|
Classico
è tutto ciò che è degno
di porsi come modello esemplare per il grado
di perfezione raggiunta: i monumenti romani
sono classici in virtù appunto del
massimo grado di perfezione formale ed estetica
che esprimono; il concetto di classico implica
infatti alcuni elementi che sono universali:
la ricerca di proporzione, la tendenza a
una visione oggettiva della realtà,
ma anche la nobiltà dei contenuti.
Di conseguenza le arti classiche sono portatrici
di valori non solo formali, ma anche politici,
morali e religiosi. I monumenti antichi
li chiamiamo classici proprio perché
possono ancora oggi comunicare valori universali
su cui riflettere. I Fori Romani, il Colosseo,
il Campidoglio e l'Altare della Patria,
le chiese di Roma, raccontano la storia
di una civiltà che ha saputo raccogliere
l'eredità della cultura greca e imprimerle
una nuova spinta in avanti su cui le generazioni
continuano a costruire. Sui valori di Roma
antica Michelangelo ha costruito la piazza
del Campidoglio, sul valore dell'indipendenza,
della patria, delle radici che affondano
nella romanità è stato costruito
il monumento in cui ospitare il Milite Ignoto.
Esiste quindi un indissolubile legame tra
bellezza estetica e virtù morale
che è uno dei cardini intorno a cui
ruota il concetto di classico: il bello
= buono dei greci antichi, la composta dignità
e il senso della missione di Roma incarnati
nelle statue e nelle architetture dell'Urbe,
fino al legame bello/buono che il Cristianesimo
ha ereditato proprio dalla civiltà
greco romana. La grandezza degli antichi
viene riportata a modello di comportamento
in alcuni momenti del Medioevo, basti pensare
al desiderio di Carlo Magno di rinnovare
in Europa l'impero di Roma su basi cristiane,
ma è soprattutto con il Rinascimento
romano che si attua una fusione assoluta
e perfetta tra gli ideali dell'antichità
e quelli della Cristianità, una nuova
età classica, impersonata da Raffaello
e Michelangelo, di breve durata. Quello
che determina il concetto di classico è
infatti un equilibrio precario, in cui si
bilanciano il lato puramente estetico e
quello etico. Dove poi le arti hanno inteso
rompere volontariamente questo equilibrio,
sempre si è trattato di una rottura
dell'aspetto più deteriore del classico,
il classicismo
accademico: ed in ogni caso, ogni movimento
artistico di rottura ha sempre dovuto fare
i conti con la regola, il modello universale,
il classico appunto.
L'arte romana nacque raccogliendo l'eredità
culturale dell'Etruria ellenizzata, poi
dal II secolo a. C. aumentarono i contatti
diretti con la civiltà greca da cui
vennero mutuati i canoni estetici fondamentali.
Eppure sin dalle origini Roma si distinse
per il suo spirito di realismo e per il
ruolo preminente che conferì all'architettura,
tra le arti quella che più apportava
significativi miglioramenti nella vita,
che meglio raccontava contenuti politici
e ideali.
Il cemento di malta e pietre e l'uso dei
mattoni consentì il salto qualitativo
delle architetture che si svilupparono con
tipologie di edifici differenti a seconda
della funzione; archi e superfici di copertura
concave crearono volumi di grande forza
evocativa in cui il punto focale è
all'interno del vano stesso. Nacquero nuove
idee di spazio fatte per esaltare la figura
umana (l'Arco di trionfo o la cupola), spazi
adatti alle riunioni pubbliche e alle grandi
assemblee politiche e giudiziarie (le basiliche),
ma nello stesso tempo adatte pure a creare
il sistema di infrastrutture che fanno la
civiltà in ogni tempo: strade, acquedotti,
fognature, ponti, terme, circhi, teatri,
ippodromi, linee difensive, piani urbanistici.
Architettura e scultura insieme servirono
anche a comunicare i programmi del governo
romano in modo chiaro e comprensibile: così
è per esempio nel caso dell'Ara Pacis
(13-9 a.C.) dove la personificazione di
Roma in armi domina e salvaguarda il mondo
e ne garantisce la ricchezza: Roma è
la terra stessa abitata e pacificata.
Quando l'impero venne meno la sua eredità
fu raccolta dal Vescovo di Roma: l'autorità
assoluta dell'imperatore si trasferì
a Pietro e da lui tale autorità passò
ai suoi successori, i vescovi. Il vescovo
di Roma diventò un S. Pietro vivente.
A questo punto la storia dell'Impero si
fuse con quella del Cristianesimo. Si trattò
di qualcosa di più di un programma
religioso: la gestione delle infrastrutture,
del potere, della cultura, e soprattutto
la responsabilità della salvaguardia
dei valori umani dell'antichità passò
nelle mani della Chiesa di Roma: salvare
i templi dalla rovina trasformandoli in
chiese, salvare i testi della filosofia
e della storia antica, salvare anche i valori
estetici ed etici della cultura greco romana.
La cultura antica si trasmise così,
grazie anche a programmi ben precisi, attraverso
il Medioevo fino al Rinascimento. Specie
a Roma, intorno al Papa, gli ideali antichi
vennero rinnovati all'aprirsi del '500:
il Papa si sentì erede degli antichi
imperatori romani e della Roma antica volle
rinnovare lo splendore senza che questo
comportasse alcun elemento di contrasto
ideologico con i contenuti della religione
cristiana. L'apogeo di tale atteggiamento
si ebbe con il pontificato di Leone X Medici
(1513-21). Sebbene fosse arte rivolta ad
un pubblico molto ristretto, è indubbio
che opere come la Scuola d'Atene costituirono
il manifesto del mito di una nuova età
dell'oro, in nome di valori universali.
La
Domus Aurea
"Roma
è ormai una sola casa,
migrate a Veio Quiriti,
se questa casa non occuperà anche
Veio"
Così
il poeta Marziale commentava la grandiosità
e la ricchezza della nuova residenza edificata
per l'Imperatore Nerone dagli architetti
Severo e Celere. Per la gigantesca costruzione
venne operato un taglio del Colle Oppio
in modo da creare una struttura a terrazzamenti
affacciati sulla valle sottostante dove
si scavò un lago artificiale. Il
complesso occupò tutta l'area compresa
tra il Colle Oppio e il Celio (la zona dei
SS. Giovanni e Paolo) fino al Palatino.
La decorazione degli interni venne affidata
al pittore Fabullus che dipinse complesse
architetture, motivi di fantasia, quadretti
e nature morte. Il palazzo ebbe anche una
ricchissima dotazione di opere scultoree,
la più famosa delle quali è
il gruppo del Laocoonte oggi conservato
in Vaticano. Gli storici antichi hanno lascito
testimonianza della magnificenza e bizzarria
delle architetture create dai due architetti:
famosa la stanza da pranzo ricoperta di
lastre d'avorio mobili per consentire la
caduta di fiori e profumi dall'alto; oggi
è ancora visibile la struttura della
Sala Ottagona che produce un effetto di
sorpresa poiché all'esterno nulla
rivela la sua forma geometrica straordinariamente
complessa.
Dopo la morte di Nerone avvenuta nel 68
d. C. iniziò la decadenza del Palazzo:
nel 104 Traiano fece abbattere il piano
che sorgeva sulla sommità del Colle
Oppio, mentre il piano inferiore fu interrato:
qui Apollodoro di Damasco costruì
le Terme di Traiano i cui resti sono ancora
visibile all'interno del Parco del Colle
Oppio.
Campidoglio
"L'Italia
fu eletta dai numi a riunire intorno a sé
i popoli dispersi, ad avvicinare con l'uso
di una lingua sola tante genti di rozzi
e discordi linguaggi, a dare agli uomini
le norme di un comune vivere civile, a fare
di tutte le genti un solo popolo, di tutto
il mondo una sola Patria"
Plinio
il Vecchio
Il
mito racconta che il dio Saturno fondò
un centro abitato sul Campidoglio molto
prima del 753 a. C.; qui si sarebbero poi
insediati i Greci venuti con Eracle ed in
seguito i discendenti dei Troiani di Enea.
Il racconto mitico è confermato dai
ritrovamenti archeologici (oggetti databili
tra il XIV e l'VIII sec. a.C) nell'area
sacra di Sant'Omobono. Gli edifici romani
del Colle Capitolino si affacciavano verso
la valle dei fori: Tabularium (archivio
di stato), tempio di Giove, tempio di Giunone.
La costruzione del tempio di Giove Capitolino,
il più importante dell'antica Roma,
risale al VI secolo a. C. In corrispondenza
dell'attuale chiesa di Santa Maria in Ara
Coeli fu eretto invece il tempio di Giunone
Moneta, "ammonitrice" dove ebbe
sede la prima zecca di Roma. Nel 1939 sotto
il Palazzo Senatorio vennero scoperti i
resti del Tempio di Veiove, corrispondente
italico di Giove con caratteri di divinità
degli inferi.
Durante il Medioevo i piani inferiori del
tabularium vennero fortificati a controllo
della via che portava al Laterano; la prima
chiesa dell'Aracoeli sorse nel XII secolo
sul luogo del tempio di Giunone. il Palazzo
Senatorio, sede del Comune dal 1143, venne
costruito sopra il Tabularium e una nuova,
più grande chiesa venne costruita
intorno al 1250 dai Francescani (Secondo
la leggenda questo è il luogo in
cui la Sibilla predisse d Augusto l'avvento
dell'era cristiana). La costruzione venne
ultimata nel 1348 con la scalinata come
ex voto per la cessazione della peste.
La sistemazione definitiva della piazza
del Campidoglio e dei suoi edifici si deve
a Michelangelo. Per ordine di Paolo III
Farnese (1534-1549) venne qui trasferita
dal Laterano la statua equestre di Marco
Aurelio: Michelangelo venne incaricato di
studiare la nuova collocazione della statua
e della ristrutturazione della piazza che
fino ad allora aveva mantenuto un aspetto
disorganico. Egli ideò una pianta
a trapezio che aveva come fondale il Palazzo
dei Senatori e come ali due nuovi palazzi
a portici, il Palazzo dei Conservatori e
il Palazzo Nuovo (Musei Capitolini), convergenti
verso la scalinata. L'unità spaziale
dell'insieme venne rafforzata dal disegno
del pavimento: un reticolo di curve entro
un'ellisse e al centro una stella a dodici
punte con il Marco Aurelio. I due palazzi
laterali progettati da Michelangelo vennero
realizzati da Giacomo della Porta (Palazzo
dei Conservatori) e da Girolamo Rainaldi
(palazzo Nuovo dei Musei); il Palazzo Senatorio
fu disegnato da Michelangelo, ma la realizzazione
fu di Giacomo della Porta e Girolamo Rainaldi
(1582-1605).
Sulla balaustra della scalinata che scende
verso Roma si trovano le statue di Castore
e Polluce, i cosiddetti Trofei di Mario
(due trofei di armi del III sec., erroneamente
attribuiti a Caio Mario, che si trovavano
a Piazza Vittorio fino al 1590), le statue
di Costatino e di suo figlio Costante II
provenienti dalle terme di Costatino; due
colonne miliari della via Appia.
La nascita dei Musei Capitolini risale al
1471: papa Sisto IV donò al popolo
romano un gruppo di statue bronzee di grande
valore simbolico .
Monumento
a Vittorio Emanuele II
"
Ma
voi, Romani miei, reggete il mondo con l'imperio
e con l'armi, e l'arti vostre sien l'esser
giusti in pace, invitti in guerra: perdonare
a' soggetti, accor gli umili, debellare
i superbi"
Virgilio,
Eneide (la missione di Roma, libro VI, 1278-1282)
Il
Monumento a Vittorio Emanuele II primo re
d'Italia progettato dall'architetto Sacconi,
fu costruito nel 1885 e inaugurato nel 1911
durante l'Esposizione Internazionale che
celebrava i cinquanta anni dell'Italia unita.
L'intenzione era quella di celebrare il
Padre della Patria e il Risorgimento. Una
enorme scalinata, fiancheggiata da leoni
alati e da due Vittorie bronzee, porta all'altare
della Patria.
Le raffigurazioni delle 16 regioni e delle
14 città sono gli elementi centrali
del complesso. Sei gruppi statuari rappresentano
le allegorie dei valori civili del popolo
italiano.
I due complessi del Pensiero e dell'Azione,
furono scolpiti da Nicola Cantalamessa,
Adolfo Apolloni, Mario Rutelli e Arnaldo
Zocchi.
L'Altare della Patria presenta altorilievi
di Angelo Zanelli; al centrasi trova la
statua di Roma. In mezzo al monumento vi
è la gigantesca statua equestre di
Vittorio Emanuele II realizzata in bronzo
da Enrico Chiaradia. Alle spalle il grandioso
portico con colonne alte 15 metri e le due
colossali quadrighe bronzee con le Vittorie
alate che simboleggiano l'Unità e
la Libertà realizzate da Carlo Fontana
e Paolo Bartolini nel 1927.
La fontana di sinistra, di Emilio Quadrelli,
rappresenta il mare Adriatico, rivolto a
Oriente, con il Leone di San Marco. A destra
il Tirreno, di Pietro Canonica, con la lupa
di Roma e la sirena Partenope
I significati simbolici del Monumento vennero
enunciati nel discorso tenuto per l'inaugurazione
da Giovanni Giolitti: "Sopra questo
colle che ricorda le glorie e la grandezza
di Roma
degnamente si inaugura il
Monumento nazionale che nell'effige del
Padre della Patria riassume il ricordo delle
lotte, dei sacrifici, dei martiri, degli
eroismi che prepararono e compirono la resurrezione
d'Italia". Il programma fondava il
concetto di patria su una radice comune,
quella della grandezza della Roma antica
e della storia di civiltà che si
snoda fino al presente.
Foro
Romano e Fori Imperiali
"
Costruirono
la città quale tu la vedi, lasciando
agli avvenire tali memorie della genialità
di tutti, che un oltraggio recato ad esse
sarebbe giustamente da considerare un delitto
contro l'umanità d'ogni tempo, perché
toglierebbe agli uomini del passato la memoria
del loro ingegno e a quelli del futuro la
vista di tali opere
se avrai salvato
Roma, il vincitore te ne sarà molto
grato; se l'avrai distrutta, non ci sarà
luogo per te, ad alcuna umanità
Belisario
scrisse così. Totila rilesse più
volte la lettera e, resosi esattamente conto
di quel monito, si persuase e non recò
a Roma ulteriori danni"
Procopio
di Cesarea
La Guerra Gotica (VI secolo)
La
Valle del Foro Romano posta tra il Campidoglio
e il Palatino era in origine una zona paludosa
utilizzata come necropoli a partire dal
IX secolo a. C. (l' abitato si trovava sul
Palatino). A partire dal VII secolo a. C.
però questa zona fu compresa nel
centro abitato e lentamente si trasformò
in luogo di mercato. Con l'inizio dell'età
repubblicana (509 a. C.) vennero costruiti
i primi edifici sacri: il Tempio di Saturno,
il Tempio di Castore e Polluce; dal II secolo
a. C. sorsero le basiliche e nel I a. C.
venne costruito il Tabularium. Giulio Cesare
decise nel 54 a. C. di ristrutturare l'area
del Foro Romano: fece costruire il Foro
di Cesare e la Basilica Giulia; a queste
opere Augusto fece aggiungere il tempio
dedicato al Divo Giulio. L'ampliamento urbanistico
della zona pubblica di Roma venne continuato
in epoca imperiale: Augusto fece edificare
un nuovo complesso, il Foro di Augusto,
con il tempio dedicato a Marte Ultore (vendicatore)
inaugurato nel 2 a. C.; Vespasiano fece
costruire tra il 71 e il 75 d. C. il Foro
dedicato alla Pace; Nerva nel 97 d. C. inaugurò
il Foro detto Transitorio perché
metteva in comunicazione i Fori di Cesare
e di Augusto con il Foro Romano e il Foro
della Pace. Infine il più grandioso
dei Fori fu costruito da Apollodoro di Damasco
per l'imperatore Traiano per celebrare la
vittoria sui Daci (113 d. C.); l'ultimo
di questi complessi imperiali si componeva
di una grandiosa piazza con la statua equestre
di Traiano, della basilica Ulpia, di due
biblioteche, della Colonna Traiana e del
complesso dei Mercati.
Il
Colosseo
"Ciò
che disse Omero - la terra è comune
a tutti - per opera vostra, o romani, è
divenuto realtà: voi avete percorso
tutto il mondo, soggiogati i fiumi con arditissimi
ponti, tagliate le vette dei monti per farle
accessibili all'uomo, popolati i deserti
di stazioni di rifornimento e ristoro, assoggettato
tutto all'ordine e alla disciplina"
Elio
Aristide (retore greco II sec. d . C.)
L'anfiteatro
Flavio fu inaugurato nell'80 d.C. dall'imperatore
Tito col nome di Amphitheatrum Caesareum,
sul sito del lago artificiale della Domus
Aurea. Il nome Colosseo risale invece all'XI
secolo e deriva dalla colossale statua bronzea
di Nerone che si trovava nei pressi. Il
Colosseo è alto 52 metri e conteneva
circa 70.000 posti.
Vi si svolgevano i combattimenti gladiatori
(munera) e gli spettacoli di caccia (venationes),
si eseguivano esecuzioni capitali. I disastrosi
terremoti avvenuti nel V secolo determinarono
il rifacimento dell'arena, del podio e di
parte della stessa cavea. Cessati i combattimenti
gladiatori nel 438 sotto Valentiniano III
e dopo l'ultimo spettacolo venatorio tenutosi
nel 523 sotto Teodorico, iniziò l'abbandono
del Colosseo che fu ridotto a cava di materiali
da costruzione. All' interno si inserì
nei secoli XII-XIII la fortezza dei Frangipane.
L'arena venne quindi consacrata al Sangue
dei Martiri e nel 1719 vi vennero costruite
le edicole della Via Crucis istituita da
Benedetto XIV.
Basilica
di San Clemente
"Floride
colture cancellarono i deserti, campi coltivati
domarono le selve, animali domestici fugarono
le belve feroci; le sabbie vengono seminate,
le rocce tagliate, le paludi prosciugate;
oggi le città sono in numero maggiore
delle capanne di un tempo; le solitudini
più non spaventano né gli
scogli atterriscono; ovunque tu volga lo
sguardo, vedi case, armenti, popolazioni;
e dovunque è vita, ivi è lo
stato"
Tertulliano
(Africa Romana, II d. C.)
Nell'area
occupata nel II secolo da un' insula romana
del II secolo in cui si trovava anche un
tempio dedicato a Mitra, sorse già
nel IV secolo d. C. una chiesa dedicata
a S. Clemente; probabilmente dopo il saccheggio
ad opera dei normanni di Roberto il Guiscardo
si decise di interrare l'edificio e di costruirne
al di sopra uno nuovo. Intorno al 1130 venne
così innalzata l'attuale basilica
di S. Clemente utilizzando numerosi elementi
della chiesa più antica.
Il mosaico absidale del XII secolo è
uno dei capolavori dell'arte medievale:
motivi decorativi e strutture formali dell'antichità
vengono ripresi dagli artisti a celebrare
la rinascita spirituale della Chiesa e la
sua potenza, continuazione dell'antico impero
romano.
Titolare della chiesa fu tra 1411 e 1431
il cardinale Branda Castiglione che commissionò
a Masolino da Panicate (con interventi di
Masaccio) la decorazione della cappella
omonima con storie di S. Caterina d'Alessandria
e di S. Ambrogio. Nel XVIII secolo vennero
aggiunti i dipinti sulla pareti della navata
centrale e sul soffitto che raccontano le
vicende di S. Clemente.
-
Torna alla pagina iniziale di ALLE RADICI
DELL'IDENTITA' -
|