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DIARIO
DI VIAGGIO
El
Alamein
.Caldo,
caldo
cerco di aprire al massimo la
bocchetta dell'aria ma inutilmente, è
già al massimo. Non funziona, non
esce un filo d'aria. Allungo i piedi più
che posso e mi stiracchio guardando se anche
gli altri passeggeri hanno lo stesso problema.
No! Solo il mio non funziona.
La mia solita sfortuna
.Guardo fuori
dal finestrino e, sotto di me solo nuvole.
Una distesa bianca, abbagliante, come se
fosse zucchero filato. Mi asciugo col fazzoletto
il sudore che comincia a scivolarmi giù
dalle tempie e nello stesso momento mi rivedo,
mentre stavo sugli attenti davanti al tricolore,
il volto bagnato dalle lacrime che non riuscivo
a trattenere. Il "silenzio" fuori
ordinanza, che mi trapassava il cuore ad
ogni nota. Musica dolcissima e straziante
in quel momento, ed io, fermo, immobile
come quell'infinità di lapidi in
marmo bianco tutte intorno a me. Su molte
c'era scritto: " ignoto" , quante
ce n'erano così! Quanti poveri ragazzi
erano caduti su quella sabbia arroventata
senza neanche la consolazione di avere almeno
scritto il proprio nome sulla tomba! Mi
dovrei vergognare a lamentarmi del caldo
che sento sull'aereo che mi riporta a Roma,
dopo aver visitato finalmente El Alamein,
mentre me ne sto cullato dal ritmo sordo
dei motori e dalla leggera vibrazione della
carlinga. Chissà quanto hanno patito
e sofferto durante la permanenza in quel
deserto bianco e soffocante i miei camerati?
Si camerati. Mi sento uno di loro, da sempre
mi sono sentito parte di loro. Sono un parà,
perché quando lo si è stato,
lo si è per sempre. Ho sentito parlare
della "Folgore" del "Pavia
dell' "Ariete" da quando ero bambino.
Ho letto tanto su di loro, e ancor oggi
trovo racconti e storie che non conosco.
Gli equipaggiamenti, gli armamenti, le vettovaglie,
tutto era diverso, fra l'Africa Korp e i
nostri soldati, in tutto erano superiori,
fuorché nell'ardimento. Specialmente
negli ultimi mesi, con i pochi rifornimenti
che arrivavano, le sofferenze per i nostri
ragazzi sono state veramente enormi. Erano
come abbandonati a loro stessi, eppure quando
si è reso necessario combattere,
l'hanno fatto. Bottiglie incendiarie, mine
trasportate e messe sotto i carri inglesi
mentre i cingoli li sfioravano, sollevando
nuvole di sabbia che impediva loro quasi
di vedere quello che facevano. Mi sembra
di sentire la puzza della nafta incombusta
mista all'odore acre della polvere da sparo,
lo sferragliare tremendo dei cingoli, che
girano velocemente quasi a cercarti per
prenderti e martoriarti le carni schiacciandoti
come un insetto. Vedevo e sentivo tutto
questo mentre me ne stavo sull'attenti,
ascoltando le note della tromba che diffondeva,
tutto intorno a me, il "Silenzio"
ma, sentivo anche le urla, sentivo le grida
di tutti quei soldati che, per 60 anni,
sono stati in silenzio, in attesa di un
riconoscimento ufficiale, non solo di chi
li ha sempre onorati e considerati eroi,
ma anche di coloro che hanno fatto di tutto
per seppellire per sempre, sotto la sabbia,
pagine e pagine di eroismo, di coraggio,
di abnegazione per la nostra Patria. Io
non li dimentico, e come me, tanti non dimenticheranno
mai questi ragazzi. Io li onoro! Ho preso
della sabbia ad El Alamein, e l'ho portata
con me, sabbia che tanto li ha fatti soffrire,
sabbia che hanno arrossato con il loro sangue,
sangue che avrebbe potuto essere il mio
La terrò come una reliquia e la mostrerò
ai miei figli e ai figli dei miei figli,
raccontando loro cosa hanno fatto e perché,
affinché anche loro li onorino, così
come meritano
Scusate signore gradite
un caffè?
Una hostess sorridendomi
mi porge il vassoio con un bricco pieno
di caffè
Si turba un poco vedendomi
il viso bagnato e gli occhi arrossati ma,
non dice niente
Si grazie -
rispondo - Sono tutto sudato. La bocchetta
dell'aria non funziona e
se il caffè
fosse freddo, con tutto il caldo che ho
Mi passo la mano sugli occhi
e sul viso, asciugandomi le lacrime mentre
sbuffo, per farle capire che quello che
vede sul mio volto, non sono lacrime, bensì
sudore.
Franco
Fusillo
Grazie
On. Fabio Rampelli per l'opportunità
che mi hai dato. Ho vissuto 48 ore indimenticabili
marcati a fuoco dentro il mio cuore
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EL ALAMEIN -
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