Archivio Comunicati 2003: Maggio - Giugno
Roma, 25 giugno 2003 Rampelli su autodemolitori Tor di Quinto-Acqua Acetosa: gli onorevoli ‘plagiari’ Lucidi e Milana, dovrebbero interrogare Veltroni “Gli onorevoli Marcella Lucidi e Riccardo Milana da oggi possono fregiarsi del titolo di plagiari: la loro interrogazione è assolutamente identica all’OdG presentato da Alleanza nazionale in XII municipio e approvato all’unanimità”. È quanto dichiara il consigliere regionale di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, firmatario dell’Odg sulla individuazione di un sito alternativo per l’automolitore dirottato da Tor di Quinto all’Acqua Acetosa. “ Ma i due esponenti del centrosinistra – ha aggiunto Rampelli - hanno fatto un errore marchiano: l’obiettivo da colpire. Il destinatario non è il governo nazionale, che ha la responsabilità di rendere il più decente possibile le iniziative legate alla presidenza italiana del semestre europeo, ma il Comune di Roma che ha l’obbligo di individuare siti alternativi per la dislocazione dello sfasciacarrozze”. “Comprendiamo – ha osservato Rampelli - che la foga antiberlusconiana confonda l’opposizione al punto da farla soprassedere sulle competenze proprie di ciascuna istituzione, ma escludere dall’accusa l’interlocutore principale della diatriba, Veltroni, dimostra dilettantismo e malafede”. “Se fossero davvero dalla parte della gente, - ha concluso Rampelli - dovrebbero interrogare il Comune sul perché non sia riuscito ad attuare il piano di trasferimento degli sfasciacarrozze, e a trovare una soluzione alternativa, ignorando in questo modo le decisioni del XII municipio, le proteste dei residenti e le mobilitazioni dei comitati di quartiere”.
Roma, 23 giugno 2003 RAMPELLI: SU ARA PACIS, FORMIAMO UN PATTO TRASVERSALE PER AZZERARE TUTTO IL PROGETTO DI MEIER Un patto trasversale sottoscritto da urbanisti, intellettuali, politici, associazioni culturali e comitati di quartiere per azzerare il progetto di Meier. È questa la proposta lanciata dal consigliere regionale di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, durante la conferenza stampa indetta da Italia Nostra sull'Ara Pacis. "A commettere 'il delitto' sono stati in tre: Rutelli, Badaloni e Veltroni. L'attuale sindaco di Roma firmò, con una certa superficialità come ministro dei Beni Culturali, l'accordo di programma che dava il via libera ai lavori di abbattimento della Teca di Morpurgo e al progetto dell'architetto americano. Sin dal 1997 Alleanza nazionale si mobilitò per contrastare il progetto deciso dall'ex sindaco Rutelli. Ci siamo sempre stupiti di fronte alla resipiscenza delle sovrintendenze archeologiche che non si sono mai messe seriamente di traverso". "Da un punto di vista procedurale - ha aggiunto Rampelli - la situazione è disperata: stiamo ormai all'esecuzione dell'opera, l'appalto è stato conferito, una ditta ha acquisito diritti. Una strada c'è ed è quella della mediazione e del dialogo. Intellettuali, professionisti, docenti universitari, associazioni culturali, comitati di quartieri, politici di centrodestra e di centrosinistra si sono espressi in modo contrario alla scelta". "Se tutti questi soggetti - ha concluso Rampelli - hanno preso una posizione critica è necessario istituire un tavolo con tutte le autorità competenti per ricominciare da un concorso pubblico condiviso per azzerare il progetto di Meier che compromette la possibilità di ridisegnare tutta Piazza Augusto Imperatore".
Roma, 20 giugno 2003 RAMPELLI: SU SFASCIACARROZZE, PRESENTATO ODG Nessuna tutela dell'area archeologica e delle falde acquifere, spregio della riserva naturale, insensibilità verso il XII municipio e disattenzione nei confronti delle 500 famiglie costrette a subire lo 'spettacolo' di un deposito di sfasciacarrozze. Una quantità di errori davvero indigesta per essere tollerata dalla Regione Lazio". È quanto dichiara il consigliere regionale di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, a commento della decisione del commissario ad acta del Comune di Roma di spostare il deposito di autotomolizione da via di Tor di Quinto in via Acqua Acetosa Ostiense. Sulla questione il consigliere ha inviato un Ordine del Giorno in cui il consiglio regionale impegna la Giunta regionale a intervenire presso il commissario ad acta del Comune di Roma affinché revochi il trasferimento e ha chiesto l'intervento della Sovrintendenza dei beni archeologici a tutela del patrimonio archeologico. "La zona - ha proseguito Rampelli - è interessata da reperti archeologici pre-romani e l'area in cui dovrebbe sorgere lo sfasciacarrozze grava su due falde acquifere a rischio inquinamento. Non solo: l'autodemolitore dovrebbe dislocarsi a ridosso della riserva naturale dell'Acqua Acetosa, dove si trova la sorgente di acqua minerale, e vicino alla Fonte San Paolo". "Non si può negare - ha aggiunto Rampelli - che esistano dei pesanti dubbi circa la possibilità di salvaguardare queste importanti falde acquifere. Nonostante le rassicurazioni del Comune di Roma circa l'impermeabilità dei canali di scolo dei liquidi inquinanti delle batterie, siamo convinti che la soluzione migliore sia quella di trasferire lo sfasciacarrozze". "Desta comunque sconcerto - ha concluso Rampelli- la 'scortesia istituzionale' del Comune di Roma che ha del tutto ignorato la contrarietà del XII municipio".
Roma, 29 maggio 2003 RAMPELLI A STORACE: QUANDO ERAVAMO UNITI ABBIAMO VINTO INSIEME NEL '98 E NEL 2000. SE VOGLIAMO RIVINCERE È NECESSARIO TORNARE ALLA GESTIONE UNITARIA "Via dal partito e dalla Regione gli yesmen e i plauditores" I punti critici: Sanità, turismo, cultura, case popolari, burocrazia "Non ce l'ho affatto con Storace che rappresenta a Roma una delle poche ragioni per le quali la gente va a votare per Alleanza nazionale e dal quale tutti siamo chiamati a ripartire per organizzare la rivincita delle regionali 2005. Ma a volte non lo capisco. Ieri gli ho fatto un assist, chiedendogli di onorare l'ingiusta sconfitta di Moffa, rivoluzionando alcuni settori regionali che non funzionano e prendendo provvedimenti amministrativi e/o disciplinari nei confronti di coloro che danno della Regione da lui governata un'immagine di arroganza, di mero esercizio del potere, di prepotenza. Lui mi risponde con gratuite offese indirizzate a tutti coloro che, con me, lo hanno sostenuto 3 anni fa. Gli rammento che, quando An era gestita con equilibrio, con il Coordinamento regionale diretto da me e la Federazione da lui, abbiamo costruito insieme il trionfo delle provinciali del '98 e delle regionali del 2000, mentre l'insufficiente impulso della Federazione di Roma e la totale inesistenza del Coordinamento regionale del Lazio sono stati in questa circostanza evidenti a tutti". È quanto dichiara il consigliere regionale di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, coordinatore di Destra Protagonista nel Lazio. "L'unico rimprovero che posso avanzargli, lo confermo, - ha aggiunto Rampelli - è sul correntismo esasperato che si è impadronito del partito romano e laziale, fiaccando l'entusiasmo del nostro elettorato, su cui credo abbia qualche responsabilità. Ma non è mai troppo tardi. Adesso che è lui a rischiare nelle prossime elezioni, penso possa chiedere al partito il ritorno a una gestione unitaria con pari dignità e pari ruoli, dove non ci siano persone di serie A e di serie B e dove la Regione Lazio possa essere sentita come la 'casa di tutti'. In caso contrario ognuno si assumerà le proprie responsabilità". "Quello che, tra le competenze regionali, non funziona è noto a tutti. Non è colpa mia se la lista - nonostante il gran lavoro svolto da Storace - è ancora lunga. La gente ora pretende risposte, vuole ospedali che funzionino, vuole una burocrazia vicino al cittadino, non vuole plauditores ma persone capaci, pretende che nelle case popolari vengano garantiti i servizi, che il turismo e la cultura siano settori trainanti dell'economia locale, che i trasporti vengano rilanciati e gestiti con trasparenza, e l'ambiente sia un elemento di qualità che contraddistingua la destra di governo". "Ho fatto tutta la campagna elettorale in mezzo alla strada - ha proseguito Rampelli - per 18 ore al giorno, sfuggendo volutamente ai comizi, dove qualcuno va anche quando non deve parlare, come coloro che vanno alla messa solo per farsi vedere; ho evitato i luoghi frequentati dagli yes-men, autentici iettatori di cui occorrerebbe liberarsi in fretta, prima che ci portino alla rovina; ho allestito, insieme ai nostri militanti, 5 gazebo di 32 metri quadrati per altrettanti centri d'ascolto per i cittadini che ci hanno chiesto la soluzione di problemi concreti". "In verità- ha concluso Rampelli- dobbiamo capire che, con il sistema bipolare si vince e si perde in fretta, perché la gente ha una sana voglia di alternanza e le sconfitte possono essere salutari se si ha la capacità di farne tesoro, attraverso l'autocritica e la correzione degli errori commessi".
Roma, 28 maggio 2003 Rampelli: Bossi non c’entra. Alleanza nazionale deve tornare tra la gente, in troppi si sentono padreterni «Alleanza nazionale ha bisogno di bagno di umiltà. In troppi, una volta al governo, si sono sentiti e si sentono dei ‘padreterni’ e hanno screditato con la loro arroganza innanzitutto la nostra immagine, vincente perché semplice. Siamo diventati da qualche anno il ‘partito degli assessori’ e delle auto blu abbiamo tracciato un solco incolmabile con la nostra gente, costretta, quando è fortunata, a fare anticamera negli assessorati per intere giornate». È quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, coordinatore di Destra Protagonista nel Lazio. «In troppi hanno pensato e pensano – ha aggiunto Rampelli - che il ruolo che ricoprono sia stato conferito da un’autorità semidivina e non da popolo sovrano, così come coloro cui spetta di conferire ruoli di gestione pensano di fare ‘concessioni’ e non di dover dare riconoscimenti a chi li merita». «Fino al 1998 Alleanza nazionale – ha puntualizzato - era a Roma il baricentro della coalizione e ha dimostrato capacità di propulsione anche oltre le forze del centro-destra, mentre oggi è ridotta a rappresentare solo una corrente interna». «Bossi non c’entra.- ha specificato Rampelli- Fa il suo mestiere. An, che ha perduto 150mila voti in due anni e l’11% dalle provinciali del ’98, non sa ricostruirsi un’identità e si dilania nelle lotte intestine, senza che nessuno intervenga. Abbiamo invocato ‘regole’ per il buon funzionamento delle istituzioni per decenni e oggi non abbiamo regole se non quelle un po’ demodé della legge del più forte». «Bagno di umiltà, - ha concluso Rampelli - autocritica, riscoperta della capacità di ascolto, ritorno alla strada, riequilibrio delle forze interne e rispetto dei nostri militanti e simpatizzanti. Un processo che deve partire dalla individuazione di regole, sia nel funzionamento dei partiti che nel rapporto tra partiti, potere e società».
Roma, 7 maggio 2003 V Municipio. Consigliere AN aggredito da Rifondazione Comunista su discussione OdG su Cuba. Rampelli: “Rifondazione nostalgica delle dittature, ferma condanna della violenza". “L’aggressione subita da Pietro Menicucci, capogruppo di An in V Municipio, da parte di Rifondazione Comunista la dice lunga sul tasso di democrazia del partito di Bertinotti, alleato di Gasbarra alle prossime provinciali”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli. “L’assemblea municipale – ha sottolineato l’esponente di An - stava discutendo due ordini del giorno sulle fucilazioni ai dissidenti anticastristi che si sono verificati nell’isola caraibica. Il capogruppo di An aveva presentato un documento di forte condanna che è stato respinto, in cui si chiedeva, fra l’altro, un intervento diplomatico da parte di Governo e Parlamento per la cessazione immediata della barbara repressione comunista e la concessione di asilo politico a tutti i dissidenti cubani. Si tratta di richieste più che legittime, basate sull’elementare rispetto dei diritti umani. Ma Rifondazione comunista, ancora nostalgica delle dittature in salsa marxista-caraibica, ha pensato di ‘censurare’ il dissenso colpendo il consigliere Menicucci in faccia con un microfono e rivolgendogli pesanti minacce. La ‘colpa’ commessa dal capogruppo di An e dagli alleati della Casa delle Libertà era quella di voler abbandonare l’aula per non partecipare alla votazione di un Ordine del Giorno giustificazionista nei confronti del regime cubano firmato da Rifondazione Comunista, Ds e Margherita. “Questa – ha concluso Rampelli - è la credibilità politica della Sinistra che si erge ipocritamente a tutrice del pacifismo e del diritti umani violando costantemente le regole basilari della democrazia e del confronto istituzionale ed extraistituzionale”.
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