Istruzione-formazione professionale - La durata è variabile, minimo tre anni. Dopo tre anni si può ottenere una prima qualifica spendibile nel mondo del lavoro, riconosciuta a livello nazionale ed europeo. Ulteriori qualifiche saranno spendibili nel mondo del lavoro e per l'accesso alla formazione professionale superiore. Con una qualifica almeno quadriennale i ragazzi possono frequentare un ulteriore corso annuale che consente di sostenere l'esame di Stato per l'accesso all'università e alla cosiddetta “alta formazione”.
FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI - La formazione iniziale prevede per tutti gli insegnanti lauree specialistiche di uguale durata. L'accesso alle facoltà è programmato sulla base dei posti effettivamente disponibili in ogni regione nei ruoli organici delle istituzioni scolastiche. La laurea è titolo abilitante. Ai fini dell'accesso ai ruoli, si prevedono periodi di tirocinio con contratti di formazione lavoro.
VALUTAZIONE - La valutazione degli alunni, periodica e annuale, è affidata ai docenti così come quella dei periodi didattici, i bienni. Si è promossi o respinti ogni due anni. La qualità dell'offerta formativa e dei livelli di apprendimento sarà monitorata periodicamente e sistematicamente.

Legge Biagi
Il 5 febbraio 2003 il Parlamento ha approvato la legge delega 30/2003 in materia di occupazione e di mercato del lavoro (cosiddetta ‘legge Biagi’, l’economista ucciso a Bologna dalle Brigate Rosse il 19 marzo 2002). Il 24 ottobre 2003 è entrato in vigore il Decreto legislativo 276/2003, primo passo verso la piena attuazione della legge delega. L’obiettivo della riforma Biagi è quello di voler aumentare in tempi brevi il numero delle persone che lavorano regolarmente.
Lo sviluppo economico si deve infatti accompagnare a una più elevata capacità di produrre posti di lavoro aggiuntivi. Le regole attuali hanno in parte la responsabilità di avere fatto dell'Italia il paese con il più basso tasso di occupazione regolare e il più alto numero di lavoratori "in nero" in tutta Europa. Con questa riforma, pertanto, il governo punta soprattutto all’incremento dell’occupazione giovanile nel Mezzogiorno, e più donne e più anziani nell'intero paese.
Questo obiettivo si realizza con un mercato del lavoro trasparente nel quale viene tempestivamente considerata la condizione di ogni persona in età di lavoro, e con un sistema di servizi pubblici e privati e che, in rete tra loro, accompagnano e facilitano l'incontro tra coloro che cercano lavoro e coloro che cercano lavoratori. La riforma Biagi ha dunque lo scopo di promuovere un lavoro regolare e non precario e di fornire tutele effettive. Regole più moderne e più europee vogliono favorire il reciproco adattamento fra le esigenze dei lavoratori e quelle delle imprese, con particolare riguardo all'orario di lavoro. Le regole tradizionali hanno nei fatti prodotto tanti lavori "in nero" o insicuri, e il fenomeno abnorme delle collaborazioni coordinate e continuative.


Legge Obiettivo

La legge 21 dicembre 2001 n. 443 in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle attività produttive, meglio nota come ‘legge Obiettivo’, definisce una procedura di valutazione e di approvazione dei progetti di infrastrutture e di insediamenti produttivi ritenuti strategici e di preminente interesse nazionale, in deroga a quanto previsto attualmente dalla disciplina generale in materia. L'individuazione di tali opere avviene attraverso un programma predisposto dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (d'intesa con i Ministri competenti e le Regioni o Province autonome interessate) che viene inserito - previo parere del CIPE e previa intesa della Conferenza unificata - nel Documento di programmazione economico-finanziaria, con l'indicazione dei relativi stanziamenti.
Nel "Primo Programma delle infrastrutture strategiche" - approvato con Deliberazione del CIPE n.121 del 21 dicembre 2001 - gli interventi sono articolati per Regioni e per macrotipologie. In attuazione della Legge 443/2001 è stato emanato il D.Lgs. 198/2002, e il D.Lgs. 190/2002 che ha riformato, nel rispetto della vigente normativa comunitaria in materia, le procedure per la “Valutazione di Impatto Ambientale (VIA)”, l'autorizzazione integrata ambientale delle infrastrutture e degli insediamenti individuati nel Programma, ed ha introdotto un regime speciale anche in parziale deroga alla legge quadro sui lavori pubblici.
Principali opere che il governo ha inteso realizzare con la “legge obiettivo”:
Ponte sullo Stretto di Messina
MOSE (barriere mobili in grado di isolare la laguna veneziana durante le maree eccezionalmente alte.)
Autostrada Grosseto – Civitavecchia
Autostrada Bre.Be.Mi (Direttissima Milano Brescia)
Asse stradale pedemontano (piemontese, lombardo, veneto)
Nuova Romea E45 – E 55, tratta Ravenna – Venezia
Passante di Mestre, Tunnel e bretella
Autostrada Alemagna
Autostrada Valtrompia
Autostrada Ti.Bre
Autostrada Modena – Lucca
Nodo autostradale di Genova
Autostrada Variante di Valico
Autostrada Asti – Cuneo e traforo del Mercantour
Raddoppio stradale del Tunnel del Monte Bianco
Terzo traforo stradale del Gran Sasso
Torino – Lione, alta velocità ferroviaria
Milano – Genova, alta velocità ferroviaria
Milano – Verona – Padova, alta velocità ferroviaria.

Ponte sullo stretto di Messina, il più lungo del mondo

Il ponte sullo Stretto di Messina per l’attraversamento fra Calabria e Sicilia ha avuto il via libera del Parlamento europeo ed è stato inserito nella lista delle grandi opere strategiche europee. Con una campata centrale lunga 3.300 metri, sarà il più lungo del mondo. Misurerà 3.666 metri di lunghezza complessiva, comprese le campate laterali. La coppia di cavi per la sospensione, composto ciascuno
da 44.352 fili d'acciaio, sarà lunga 5.300 metri, il diametro sarà di un metro e 24 cm. Permetterà di creare 40.000 posti di lavoro durante i sei anni di durata del cantiere e consentirà un risparmio di 12.750.000 tonnellate di legna in meno sul quantitativo energetico equivalente consumato dal traghettamento in 30 anni di esercizio rispetto al "sistema ponte". Ecco qualche numero.
IL PROGETTO 3.300 metri campata centrale, 3.666 metri lunghezza complessiva con le campate laterali, 60,4 metri larghezza dell'impalcato, 6 corsie stradali (3 per ciascun senso di marcia: veloce, normale, emergenza), 2 corsie stradali di servizio, 2 binari, 6.000 veicoli/ora capacità, 200 treni/giorno capacità, 382,60 metri di altezza delle torri, 2 coppie di cavi per il sistema di sospensione, 5.300 metri di lunghezza complessiva dei cavi, 1,24 metri di diametro dei cavi di sospensione, 44.352 di fili di acciaio per cavo, 65 metri di altezza per 600 di larghezza di canale navigabile centrale, 50 metri di altezza per 1.000 di larghezza per ciascuno dei canali navigabili laterali.
I COLLEGAMENTI 20,3 km raccordi stradali complessivi, 19,8 km raccordi ferroviari complessivi, 10,5 km di raccordi stradali lato Sicilia, 15,2 km di raccordi ferroviari lato Sicilia, 9,8 km di raccordi stradali lato Calabria, 4,6 km di raccordi ferroviari lato Calabria.
I TEMPI 6 anni e 6 mesi è il tempo di costruzione, il 2012 è l’anno di apertura al traffico, 200 anni la vita utile.
LE TARIFFE PER L'ATTRAVERSAMENTO 5 euro per i motoveicoli, da 9,50 a 16 euro per le autovetture (ritorno entro/dopo 3 giorni), da 50 a 63 euro per i camion (ritorno entro/dopo 6 giorni), 80 euro per gli autobus.
LA SICUREZZA 7,1 magnitudo della scala Richter la resistenza al sisma, 216 km/orari la resistenza al vento, aperto 365 giorni l'anno 24 ore al giorno
RISPARMIO TEMPO DI PERCORRENZA CON IL PONTE 2 ore per i treni, 1 ora per il traffico su gomma.


Legge Tremonti
La legge 18 ottobre 2001 n. 383 in materia di primi interventi per il rilancio dell’economia, meglio conosciuta come Legge "Tremonti - bis", è uno strumento di agevolazione che punta a favorire gli investimenti, in beni strumentali o in risorse umane, permettendo un risparmio fiscale.
Si tratta di un incentivo temporaneo, infatti la sua operatività prevista per gli anni 2001 e 2002, funziona in modo automatico ed è cumulabile con diverse altre leggi di agevolazione. La legge “Tremonti” è stata ideata per consentire il rilancio dell'economia e per raggiungere quest'obiettivo concede agevolazioni fiscali agli imprenditori che investono nella propria impresa gli utili da questa prodotti. La cosiddetta "detassazione degli utili reinvestiti" è rivolta a tutti i soggetti titolari di reddito d'impresa, comprese banche, assicurazioni e lavoro autonomo. La normativa non prevede limiti né alla natura giuridica né alla localizzazione sul territorio nazionale, infatti non esistono differenze tra gli imprenditori che effettuano investimenti nelle aree depresse del paese e gli imprenditori che effettuano investimenti nelle restanti aree del paese. La Legge "Tremonti" concede uno sconto fiscale subordinato alla condizione che l'imprenditore effettui investimenti per la realizzazione di nuovi impianti produttivi, il completamento di opere sospese, l’ampliamento di impianti esistenti, l’ammodernamento di impianti esistenti, l’acquisto di beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, investimenti in capitale umano o spese per formazione ed aggiornamento del personale o spese per servizi di assistenza negli asili nido per bambini di età inferiore ai tre anni. Tali servizi devono essere utilizzabili dal personale. Le operazioni da fare per godere delle agevolazioni sono semplici ed immediate: quantificare la media degli investimenti nei cinque esercizi precedenti, quantificare gli investimenti netti dell’esercizio da agevolare, calcolare la variazione in diminuzione, applicare in diminuzione al reddito dell’esercizio.


Poliziotto di quartiere

I poliziotti di quartiere operano, ormai già da quasi due anni, in tutti e 103 i capoluoghi di provincia italiani, vigilando sulle grandi città e sulla sicurezza dei quartieri e della gente. Un’iniziativa del Ministero dell’Interno cominciata il 18 dicembre del 2002 in 28 province e poi estesa a tutto il territorio nazionale, verso la quale i cittadini hanno dimostrato grande apprezzamento. Sono oltre 530 i quartieri pattugliati e più di 2000 i poliziotti a piedi impiegati in questo servizio.
Una figura familiare e rassicurante che va ad affiancarsi alle volanti, alle pattuglie a cavallo, a quelle in moto ed alle squadre investigative, istituita per garantire sicurezza e tranquillità alla cittadinanza. Una figura che, oltre alle funzioni di controllo e sorveglianza, è stata istituita per capire al meglio le problematiche del quartiere, ascoltare i consigli dei residenti e preposta a dirimere le controversie che si presentano quotidianamente sul territorio.

Nuovo codice dei beni culturali e paesaggistici

Il Consiglio dei Ministri del 16 gennaio 2004 ha varato il nuovo codice per i Beni Culturali e Paesaggistici, sulla base della delega prevista dall'art. 10 della legge n. 137 del 6 luglio 2002. Di fronte alla crescente complessità nello sviluppo del territorio italiano e al cambiamento del quadro istituzionale con la modifica del Titolo V della Costituzione è stato necessario aggiornare le norme riguardanti la tutela del patrimonio culturale e paesaggistico nazionale, risalenti al 1939. Con una decisa semplificazione legislativa, il codice fornisce uno strumento unico per difendere e promuovere il tesoro degli italiani, coinvolgendo gli Enti Locali e definendo in maniera irrevocabile i limiti dell'alienazione del demanio pubblico, che escluderà i beni di particolare pregio artistico, storico, archeologico e architettonico. Il cardine attorno al quale ruota il Codice è l'art.9 della Costituzione, in forza del quale la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. All'interno del "patrimonio culturale nazionale", si inscrivono due tipologie di beni culturali: i beni culturali in senso stretto, coincidenti con le cose d'interesse storico, artistico, archeologico etc., di cui alla legge 1089 del 1939, e quell'altra specie di bene culturale, in senso più ampio, che è costituita dai paesaggi italiani (già retti dalla legge 1497 del 1939 e dalla legge "Galasso" del 1985), frutto della millenaria antropizzazione e stratificazione storica del nostro territorio, un unicum nell'esperienza europea e mondiale tale da meritare tutto il rilievo e la protezione dovuti.


Patente a punti
Il decreto legge del 27 giugno 2003 n. 151, convertito in legge il 13 agosto, concernente modifiche ed integrazioni al codice della strada, prevede l’introduzione della cosiddetta ‘patente a punti’. In particolare, vengono revisionate ed inasprite alcune sanzioni in materia di circolazione contromano, attraversamento di incrocio con semaforo rosso (con sospensione della patente in caso di recidiva), sorpassi vietati (con sospensione della patente per i casi più gravi), utilizzo del telefono cellulare durante la guida, mancata precedenza ai pedoni, mancato utilizzo della cintura di sicurezza, con sospensione della patente per 15 giorni in caso di recidiva, ed è prevista altresì una sanzione specifica per il conducente che lascia il motore acceso durante la sosta. I 20 punti della dotazione iniziale vengono scalati a seconda della gravità delle infrazioni commesse, e a quota 0 ci sarà il ritiro della patente. I più indisciplinati potranno recuperare i punti frequentando appositi corsi di rieducazione presso le autoscuole. Insieme con la patente a punti diventano definitivi anche i provvedimenti di sospensione e revoca della patente per difetto di requisiti psicofisici. Il bilancio della circolazione è certo positivo e confortante: meno morti, meno incidenti, crollo verticale delle infrazioni per il mancato uso delle cinture (-42%) e del casco (-44,2%), anche se in altri settori è andata diversamente: le multe per eccesso di velocità sono salite e il numero di persone colte a guidare sotto l’effetto di droghe è più o meno invariato rispetto alle cifre antecedenti all’entrata in vigore della nuova normativa.

Riforma della leva

Con l’approvazione di questa legge è stato abolito il servizio di leva obbligatorio ed introdotto il servizio militare professionale. L'obbligo di leva può però essere "recuperato" in caso di guerra o di crisi di particolare rilevanza. Gli ultimi a prestare il servizio di leva obbligatorio, che verrà sostituito con personale volontario in servizio permanente, sono i ragazzi nati nel 1985. La cancellazione della leva è stata inizialmente prevista entro il 2006, un disegno di legge del governo, attualmente in discussione in Parlamento, ha successivamente anticipato al 1 gennaio 2005 la sospensione della ferma. Per incentivare l'ingresso dei volontari, che









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