Questo dovrebbe essere un'invito
E'
la prima volta che si parla di me in modo così
diretto e sfacciato. Sì, nelle campagne elettorali
c'è l'immancabile sito in cui si sciorinano i
programmi, si narrano le battaglie fatte… e si
danno messaggi alla propria lobby di riferimento. Non
ci ho mai creduto in quei siti lì o, più
esattamente, penso servano a chi si ricorda della propria
vocazione a occuparsi dei problemi della comunità
a pochi giorni dal voto. Quando ho parlato di politica,
quando mi sono interessato dei problemi, ho sempre detto
'noi'. Ho cercato foto di gruppo, immagini simboliche,
voli imperscrutabili; mi sono sentito quasi un ladro
a scorgere un pezzo della mia faccia nell'angolo in
alto a destra di una foto.
Saranno stati gli anni settanta, l'odio per i manifesti
coi faccioni e i nomi a caratteri cubitali, la rabbia
per quanti stavano dietro le quinte, mentre per strada
era tosta… Io ero poco più che un bambino
e ascoltavo gli amici di mia sorella disquisire con
scarsa gentilezza sui 'politicanti'; non sapevo che
cosa fossero, ma mi sono trovato a giurare che non sarei
mai diventato come loro. I bambini quando ascoltano
di nascosto prendono tutto molto sul serio. Così,
ora che sono cresciuto, in 25 anni d'impegno civile
mi trovo quasi a disattendere quelle parole ascoltate,
perché qui si parla di me, si mettono le mie
foto. Mi avevano avvertito già dallo scorso anno
che non se ne può fare a meno con l'avvento della
democrazia diretta, anche se le foto scelte dai miei
amici sono 'finte' e mi toccherà rovistare negli
scaffali per proporre qualcosa di più frizzante.
Avremo appena il tempo di conoscerci comunque, perché
scomparirò presto dai monitor per tornare 'noi',
per rigenerarmi nella dimensione più consona,
quella della squadra. In questi giorni, mi dicono, 'io'
siamo 'noi', perché qualche bellimbusto - invece
di inseguire i nemici del popolo, cercare i manigoldi
anche tra le nostre fila per stanarli, dare forma a
un nuovo che non decolla nonostante i nostri governi
- è in preda a istinti di vendetta e si dà
ai gesti inconsulti…Ma noi dobbiamo essere tolleranti
e comprensivi, perché siamo una destra moderna
ed europea, e non possiamo discriminare gli idioti.
Mi
dicono che tra qualche giorno il sito sarà quello
vero.
A
presto!
Fabio
Rampelli
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