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6
febbraio 2001
dal quotidiano on line www.ilnuovo.it
A Tormarancia il verde
non si tocca
La
giunta Storace ha approvato la legge per il parco.
Ora tutte le parti politiche rivendicano la paternità
di questa vittoria dell'ambiente contro il cemento.
di
Valeria Cecilia
ROMA
- Il caso è archiviato. La Regione ha approvato
la legge che impedisce ogni edificazione nella
zona di Tormarancia. E quel grande tappeto di
verde andrà ad essere ricompreso tutto
nel grande parco dell' Appia antica. Se la decisione
odierna è una vittoria dell'ambiente sulla
cementificazione, sono molte parti politiche che
ora ne rivendicano la paternità.
Questa è una zona di grande interesse paesaggistico
e archeologico. Estesa tra le vie Ardeatina e
Grottaperfetta, è ricca di resti di antiche
ville romane, sorgenti naturali e anche di specie
animali e vegetali. Il progetto dell'urbanizzazione
del territorio risale al piano regolatore degli
anni '60, in cui si prevedeva che lo sviluppo
edilizio della Capitale sarebbe stato esponenziale.
Due anni fa il primo vincolo paesaggistico, con
la legge Galasso. Ogni nuova costruzione avrebbe
dovuto essere autorizzata dalla Pisana, col parere
favorevole della sovraintendenza. Poi sono entrate
in ballo le direttive comunitarie e la necessità
di una commissione d'inchiesta per la valutazione
dell'impatto ambientale.
Nell'ultimo anno i partiti di maggioranza da un
lato, e i verdi con i comunisti dall'altro, hanno
giocato a passarsi la patata bollente. Finchè
due settimane fa è arrivato il no definitivo
a ogni edificazione del ministero dei Beni culturali.
Da lì è partita l'attesa per l'ultimo
atto, quello della Giunta, a quel punto quasi
scontato. E oggi, a legge approvata, tutti ne
rivendicano i meriti.
Il presidente Storace afferma che "l'ampliamento
del perimetro dell'Appia Antica fino a Tormarancia
rientra nelle politiche ambientaliste della Giunta".
Il "governatore" vuole fare una dedica
particolare: alla memoria di Tony Augello, capogruppo
di An al comune recentemente scomparso, che si
era battuto per questa causa.
Fabio Rampelli, capogruppo di An, dice che questo
"è solo il coronamento della memorabile
battaglia della destra popolare contro i poteri
forti". Il beneplacito arriva anche dal candidato
a vice sindaco per la Casa delle libertà,
Roberta Angelilli: "Rutelli, che doveva essere
il sindaco verde, ha dimostrato di essere il sindaco
del cemento. E adesso che si candida a premier
i cittadini devono ricordarselo. La giunta Storace
ha evitato una colata di 2 milioni di metri cubi
di cemento".
Il capogruppo dei Verdi Bonelli esprime il suo
appoggio alla legge, suggerendo però al
presidente Storace di "non erigersi a salvatore"
del parco, dato che la sovraintendenza archeologica
aveva detto già detto no all'edificazione
sin dai tempi del ministero Veltroni. E Bonelli
rivendica che "da cinque mesi in giunta c'è
congelata una proposta di legge analoga, proposta
dai Verdi, e che Storace non si è mai degnato
di discutere".
Rivendicazione sostanzialmete analoga giunge da
rifondazione comunista. Salvatore Bonadonna, capogruppo
del Prc alla Pisana, afferma che la lotta per
il parco ha avuto sempre in prima fila i comunisti,
e "finalmente ora si è conclusa, anche
se la giunta ha fatto aspettare ben 8 mesi le
nostre proposte di legge".
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