AL CONGRESSO PER L'ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE ROMANA DI ALLEANZA NAZIONALE
Sabato 23 marzo 2002 Pagina: 3/3
Cerchiamo
di capire che questa rincorsa ad accreditarsi come artefice
di un modello o di un altro è una cosa stupida.
Dobbiamo tutti lavorare per far fronte a una tendenza
che comunque non ci rassicura, quella che ho illustrato
poco fa e che è oggettiva.
In modo convinto penso che Teodoro Buontempo possa dare
alla federazione romana di An quello di cui ha bisogno.
Perché quando eravamo più giovani e vedevamo
i partiti della cosiddetta prima Repubblica che "s'incartavano"
nel rapporto tra potere, governo locale e struttura-partito
avremmo potuto, nonostante fossimo poco più che
bambini, scrivere come sarebbe andata a finire quella
storia.
Io non voglio scrivere la fine della storia di Alleanza
nazionale. Questo nodo del rapporto tra governi locali
e partito lo voglio affrontare, lo voglio portare a
soluzione.
Chi è che dà gli indirizzi ai governi
locali? È la storia vecchia anchilosata del partito
pesante? Vogliamo fare gli scioglilingua pure qui. Partito
pesante, partito leggero, partito pensante (che dovrebbe
essere la mediazione tra i due). Cerchiamo di capire
che cosa deve accadere. Si può governare la federazione
romana, la più importante federazione d'Italia,
in un territorio importante dove governiamo in tante
amministrazioni locali, dove governiamo nella Provincia
di Roma, dove governiamo alla Regione Lazio, con l'esempio
straordinario del presidente Storace, senza porci il
problema del rapporto tra governo, cioè potere,
e partito? Perché il governo è anche potere;
chi ha una lunga militanza e viene da lontano lo interpreta
come governo, cioè come servizio alla comunità.
Qualcun altro, tanti, tantissimi, un numero sterminato
di persone, lo interpretano solo come potere, come tram,
come taxi, come kleenex, come direbbe il maestro Buontempo.
Ci usano e poi se andiamo bene ci continuano a usare,
sennò ci scaricano.
Il rapporto: io non mi sono aggregato alla destra giovanile
del Msi perché c'era un'amministrazione regionale
che funzionava o che non funzionava. Questo rapporto
tra partito e potere, tra partito e governo è
importante. Noi non possiamo avere una federazione debole.
Non possiamo trasferire il partito a via Rosa Raimondi
Garibaldi. Non possiamo: sarebbe un errore imperdonabile
lasciare solo a chi amministra, ai presidenti, agli
assessori, il ruolo - per esempio - dei rapporti con
la società civile. Non è che io ce l'abbia
con Roberta o con i dirigenti romani, secondo me si
apre semplicemente un altro scenario. E' su questo che
dobbiamo riflettere e lavorare. Con grande serenità
e altrettanta semplicità. Non possiamo delegare
i colloqui, il confronto con Confindustra, Confcommercio,
Confartigianato, con i sindacati, il territorio, i comitati,
le associazioni, al governo regionale o provinciale,
ai governi.
È un ruolo che spetta ai partiti. I partiti devono
svolgere la loro funzione fondamentale.
Io penso che sia stato davvero ingeneroso dire o far
dire che Teodoro Buontempo è anziano. Intanto
perché darebbe "na pista" a chiunque,
per dirla alla romana. E chi gli è stato vicino
ne conosce le energie oltre che intellettuali anche
fisiche. Secondariamente, anche se volessimo attenerci
al dato anagrafico, io pure vengo da quella storia lì,
altre ne conosco meno, ho visto persone ottuagenarie
che avevano la leadership del nostro partito di riferimento.
È ingeneroso, anche (primo richiamo) e soprattutto
perché ( Teodoro l'ha detto nel suo intervento,
ma non credo ci sia stata la necessaria concentrazione
da parte della platea) se qualcosa di nuovo si è
mosso nel panorama della destra italiana, lo si deve
a Teodoro Buontempo. Le invenzioni o le incursioni sul
campo del parallelismo, la radio, con tutte le sofferenze
che ha rappresentato per chi la conduceva, per chi doveva
metterci anche i propri quattrini perché il partito
era sordo alle esigenze della penetrazione sociale e
agli interventi nella comunicazione mass-mediale, l'associazionismo,
l'ecologia, l'organizzazione di quelle feste politiche,
i Campi Hobbit, piuttosto che l'editoria, la piccola
editoria diffusa, un certo impulso dato al mondo giovanile.
Perché Teodoro si è candidato, perché
noi sosteniamo questa candidatura? Le ragioni dell'autorevolezza,
del peso specifico della federazione nel rapporto con
tutti i governi a ogni latitudine, e con ogni possibile
gerarchia. Perché, cari amici, Teodoro Buontempo
oltre a quello che conosciamo e sappiamo è quella
persona - senza togliere nulla agli altri, io faccio
gli auguri a Piso e Fioretti, sono bravi ragazzi, e
anche io auspico una soluzione unitaria, anche se il
tempo è oramai poco per costruirla - che oggi
riesce a portare al centro della politica, oggi che
amministriamo, oggi che facciamo gli assessori, oggi
che stiamo appunto al potere, il sogno, quel briciolo
di utopia senza la quale nulla cambia dentro questa
nostra nazione, dentro questa nostra città.
Teodoro è colui il quale può parlarti,
non se n'è sentito molto qua dentro, di urbanizzazione
primaria, di articoli 11, di sostituzione edilizia,
di demolizione e ricostruzione (seconda interruzione),
di borgate, di periferie, di smaltimento dei rifiuti
solidi, di impatto ambientale, di Tor Marancia, del
Laurentino 38, delle case popolari. Teodoro Buontempo
è quello che può dare, mettendosi intorno
una squadra come ha sempre fatto, a una federazione
vincente, che ricomincia un cammino importante per impedire
a se stessa di vedere An retrocedere, può dare
il sale che manca. Ed è persona notoriamente
al di sopra delle parti. Io non posso farci niente se
non ce ne sono altri. Io non posso farci niente se la
classe dirigente attuale non ha messo altri in pista.
Me compreso. Non accuso nessuno. Accuso innanzitutto
chi parla, non ha messo in pista nient'altro che buoni
dirigenti di partito, consiglieri comunali, consiglieri
provinciali, assessori, consiglieri regionali. Tutti
molto schierati, molto "intruppati", ognuno
ha una sua bandiera talvolta più importante,
almeno questa è la percezione che se ne ha, di
quella del nostro partito. Io non ci posso fare niente
se non c'è un altro Teodoro Buontempo. Dovremmo
interrogarci a riguardo. Un'altra domanda, un altro
compito da fare a casa.
Teodoro Buontempo oggi c'è, è molto giovane,
è molto più giovane di tanti giovani e
può portare la federazione romana ad affrontare
le sfide attuali e prossime con il massimo delle risorse
a disposizione. E col massimo dell'energia possibile.
Mi pare che sia un auspicio importante che ci può
aiutare in questa fase difficile.
Io mi sono tenuto qui quattro-righe-quattro per chiudere,
tratte dal "Signore degli Anelli". Ci mancherebbe
altro che proprio ora che tutto il mondo parla della
Compagnia dell'Anello non ne parlassimo noi.
Per chi ha visto il film il momento è quello
di quando la Compagnia dell'anello si raccoglie sotto
la guida del saggio, l'elfo Elrond:
"E' necessario che la
strada sia percorsa, ma sarà molto difficile.
Né la forza né la saggezza ci condurrebbero
lontano. Questo è un cammino che i deboli possono
intraprendere con la stessa speranza dei forti. Eppure
tale è il corso degli eventi che muovono le ruote
del mondo che sono spesso le piccole mani ad agire per
necessità, mentre gli occhi dei grandi sono rivolti
altrove".
Grazie.
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