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Al via Disegno di legge su citt? e nuclei di Fondazione

Scritto da Super User. Postato in Notizie 2005

"Citt? e nuclei di fondazione: presto anche il Parlamento tuteler? il nostro patrimonio urbanistico e architettonico sorto tra gli Anni Venti e Quaranta. Basta con il furore ideologico che ha oscurato la storia d'Italia. Rampelli spiega sul Secolo d'Italia i perch? di un Disegno di  legge".



Paradossi: l?Italia, centro mondiale del patrimonio artistico e monumentale, si permette di nascondere i suoi tesori negli scantinati museali e ospedalieri. Si tutelano frammenti infinitesimali di scavi archeologici ma si distruggono, con un semplice atto amministrativo, esempi di architettura razionalista nel centro storico di Roma (la Teca di Morpurgo che custodiva l?Ara Pacis). Si fanno leggi sui frontalini dei balconi ma s?ignorano le citt? di Fondazione. Proprio cos?: nel Paese a pi? alto tasso europeo di legificazione, regolamentazione, classificazione, catalogazione, quegli esempi urbanistici di architettura razionalista sorti tra gli Anni Venti e Quaranta del XX secolo non compiano nelle normative di tutela nazionale. Si tutelano gli uccelli, le patate, le baie, i pozzi, le borgate, ma non citt? come Latina e Sestriere, non quartieri-modello tipo Macchia Scantona nel grossetano, Fertilia in provincia di Alghero, l?Eur e il Foro Italico a Roma. La politica degli ultimi 60 anni ha preferito rimuovere quella parte della storia politica e architettonica italiana, censurando per furore ideologico non solo un modello urbanistico ma anche una prospettiva di sviluppo urbano compatibile. E mentre le universit? di tutto il mondo da almeno tre decenni riscrivono una parte della nostra storia architettonica pubblicando centinaia di libri, l?Italia ha appena cominciato? Noi ci siamo gi? messi al lavoro e non da oggi. Gi? nel 2001 Alleanza nazionale fece approvare una legge in Consiglio regionale del Lazio per la loro valorizzazione. Ora i tempi sono maturi affinch? si possa riaprire questo capitolo della storia con la presentazione di una proposta di legge nazionale che recuperi dall?oblio le citt? e i nuclei di fondazione. Ed ? poi questa, in sostanza, la premessa culturale che sottende al convegno di oggi sul Foro Italico. Un appuntamento con il quale Alleanza nazionale scommette sul proprio futuro attraverso la riscoperta architettonica del recente passato. ? approdato un Disegno di Legge nel quale, in virt? del preminente interesse nazionale, la Repubblica promuove la conoscenza, il recupero e la valorizzazione di questo patrimonio architettonico e urbanistico, estendendo l?intervento di tutela anche a livello internazionale. Siamo convinti infatti della necessit? che l?Unesco tuteli questi esempi di urbanistica razionalista che ha come simbolo Latina, nella proposta designata capitale delle citt? di Fondazione ma che ha avuto la sua estensione in tutta Italia: da Aosta a Caltanissetta passando attraverso le ?rosse? Toscana ed Emilia Romagna, la Calabria, l?Abruzzo, la Campania, la Basilicata, la Sardegna. Insomma, tutte le regioni italiane hanno conosciuto?(anzi misconosciuto) le citt? di fondazione. La proposta si prefigge di realizzare iniziative finalizzate al recupero, alla salvaguardia e al restauro del patrimonio edilizio esistente, allo scopo di preservarne l?identit? definita dal rapporto con il territorio; la predisposizione di nuove strategie di sviluppo locale mirate al completamento urbanistico dei progetti originari anche attraverso il ricorso agli interventi di sostituzione edilizia perseguendo contemporaneamente il miglioramento della fruizione; creazione di nuovi insediamenti urbani o elementi di arredo e decoro urbano culturalmente ed esteticamente coerenti con l?architettura tradizionale e razionalista; il disegno di legge punta anche sul rilancio turistico, produttivo ed economico delle aree interessate. E per supplire al vuoto storiografico in materia, il ministero ha previsto un? attivit? di valorizzazione culturale delle citt? e dei nuclei di fondazione tramite studi a carattere architettonico, storico e antropologico, censimento e catalogazione dei beni culturali, la promozione di eventi, manifestazioni e mostre e potenziamento delle strutture museali gi? presenti sul territorio.

Sar? forse azzardata come ipotesi: ma sono certo che questo ? il primo vero passo culturale e identitario di un?Italia unita e federalista che trova nella valorizzazione delle realt? locali quel filo rosso che le unisce alla memoria storica comune.

 

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