L’ATTIVITA’ DEL GOVERNO
Sintesi dei principali provvedimenti intrapresi con la destra di governo e brevi cenni sull Il
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L’ATTIVITA’
DEL GOVERNO
Giornata del ricordo
Il provvedimento, approvato il 10 febbraio 2004, prevede
l’istituzione della Giornata del ricordo, che
sarà celebrata il 10 febbraio di ogni anno
“al fine di conservare e rinnovare la memoria
della tragedia degli italiani e di tutte le vittime
delle foibe, l’esodo dalle loro terre degli
Istriani, Fiumani e Dalmati”. In questa giornata
saranno organizzate “iniziative per diffondere
la conoscenza dei tragici eventi presso le scuole
di ogni ordine e grado, oltre a convegni, incontri
in modo da conservare la memoria di quelle vicende.
Si riconosce il museo della civiltà istriano-fiumano-dalmata
con sede a Trieste e l’Archivio museo storico
di Fiume con sede a Roma e concede un finanziamento
di 100mila euro all’anno all’Irci (Istituto
regionale per la cultura istriana, fiumana e dalmata)
e di altri 100mila euro all’anno per la Società
di studi fiumani. Ai familiari delle vittime delle
foibe nella Venezia-Giulia verrà consegnata
un’insegna in acciaio brunito e smalto con la
scritta “La Repubblica italiana ricorda”.
La targa verrà consegnata non solo ai familiari
degli infoibati, ma anche a quelli di tutti coloro
i quali, dall’8 settembre 1943 al 19 febbraio
1947, sono scomparsi per mano delle truppe di Tito
in Istria, in Dalmazia e nelle province dell’attuale
confine italiano in Croazia.
Legge
Fini-Bossi sull’immigrazione
Ha
visto la luce nell’estate del 2002 la legge
Fini-Bossi che detta le nuove regole in materia di
immigrazione ed asilo. Fra le novità più
rilevanti introdotte dalla nuova normativa, l’obbligo
delle impronte digitali per gli immigrati e il permesso
di soggiorno concesso solo a chi lavora. IMPRONTE
DIGITALI Agli immigrati che chiedono il permesso di
soggiorno in Italia o il rinnovo del permesso vengono
rilevate le impronte digitali.
PERMESSO DI SOGGIORNO Il permesso di soggiorno viene
ora concesso, con la durata di due anni, solo allo
straniero che ha già un contratto di lavoro.
Se l'immigrato perde il lavoro, deve tornare in patria.
CARTA DI SOGGIORNO E’ stato elevato da cinque
a sei anni il periodo di soggiorno necessario perché
lo straniero possa ottenere la carta di soggiorno
che, a differenza del permesso di soggiorno, non ha
termine di scadenza.
SPORTELLO UNICO In ogni provincia è stato istituito,
presso la prefettura, uno sportello unico per l'immigrazione,
responsabile dell'intero procedimento per l'assunzione
di lavoratori stranieri.
DIRITTO DI ASILO Il ministero dell'Interno sostiene
gli enti locali che accolgono coloro che chiedono
asilo in Italia.
AMBASCIATE Per fronteggiare le esigenze straordinarie
previste dalle nuove norme sull'immigrazione, le rappresentanze
diplomatiche e gli uffici consolari hanno potuto assumere
80 persone.
VISTO D'INGRESSO Chi rappresenta una minaccia per
l'ordine pubblico perché condannato per traffico
di stupefacenti, favoreggiamento dell'immigrazione
clandestina, sfruttamento della prostituzione o dei
minori, non può entrare in Italia.
ESPULSIONI Lo straniero senza permesso di soggiorno
viene espulso per via amministrativa; se è
privo di documenti viene portato in un centro di permanenza
per 60 giorni durante i quali si cerca di identificarlo.
Se non ci si riesce, al clandestino viene ''intimato''
di lasciare il territorio entro 3 giorni. Lo straniero
espulso che rientra in Italia senza permesso commette
un reato.
QUOTE Il decreto del presidente del Consiglio che
determina il numero di extracomunitari che possono
entrare ogni anno in Italia diventa facoltativo.
PENE RIDOTTE PER SCAFISTI PENTITI Sconti di pena fino
alla metà per gli scafisti pentiti, se aiuteranno
forze dell'ordine e magistrati a raccogliere elementi
di prova, individuare e catturare organizzatori e
manovali del traffico di esseri umani.
BLOCCARE IN MARE LE 'CARRETTE' Più poteri alle
navi della Marina militare per bloccare le carrette
che trasportano in Italia i clandestini.
CASA Il datore di lavoro dovrà fornire garanzie
sulla disponibilità di un alloggio, una casa
a tutti gli effetti le cui caratteristiche devono
rientrare nei ''parametri minimi'' previsti per l'edilizia
popolare.
FALSI MATRIMONI Permesso di soggiorno revocato se
ottenuto attraverso un matrimonio finto con un cittadino
italiano (o uno straniero ormai regolarizzato). Con
una sola eccezione: se dal matrimonio sono nati dei
figli.
RADDOPPIANO LE MULTE PER I DATORI DI LAVORO Chi fa
lavorare extracomunitari privi del permesso di soggiorno
rischia l'arresto da tre mesi ad un anno e multe fino
a 5.000 euro per ogni lavoratore non in regola.
CONTRIBUTI PREVIDENZIALI Gli immigrati extracomunitari
per i quali sono stati versati anche meno di 5 anni
di contributi potranno riscattarli ma solo quando
avranno raggiunto i 65 anni. RICONGIUNGIMENTI Il cittadino
extracomunitario, in regola con i permessi, può
chiedere di essere raggiunto dal coniuge, dal figlio
minore, o dai figli maggiorenni purché a carico
e a condizione che non possano provvedere al proprio
sostentamento. Potranno entrare in Italia i genitori
degli extracomunitari a condizione che abbiano compiuto
i 65 anni e se nessun altro figlio possa provvedere
al loro sostentamento.
MINORI I minori non accompagnati da parenti, ammessi
per almeno tre anni ad un progetto di integrazione
sociale e civile di un ente pubblico o privato, avranno
il permesso di soggiorno al compimento dei 18 anni.
Una volta maggiorenne, l'ente gestore del progetto
dovrà garantire e provare che il ragazzo si
trovava in Italia da non meno di 4 anni, aveva seguito
il progetto di integrazione da non meno di 3, ha una
casa e frequenta corsi di studio oppure lavora, o
che e' in possesso di un contratto anche se non ha
ancora iniziato l'attività.
COLF E BADANTI Ciascuna famiglia potrà regolarizzare
una sola colf, ma non e' stato posto un limite per
le ''badanti'', cioè chi assiste handicappati
o anziani.
PREVENZIONE - Per prevenire l'immigrazione clandestina
il ministero dell'Interno può inviare presso
ambasciate e consolati funzionari di polizia.
Legge Fini contro la droga
Via
la distinzione tra droghe leggere e pesanti. E nessuna
dose minima giornaliera consentita, perché
l'uso di droghe è, di per sé, punibile.
Sono i punti cardine della legge Fini contro il dramma
della droga. Tre i principi ispiratori del disegno
di legge voluta dal vicepremier Gianfranco Fini: prevenzione,
repressione e recupero. Ed eliminazione del concetto
di droga “leggera” perché “la
leggerezza - si legge nella relazione che accompagna
il ddl - semplicemente non esiste”.
SANZIONE AMMINISTRATIVA FINO A 250 MG DI 'FUMO': Fino
a 500 milligrammi di principi attivi di cocaina, 200
milligrammi di eroina, 0,05 mg per l' lsd, 200 mg
di metadone, 200 mg di morfina e oppio, 250 mg di
cannabis. Sono alcune delle quantità massime
di sostanze stupefacenti che la legge ammette come
detenzione personale, ma che vengono pur sempre punite,
anche se con sanzioni amministrative. La pena prevista
per chi supera la quantità fissata è
la reclusione tra i sei e i venti anni.
A RISCHIO PATENTE E MOTORINO: Le sanzioni amministrative
vanno dalla sospensione della patente, del porto d'armi,
del passaporto, del permesso di soggiorno e fermo
amministrativo del ciclomotore in uso. In presenza
di altri indici di pericolosità, o di recidiva,
si applicano misure più incisive: obbligo periodico
di firma, divieto di condurre veicoli a motore, o
divieto di allontanarsi dal comune di residenza.
IL PROGRAMMA TERAPEUTICO PUO' SOSPENDERE LA PENA:
La legge prevede la possibilità di entrare
in un programma terapeutico di recupero, che può
portare alla sospensione della pena eventualmente
comminata fino a un massimo di sei anni, presso strutture
non solo pubbliche ma anche private, comprese negli
albi regionali, che saranno formati nei prossimi mesi.
Nel caso in cui, per un fatto di lieve entità,
il soggetto non intende seguire un programma terapeutico,
e ha già usufruito della sospensione della
pena, invece di andare in carcere potrà svolgere
un lavoro di pubblica utilità.
IL RAPPORTO TRA COMUNITA' E SERT: La legge prevede
anche nuovi rapporti tra enti pubblici e strutture
private che gestiscono attività di recupero,
e a cui ci si potrà rivolgere una volta formati
gli albi regionali di tali strutture, che dovranno
avere alcune caratteristiche.
NON PUNIBILITA' PER CHI AIUTA LA POLIZIA: La legge
prevede che chi, anche acquistando quantitativi di
sostanze stupefacenti, aiuta le indagini di polizia,
non sarà punito per aver commesso il reato.
Legge
Gasparri
La
legge, che porta il nome del ministro delle Comunicazioni
Gasparri, modifica le normative precedenti, la Mammì
del 1990 e la legge Maccanico del 1997 (rese incomplete
dalla mancata approvazione del Ddl 1138 nella scorsa
legislatura).
La legge prevede innanzitutto un cumulo delle risorse
che si chiamerà Sistema integrato delle comunicazioni
(Sic) e ogni fornitore di contenuti non potrà
avere una copertura di più del 20% del totale
dei programmi e dei ricavi complessivi del Sic, compresa
la raccolta pubblicitaria. Un limite antitrust ulteriore
è dato dal divieto, per chi ha più di
una tv, di acquisire partecipazioni in quotidiani
prima del primo gennaio 2009.
VERSO IL DIGITALE
La legge, che serve ad adeguare l'assetto dei media
alle innovazioni tecnologiche, prevede il graduale
passaggio al sistema digitale terrestre entro il 2006,
data ultima per la conversione dell'attuale sistema
analogico, il che permetterebbe la moltiplicazione
dei canali e quindi dell'offerta mediatica.
Rai e Mediaset, dovrebbero in futuro cedere il 40%
dei programmi digitali a terzi per allargare la platea
dei soggetti dell'informazione
L'articolo 25 riguarda l'accelerazione e l'agevolazione
della conversione alla trasmissione in tecnica digitale:
entro il primo gennaio 2004 la Rai deve coprire il
50% del territorio nazionale con due blocchi di diffusione;
entro il primo gennaio 2005 il 70% della popolazione.
Questo per avvicinarsi alla scadenza della legge 66
del 2001 che prevede il passaggio definitivo alla
nuova tecnica di trasmissione entro il 2006. A precise
condizioni, viene consentita la proroga delle concessioni
analogiche fino al 2006. Sono previsti, inoltre incentivi
per l'acquisto dei decoder necessari e l'Autorità
per le Comunicazioni vigila sulle varie fasi di passaggio
al digitale.
L'articolo 24, modificato a Montecitorio, riguarda
l'avvio delle trasmissioni radio in digitale.
TETTI ANTITRUST E PUBBLICITÀ - L'articolo 15
stabilisce che, fermo restando il divieto di posizioni
dominanti nei singoli mercati, nessuno può
conseguire ricavi superiori al 20% delle risorse del
Sic (Sistema integrato delle comunicazioni). Il paniere
del Sic contiene i ricavi da canone, da pubblicità
nazionale e locale, da sponsorizzazioni, da televendite
e telepromozioni, dagli investimenti di enti e imprese
in altre attività finalizzate alla promozione
di propri prodotti e servizi, da provvidenze pubbliche,
da convenzioni con soggetti pubblici, da offerte televisive
a pagamento, da vendite di beni, servizi e abbonamenti
relativi ai precedenti settori.
Confermato il limite asimmetrico del 10% per Telecom
Italia (unico operatore ad avere più del 40%
dei ricavi nelle telecomunicazioni).
Chi possiede più di una rete televisiva non
potrà acquisire partecipazioni in quotidiani
o costituire nuove imprese fino al 31 dicembre 2008.
Quanto agli affollamenti pubblicitari, solo gli spot
sono soggetti ai limiti orari (18% per le tv commerciali),
mentre le altre forme di pubblicità, comprese
le telepromozioni, sono soggette solo ai limiti quotidiani
(15% per gli spot, elevabile al 20% in caso di telepromozioni
e televendite, massimo per un'ora e 12 minuti al giorno).
L'articolo 14 stabilisce che l'Authority, nel caso
in cui accerti che un'impresa supera il 20% del Sic,
adotti un atto di pubblico richiamo. In caso di accertata
violazione, procede in base alla legge Maccanico (anche
con misure deconcentrative).
RAI - L'articolo 20 ridefinisce i criteri di nomina
dei vertici Rai. La tv pubblica avrà un consiglio
di amministrazione di nove membri, in carica per tre
anni e rieleggibili una sola volta. Fino alla prima
fase della privatizzazione, cioè fino all'alienazione
del 10% del capitale, sarà la Commissione di
Vigilanza a nominare sette membri del Cda (con voto
limitato ad uno, cioè 4 alla maggioranza e
3 all'opposizione), mentre gli altri due, tra cui
il presidente, saranno invece scelti dal Ministero
dell'Economia. La nomina del presidente diventa però
efficace con il parere favorevole, a due terzi, della
Vigilanza.
A regime, i nove membri saranno nominati dall'assemblea
dei soci. Il presidente è nominato dal Cda
e la sua nomina diventa efficace dopo l'acquisizione
del parere favorevole, a maggioranza di due terzi,
della Vigilanza. L'elezione degli amministratori avviene
mediante voto di lista. Il rappresentante del ministero
dell'Economia, fino alla completa privatizzazione,
presenta un'autonoma lista di candidati formulata
sulla base delle delibere della Vigilanza con voto
limitato ad uno.
L'articolo 20 entra in vigore il 28 febbraio 2004:
entro tale data, quindi, è fissato il rinnovo
degli attuali vertici Rai.
Quanto alla privatizzazione della tv pubblica, dopo
il completamento della fusione tra Rai Spa e Rai Holding
entro il 31 dicembre 2002, viene avviata entro il
31 gennaio 2004 attraverso Offerta pubblica di vendita
(con tempi, modalità e condizioni stabiliti
dal Cipe), con un limite del possesso azionario dell'1%.
Il 25% dei proventi del collocamento delle azioni
è destinato agli incentivi per l'acquisto e
il noleggio dei decoder digitali. Fino al 31 dicembre
2005 sono vietate cessioni di rami.
TV LOCALI - Ogni operatore può avere fino a
tre concessioni o autorizzazioni in ogni bacino regionale,
e fino a sei per regioni anche non limitrofe. Il limite
quotidiano di affollamento pubblicitario sale dal
35% al 40% comprese le televendite. Aumento anche
per i blocchi di spot durante i film.
TUTELA MINORI - L'articolo 10 - emendato alla Camera
con la norma anti-minori di 14 anni negli spot e nei
messaggi pubblicitari - dà forza di legge al
codice di autoregolamentazione tv-minori e prevede
un’adeguata pubblicità per le sanzioni
inflitte in caso di violazione sia dall'Autorità
sia dal comitato di applicazione del codice.
Legge
in favore delle vittime del terrorismo
Con
la legge in favore delle vittime di atti terroristici
queste ultime sono state equiparate alle vittime di
guerra, e verrà riconosciuto loro il danno
biologico. Lo Stato si farà quindi carico dell'assistenza
psicologica e legale per i loro familiari, come le
vedove e gli orfani.
NORME UGUALI PER TUTTI. Il Ddl stabilisce norme identiche
da applicare a tutte le vittime del terrorismo e delle
stragi: dipendenti pubblici o privati, lavoratori
autonomi o liberi professionisti. Le vittime del terrorismo
vengono equiparate a tutti gli effetti agli invalidi
di guerra.
INVALIDITA' E PENSIONI. Agli invalidi per atti di
terrorismo viene riconosciuto un aumento figurativo
di dieci anni di versamenti contributivi, a valere
sull'anzianità e sulla misura pensionistica.
I criteri e le misure validi per il computo della
pensione privilegiata ordinaria liquidata ai militari
inabili a causa di servizio saranno applicati anche
alle vittime del terrorismo: sia per la pensione indiretta
o di reversibilità a favore dei loro superstiti
(in caso di morte), sia per la pensione di invalidità
permanente in grado uguale o superiore all'80%.
FIGLI DELLE VITTIME. Ai figli delle vittime del terrorismo
verrà riservata una quota di posti di lavoro
nel settore della pubblica amministrazione.
AGEVOLAZIONI FISCALI. Sono previste agevolazioni fiscali
sulle pensioni di invalidità che possono arrivare
fino all'esenzione totale dall'Irpef.
RIVALUTAZIONE INVALIDITA’. Le invalidità
di qualsiasi grado riportate a causa di un atto terroristico
dovranno essere rivalutate tenendo conto dell'eventuale
aggravamento delle condizioni fisiche o psichiche
dell'interessato e del danno biologico e morale.
SPESE SANITARIE. L'attuale esenzione dai ticket sanitari
sarà estesa a ogni altra spesa farmaceutica
e a qualsiasi prestazione, diretta o indiretta, del
servizio sanitario nazionale.
PATROCINIO DELLO STATO. Per le procedure di natura
penale, civile, amministrativa e contabile è
garantito il patrocinio a totale carico dello Stato.
Il
voto per gli Italiani all’estero
Il
governo di centrodestra ha varato la legge per il
voto per gli italiani all’estero, storica battaglia
di Alleanza nazionale e del ministro Mirko Tremaglia,
che attua la riforma costituzionale con la quale era
nata la circoscrizione estero ed era stato fissato
il numero dei parlamentari da eleggere oltreconfine:
12 alla Camera e 6 al Senato. I nostri emigrati votano
per posta, con il sistema elettorale proporzionale.
DOVE VOTARE In ogni elezione il cittadino italiano
che risiede in un Paese straniero sceglierà
se votare nell’apposita circoscrizione “estero”
oppure se esercitare il suo diritto in Italia, nella
circoscrizione in cui è iscritto. Ogni volta
la decisione viene comunicata al consolato o alla
rappresentanza diplomatica del Paese in cui il cittadino
risiede.
LA CIRCOSCRIZIONE “ESTERO” La circoscrizione
“estero” è divisa in quattro aree
(Europa - America meridionale - America settentrionale
e centrale - Africa, Asia, Oceania e Antartide), ognuna
delle quali esprime un deputato e un senatore. I rimanenti
parlamentari vengono ripartiti in proporzione al numero
di cittadini italiani che vi risiedono.
GLI ELENCHI Le liste elettorali vengono predisposte
sulla base di appositi elenchi dei cittadini italiani
residenti all’estero elaborati dal governo.
I CANDIDATI Nella circoscrizione “estero”
è possibile solo la candidatura dei cittadini
che siano “residenti ed elettori” in una
delle quattro ripartizioni.
CAUSE DI INELEGGIBILITA’ Le cause di ineleggibilità
già previste dalle leggi elettorali vigenti
sono state estese anche alla circoscrizione “estero”.
E’ impossibile per i deputati, i senatori e
i membri del governo far parte nello stesso tempo
anche di parlamenti o governi di Stati esteri.
LE MODALITA’ DI VOTO Ogni consolato invia agli
elettori un plico con le istruzioni per votare, le
liste dei candidati, il testo della legge elettorale
per il voto degli italiani all’estero, il certificato
elettorale, la scheda, e due buste: una senza alcuna
indicazione nella quale inserire la scheda, e un'altra
busta affrancata con sopra stampato l'indirizzo del
consolato con cui rispedire la busta bianca e il certificato
elettorale.
L’INVIO DELLE SCHEDE Espletata la pratica di
voto, i consolati inviano in Italia - in valigia diplomatica
e tramite un aereo – le buste che ricevono entro
le 16 del giovedì che precede la domenica delle
elezioni. Le schede pervenute in ritardo vengono bruciate.
I SEGGI E LO SPOGLIO Presso la Corte d’Appello
di Roma è istituito un ufficio centrale per
la circoscrizione estero, in cui si trovano i seggi
elettorali, uno ogni cinquemila elettori. Lo spoglio
è contestuale a quello presso i seggi nazionali.
PROPAGANDA E DIRITTO DI VOTO Spetta allo Stato addivenire
ad accordi con gli altri Stati per garantire lo svolgimento
della campagna elettorale, la quale verrà poi
promossa da ambasciate e consolati, i quali devono
anche concludere intese con i governi per il rispetto
delle prerogative di eguaglianza, libertà e
segretezza del voto. I cittadini italiani che risiedono
in Paesi dittatoriali possono tornare in Italia per
votare, contando su un parziale rimborso del costo
del viaggio.
Riforma Moratti
Il
decreto legge delega (ddl) di riforma della scuola
del ministro Letizia Moratti prevede lo studio di
una lingua straniera e l’utilizzo del computer
già dalla prima elementare; diritto-dovere
di istruzione e formazione sino a 18 anni e “doppio
canale” per le superiori. Queste sono le principali
novità della nuova scuola delineata nel ddl
del ministro Moratti e i punti chiave della legge
delega.
SCUOLA DELL'INFANZIA - Di durata triennale, concorre
all'educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio
e sociale dei bambini. Alla scuola dell'infanzia possono
iscriversi anche i bambini e le bambine che compiono
i tre anni entro il 30 aprile dell'anno scolastico
di riferimento.
PRIMO CICLO - E' costituito dalla scuola primaria,
della durata di cinque anni e dalla secondaria di
primo grado della durata di tre anni.
Scuola primaria - Dura cinque anni come le attuali
elementari. Si potranno iscrivere facoltativamente
alla prima classe anche i bambini di cinque anni e
mezzo, ovvero quelli che compiono i sei anni entro
il 28 febbraio dell'anno scolastico di riferimento.
(Si calcola che siano 86 mila i bambini che potrebbero
avvantaggiarsi dell'iscrizione anticipata). A sei
anni l'iscrizione è obbligatoria. Già
dalla prima classe sarà introdotto lo studio
di una lingua straniera tra quelle europee e l'uso
del computer. Viene abolito l'esame di quinta elementare.
Scuola secondaria - Come le attuali medie, dura tre
anni. Verrà introdotto lo studio di una seconda
lingua europea e sarà approfondito l'uso di
tecnologie informatiche. E' poi previsto, nell'ultimo
anno, un orientamento guidato per la scelta del percorso
successivo. Il ciclo si chiude con un nuovo esame
di stato.
SECONDO CICLO - E' costituito dal sistema dei licei
e della formazione professionale. Dal quindicesimo
anno di età i diplomi e le qualifiche si possono
conseguire in alternanza scuola-lavoro e attraverso
l'apprendistato.
Licei - Durano cinque anni. I ragazzi potranno scegliere
tra otto indirizzi: artistico, classico, delle scienze
umane, economico, linguistico, musicale, scientifico
e tecnologico. Il percorso scolastico sarà
articolato in due bienni più un quinto anno
di approfondimento disciplinare e di orientamento
agli studi superiori. Si chiude con un esame di stato
il cui superamento rappresenta titolo necessario per
l'accesso all’università e all’alta
formazione artistica, musicale e coreutica, e permette
l’accesso all’istruzione e formazione
tecnica superiore.
Istruzione-formazione professionale - La durata è
variabile, minimo tre anni. Dopo tre anni si può
ottenere una prima qualifica spendibile nel mondo
del lavoro, riconosciuta a livello nazionale ed europeo.
Ulteriori qualifiche saranno spendibili nel mondo
del lavoro e per l'accesso alla formazione professionale
superiore. Con una qualifica almeno quadriennale i
ragazzi possono frequentare un ulteriore corso annuale
che consente di sostenere l'esame di Stato per l'accesso
all'università e alla cosiddetta “alta
formazione”.
FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI - La formazione iniziale
prevede per tutti gli insegnanti lauree specialistiche
di uguale durata. L'accesso alle facoltà è
programmato sulla base dei posti effettivamente disponibili
in ogni regione nei ruoli organici delle istituzioni
scolastiche. La laurea è titolo abilitante.
Ai fini dell'accesso ai ruoli, si prevedono periodi
di tirocinio con contratti di formazione lavoro.
VALUTAZIONE - La valutazione degli alunni, periodica
e annuale, è affidata ai docenti così
come quella dei periodi didattici, i bienni. Si è
promossi o respinti ogni due anni. La qualità
dell'offerta formativa e dei livelli di apprendimento
sarà monitorata periodicamente e sistematicamente.
Legge Biagi
Il 5 febbraio 2003 il Parlamento ha approvato la legge
delega 30/2003 in materia di occupazione e di mercato
del lavoro (cosiddetta ‘legge Biagi’,
l’economista ucciso a Bologna dalle Brigate
Rosse il 19 marzo 2002). Il 24 ottobre 2003 è
entrato in vigore il Decreto legislativo 276/2003,
primo passo verso la piena attuazione della legge
delega. L’obiettivo della riforma Biagi è
quello di voler aumentare in tempi brevi il numero
delle persone che lavorano regolarmente.
Lo sviluppo economico si deve infatti accompagnare
a una più elevata capacità di produrre
posti di lavoro aggiuntivi. Le regole attuali hanno
in parte la responsabilità di avere fatto dell'Italia
il paese con il più basso tasso di occupazione
regolare e il più alto numero di lavoratori
"in nero" in tutta Europa. Con questa riforma,
pertanto, il governo punta soprattutto all’incremento
dell’occupazione giovanile nel Mezzogiorno,
e più donne e più anziani nell'intero
paese.
Questo obiettivo si realizza con un mercato del lavoro
trasparente nel quale viene tempestivamente considerata
la condizione di ogni persona in età di lavoro,
e con un sistema di servizi pubblici e privati e che,
in rete tra loro, accompagnano e facilitano l'incontro
tra coloro che cercano lavoro e coloro che cercano
lavoratori. La riforma Biagi ha dunque lo scopo di
promuovere un lavoro regolare e non precario e di
fornire tutele effettive. Regole più moderne
e più europee vogliono favorire il reciproco
adattamento fra le esigenze dei lavoratori e quelle
delle imprese, con particolare riguardo all'orario
di lavoro. Le regole tradizionali hanno nei fatti
prodotto tanti lavori "in nero" o insicuri,
e il fenomeno abnorme delle collaborazioni coordinate
e continuative.
Legge Obiettivo
La
legge 21 dicembre 2001 n. 443 in materia di infrastrutture
ed insediamenti produttivi strategici ed altri interventi
per il rilancio delle attività produttive,
meglio nota come ‘legge Obiettivo’, definisce
una procedura di valutazione e di approvazione dei
progetti di infrastrutture e di insediamenti produttivi
ritenuti strategici e di preminente interesse nazionale,
in deroga a quanto previsto attualmente dalla disciplina
generale in materia. L'individuazione di tali opere
avviene attraverso un programma predisposto dal Ministro
delle Infrastrutture e dei Trasporti (d'intesa con
i Ministri competenti e le Regioni o Province autonome
interessate) che viene inserito - previo parere del
CIPE e previa intesa della Conferenza unificata -
nel Documento di programmazione economico-finanziaria,
con l'indicazione dei relativi stanziamenti.
Nel "Primo Programma delle infrastrutture strategiche"
- approvato con Deliberazione del CIPE n.121 del 21
dicembre 2001 - gli interventi sono articolati per
Regioni e per macrotipologie. In attuazione della
Legge 443/2001 è stato emanato il D.Lgs. 198/2002,
e il D.Lgs. 190/2002 che ha riformato, nel rispetto
della vigente normativa comunitaria in materia, le
procedure per la “Valutazione di Impatto Ambientale
(VIA)”, l'autorizzazione integrata ambientale
delle infrastrutture e degli insediamenti individuati
nel Programma, ed ha introdotto un regime speciale
anche in parziale deroga alla legge quadro sui lavori
pubblici.
Principali opere che il governo ha inteso realizzare
con la “legge obiettivo”:
Ponte sullo Stretto di Messina
MOSE (barriere mobili in grado di isolare la laguna
veneziana durante le maree eccezionalmente alte.)
Autostrada Grosseto – Civitavecchia
Autostrada Bre.Be.Mi (Direttissima Milano Brescia)
Asse stradale pedemontano (piemontese, lombardo, veneto)
Nuova Romea E45 – E 55, tratta Ravenna –
Venezia
Passante di Mestre, Tunnel e bretella
Autostrada Alemagna
Autostrada Valtrompia
Autostrada Ti.Bre
Autostrada Modena – Lucca
Nodo autostradale di Genova
Autostrada Variante di Valico
Autostrada Asti – Cuneo e traforo del Mercantour
Raddoppio stradale del Tunnel del Monte Bianco
Terzo traforo stradale del Gran Sasso
Torino – Lione, alta velocità ferroviaria
Milano – Genova, alta velocità ferroviaria
Milano – Verona – Padova, alta velocità
ferroviaria.
Ponte
sullo stretto di Messina, il più lungo del
mondo
Il
ponte sullo Stretto di Messina per l’attraversamento
fra Calabria e Sicilia ha avuto il via libera del
Parlamento europeo ed è stato inserito nella
lista delle grandi opere strategiche europee. Con
una campata centrale lunga 3.300 metri, sarà
il più lungo del mondo. Misurerà 3.666
metri di lunghezza complessiva, comprese le campate
laterali. La coppia di cavi per la sospensione, composto
ciascuno
da 44.352 fili d'acciaio, sarà lunga 5.300
metri, il diametro sarà di un metro e 24 cm.
Permetterà di creare 40.000 posti di lavoro
durante i sei anni di durata del cantiere e consentirà
un risparmio di 12.750.000 tonnellate di legna in
meno sul quantitativo energetico equivalente consumato
dal traghettamento in 30 anni di esercizio rispetto
al "sistema ponte". Ecco qualche numero.
IL PROGETTO 3.300 metri campata centrale, 3.666 metri
lunghezza complessiva con le campate laterali, 60,4
metri larghezza dell'impalcato, 6 corsie stradali
(3 per ciascun senso di marcia: veloce, normale, emergenza),
2 corsie stradali di servizio, 2 binari, 6.000 veicoli/ora
capacità, 200 treni/giorno capacità,
382,60 metri di altezza delle torri, 2 coppie di cavi
per il sistema di sospensione, 5.300 metri di lunghezza
complessiva dei cavi, 1,24 metri di diametro dei cavi
di sospensione, 44.352 di fili di acciaio per cavo,
65 metri di altezza per 600 di larghezza di canale
navigabile centrale, 50 metri di altezza per 1.000
di larghezza per ciascuno dei canali navigabili laterali.
I COLLEGAMENTI 20,3 km raccordi stradali complessivi,
19,8 km raccordi ferroviari complessivi, 10,5 km di
raccordi stradali lato Sicilia, 15,2 km di raccordi
ferroviari lato Sicilia, 9,8 km di raccordi stradali
lato Calabria, 4,6 km di raccordi ferroviari lato
Calabria.
I TEMPI 6 anni e 6 mesi è il tempo di costruzione,
il 2012 è l’anno di apertura al traffico,
200 anni la vita utile.
LE TARIFFE PER L'ATTRAVERSAMENTO 5 euro per i motoveicoli,
da 9,50 a 16 euro per le autovetture (ritorno entro/dopo
3 giorni), da 50 a 63 euro per i camion (ritorno entro/dopo
6 giorni), 80 euro per gli autobus.
LA SICUREZZA 7,1 magnitudo della scala Richter la
resistenza al sisma, 216 km/orari la resistenza al
vento, aperto 365 giorni l'anno 24 ore al giorno
RISPARMIO TEMPO DI PERCORRENZA CON IL PONTE 2 ore
per i treni, 1 ora per il traffico su gomma.
Legge Tremonti
La legge 18 ottobre 2001 n. 383 in materia di primi
interventi per il rilancio dell’economia, meglio
conosciuta come Legge "Tremonti - bis",
è uno strumento di agevolazione che punta a
favorire gli investimenti, in beni strumentali o in
risorse umane, permettendo un risparmio fiscale.
Si tratta di un incentivo temporaneo, infatti la sua
operatività prevista per gli anni 2001 e 2002,
funziona in modo automatico ed è cumulabile
con diverse altre leggi di agevolazione. La legge
“Tremonti” è stata ideata per consentire
il rilancio dell'economia e per raggiungere quest'obiettivo
concede agevolazioni fiscali agli imprenditori che
investono nella propria impresa gli utili da questa
prodotti. La cosiddetta "detassazione degli utili
reinvestiti" è rivolta a tutti i soggetti
titolari di reddito d'impresa, comprese banche, assicurazioni
e lavoro autonomo. La normativa non prevede limiti
né alla natura giuridica né alla localizzazione
sul territorio nazionale, infatti non esistono differenze
tra gli imprenditori che effettuano investimenti nelle
aree depresse del paese e gli imprenditori che effettuano
investimenti nelle restanti aree del paese. La Legge
"Tremonti" concede uno sconto fiscale subordinato
alla condizione che l'imprenditore effettui investimenti
per la realizzazione di nuovi impianti produttivi,
il completamento di opere sospese, l’ampliamento
di impianti esistenti, l’ammodernamento di impianti
esistenti, l’acquisto di beni strumentali nuovi,
materiali e immateriali, investimenti in capitale
umano o spese per formazione ed aggiornamento del
personale o spese per servizi di assistenza negli
asili nido per bambini di età inferiore ai
tre anni. Tali servizi devono essere utilizzabili
dal personale. Le operazioni da fare per godere delle
agevolazioni sono semplici ed immediate: quantificare
la media degli investimenti nei cinque esercizi precedenti,
quantificare gli investimenti netti dell’esercizio
da agevolare, calcolare la variazione in diminuzione,
applicare in diminuzione al reddito dell’esercizio.
Poliziotto di quartiere
I
poliziotti di quartiere operano, ormai già
da quasi due anni, in tutti e 103 i capoluoghi di
provincia italiani, vigilando sulle grandi città
e sulla sicurezza dei quartieri e della gente. Un’iniziativa
del Ministero dell’Interno cominciata il 18
dicembre del 2002 in 28 province e poi estesa a tutto
il territorio nazionale, verso la quale i cittadini
hanno dimostrato grande apprezzamento. Sono oltre
530 i quartieri pattugliati e più di 2000 i
poliziotti a piedi impiegati in questo servizio.
Una figura familiare e rassicurante che va ad affiancarsi
alle volanti, alle pattuglie a cavallo, a quelle in
moto ed alle squadre investigative, istituita per
garantire sicurezza e tranquillità alla cittadinanza.
Una figura che, oltre alle funzioni di controllo e
sorveglianza, è stata istituita per capire
al meglio le problematiche del quartiere, ascoltare
i consigli dei residenti e preposta a dirimere le
controversie che si presentano quotidianamente sul
territorio.
Nuovo
codice dei beni culturali e paesaggistici
Il
Consiglio dei Ministri del 16 gennaio 2004 ha varato
il nuovo codice per i Beni Culturali e Paesaggistici,
sulla base della delega prevista dall'art. 10 della
legge n. 137 del 6 luglio 2002. Di fronte alla crescente
complessità nello sviluppo del territorio italiano
e al cambiamento del quadro istituzionale con la modifica
del Titolo V della Costituzione è stato necessario
aggiornare le norme riguardanti la tutela del patrimonio
culturale e paesaggistico nazionale, risalenti al
1939. Con una decisa semplificazione legislativa,
il codice fornisce uno strumento unico per difendere
e promuovere il tesoro degli italiani, coinvolgendo
gli Enti Locali e definendo in maniera irrevocabile
i limiti dell'alienazione del demanio pubblico, che
escluderà i beni di particolare pregio artistico,
storico, archeologico e architettonico. Il cardine
attorno al quale ruota il Codice è l'art.9
della Costituzione, in forza del quale la Repubblica
promuove lo sviluppo della cultura e tutela il paesaggio
e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
All'interno del "patrimonio culturale nazionale",
si inscrivono due tipologie di beni culturali: i beni
culturali in senso stretto, coincidenti con le cose
d'interesse storico, artistico, archeologico etc.,
di cui alla legge 1089 del 1939, e quell'altra specie
di bene culturale, in senso più ampio, che
è costituita dai paesaggi italiani (già
retti dalla legge 1497 del 1939 e dalla legge "Galasso"
del 1985), frutto della millenaria antropizzazione
e stratificazione storica del nostro territorio, un
unicum nell'esperienza europea e mondiale tale da
meritare tutto il rilievo e la protezione dovuti.
Patente a punti
Il decreto legge del 27 giugno 2003 n. 151, convertito
in legge il 13 agosto, concernente modifiche ed integrazioni
al codice della strada, prevede l’introduzione
della cosiddetta ‘patente a punti’. In
particolare, vengono revisionate ed inasprite alcune
sanzioni in materia di circolazione contromano, attraversamento
di incrocio con semaforo rosso (con sospensione della
patente in caso di recidiva), sorpassi vietati (con
sospensione della patente per i casi più gravi),
utilizzo del telefono cellulare durante la guida,
mancata precedenza ai pedoni, mancato utilizzo della
cintura di sicurezza, con sospensione della patente
per 15 giorni in caso di recidiva, ed è prevista
altresì una sanzione specifica per il conducente
che lascia il motore acceso durante la sosta. I 20
punti della dotazione iniziale vengono scalati a seconda
della gravità delle infrazioni commesse, e
a quota 0 ci sarà il ritiro della patente.
I più indisciplinati potranno recuperare i
punti frequentando appositi corsi di rieducazione
presso le autoscuole. Insieme con la patente a punti
diventano definitivi anche i provvedimenti di sospensione
e revoca della patente per difetto di requisiti psicofisici.
Il bilancio della circolazione è certo positivo
e confortante: meno morti, meno incidenti, crollo
verticale delle infrazioni per il mancato uso delle
cinture (-42%) e del casco (-44,2%), anche se in altri
settori è andata diversamente: le multe per
eccesso di velocità sono salite e il numero
di persone colte a guidare sotto l’effetto di
droghe è più o meno invariato rispetto
alle cifre antecedenti all’entrata in vigore
della nuova normativa.
Riforma
della leva
Con
l’approvazione di questa legge è stato
abolito il servizio di leva obbligatorio ed introdotto
il servizio militare professionale. L'obbligo di leva
può però essere "recuperato"
in caso di guerra o di crisi di particolare rilevanza.
Gli ultimi a prestare il servizio di leva obbligatorio,
che verrà sostituito con personale volontario
in servizio permanente, sono i ragazzi nati nel 1985.
La cancellazione della leva è stata inizialmente
prevista entro il 2006, un disegno di legge del governo,
attualmente in discussione in Parlamento, ha successivamente
anticipato al 1 gennaio 2005 la sospensione della
ferma. Per incentivare l'ingresso dei volontari, che
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