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Archivio Comunicati 2004: Gennaio - Febbraio

Scritto da Super User. Postato in Notizie 2004

Roma, 10 febbraio 2004
RAMPELLI: APPLICARE IL PRINCIPIO DELLE CASE A RISCATTO E BLOCCARE LE VENDITE DEGLI IMMOBILI IMMESSI SUL MERCATO DOPO LA RIFORMA
L'esponente di An, promotore del principio della casa a riscatto, invierà una lettera a Storace e Dionisi per sollecitare il varo dei criteri attuativi

"La vera rivoluzione della riforma dell'Ater è nell'applicazione del principio della casa a riscatto. Per questo è fondamentale procedere alla tempestiva applicazione della nuova legge, interrompendo vendite di quegli immobili immessi sul mercato dopo il varo della nuova legge in modo da evitare futuri ricorsi degli inquilini. Mi sento quindi di condividere le preoccupazioni di Giachetti. Se qualcuno non è d'accordo deve chiedere un nuovo passaggio in aula e la modifica della legge con l'eliminazione dell'art. 15 comma C".
E' quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, consigliere regionale di Alleanza nazionale, primo firmatario dell'articolo sulle case a riscatto, che preannuncia una lettera al presidente Storace e all'assessore Dionisi per sollecitare il varo dei criteri attuativi dell'acquisto della casa a riscatto.
"I vantaggi per la Regione e per l'Ater sono evidenti- ha proseguito Rampelli- Attraverso questa operazione si consente il risparmio sugli elevati costi della manutenzione ordinaria e straordinaria, quantificabili in centinaia di miliardi l'anno di vecchie lire, che passerebbero nelle mani degli inquilini divenuti proprietari e condomini. Dall'altra parte l'affittuario dello Iacp, che appartiene a una fascia di reddito bassa, non sarà più povero perché diventerà proprietario di un bene immobile la cui valutazione di mercato si aggira mediamente intorno ai 150 milioni delle vecchie lire".
"Il problema dell'Ater di risanare i conti non è dunque dato dal prezzo di vendita, - ha puntualizzato Rampelli- al contrario la vendita deve avvenire a prezzi scontatissimi se non stracciati, in modo da favorire l'inquilino nell'acquisto. In tal modo si trasferiscono i costi dei lavori di manutenzione ai nuovi proprietari. In più l'inquilino, che oggi vive nella maggior parte dei casi in alloggi con gravi carenze strutturali e non sente propria la casa nella quale vive, sarebbe stimolato nell'intervenire su un bene divenuto suo a tutti gli effetti, impedendo la costante avanzata del degrado che contraddistingue gli attuali alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica".
· Questa la cronistoria della legge di riforma Ater e delle case a riscatto
Durante la precedente legislatura, con Badaloni presidente della Regione, Bonadonna (Prc) assessore alla Casa e Appetecchia (Ds) presidente dello Iacp di Roma, furono presentate da Alleanza nazionale due proposte tese a consentire agli inquilini regolari di poter diventare proprietari dell'alloggio.
Il meccanismo della casa a riscatto, nell'elaborazione formulata consisteva nel considerare il canone mensile versato per l'affitto alla stregua di una rata per riscattare l'abitazione nella quale l'inquilino regolare viveva, opportunità offerta anche all'affittuario moroso che si fosse messo in regola con gli arretrati.Questa proposta è stata rilanciata durante la campagna elettorale del 2000 vinta dal centrodestra, la cui amministrazione ha varato un anno e mezzo fa la riforma dello Iacp che diventa Ater (Azienda territoriale per l'edilizia residenziale pubblica). Nell'originaria formulazione della legge di riforma non era tuttavia prevista la proposta per la casa a riscatto, introdotta nel corso del dibattito da un emendamento riproposto da Fabio Rampelli e approvato dal Consiglio regionale.
Il comma C recita:"La Giunta regionale emana direttive per l'assegnazione a riscatto di alloggi di edilizia residenziale pubblica destinata all'assistenza abitativa, sia con patto di futura vendita, sia in proprietà immediata, definendo in particolare tempi, costi, garanzie e facilitazioni ai sensi della normativa vigente".

Roma, 5 febbraio 2004
PALAZZO RIVALDI, RAMPELLI: FARNE UN MUSEO DEI FORI, NON DISPERDERE LA FRUTTUOSA COLLABORAZIONE TRA ISTITUZIONI
"In questi annI il rapporto di collaborazione tra Ipab e Comune di Roma ha prodotto la salvaguardia di Palazzo Rivaldi rispetto ad altri disegni che lo avrebbero comunque sottratto alla città. La tutela e la valorizzazione di Palazzo Rivaldi sono state una battaglia sociale condotta da Alleanza nazionale che per anni si è mobilitata per sollecitare la ristrutturazione e il restauro dell'immobile per utilizzarlo a beneficio della collettività".
È quanto ha dichiarato il consigliere regionale di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, a commento delle polemiche sorte sui destini del palazzo.
"Il circolo di Alleanza nazionale di Colle Oppio,- ha aggiunto- convergendo su una proposta fatta dalla Sovrintendenze e da Italia Nostra, riprese una idea di Cederna per fare del prestigioso immobile un museo dei Fori, raccogliendo oltre 1500 firme".
"Sono certo che - ha concluso Rampelli - la fruttuosa collaborazione tra le istituzioni non andrà dispersa"

Roma, 2 febbraio 2004
RAMPELLI, SU ACQUISTO CASE EX IACP, BENE STORACE, MA…
"Apprezziamo l'iniziativa di Storace di dare priorità, in questa nuova gestione degli Ater, all'acquisto delle case popolari da parte degli inquilini. Tuttavia, sono convinto che il presidente Storace ricorderà agli amministratori degli Ater che è da un anno e mezzo ormai che la riforma sull'edilizia residenziale pubblica prevede la possibilità di applicare i parametri delle case a riscatto (ovvero di considerare gli oneri d'affitto pagati come anticipo sull'acquisto). Per applicare questo principio mancano degli adempimenti amministrativi non più prorogabili: gli inquilini sono in attesa che le aziende emanino i regolamenti attuativi. Soltanto così si potrà attuare quella vera rivoluzione per la quale i cittadini delle fasce sociali più deboli dei quartieri Erp ci hanno votato nelle scorse elezioni".
È quanto dichiara il consigliere regionale di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, primo firmatario dell'emendamento che introduce il principio della casa a riscatto, a commento della lettera inviata dal presidente Storace ai presidenti di Ater di Roma e del Lazio.

Roma, 31 gennaio 2004
TRAM EUR - TOR DE' CENCI. RAMPELLI: "STOP AL PROGETTO PER TRASFORMARE LA ROMA LIDO IN METROPOLITANA"
"No allo sventramento dell'Eur, occorre impegnare i fondi governativi previsti per realizzare una linea ferroviaria fino a Tor De' Cenci per trasformare in metropolitana la Roma Lido". E' quanto dichiara il consigliere regionale di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, in merito all'ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale nell'ambito della manovra finanziaria sul progetto del Comune relativo a quest'opera.
"Far attraversare via della Grande Muraglia al Torrino e via Borghi a Mostacciano da una linea tranviaria - sottolinea l'esponente di An - comporterebbe gravi disagi all'assetto viario attuale, su quest'ipotesi si sono del resto già pronunciati negativamente sia i comitati dei residenti che il XII Municipio con una specifica risoluzione".
"Mi sembra molto più ragionevole - osserva Rampelli - l'ipotesi di trasformare la linea attualmente esistente, la Roma Lido, in una metropolitana che si fermerebbe in località Mezzcammino, utilizzando parte dei fondi stanziati per il progetto del tram e i 70 milioni di euro stanziati dalla Regione per acquistare le nuove vetture di questa linea: in questo caso si andrebbe a creare un nodo di scambio per raggiungere su gomma Spinaceto e Tor De' Cenci senza martoriare l'Eur".
"Questa soluzione - conclude Rampelli - con la previsione di nuove stazioni e idonei collegamenti tangenziali di trasporto pubblico, potrà infatti garantire un rapido collegamento con i quartieri del XII e XIII Municipio di Spinaceto, Tre Pini, Vitinia, Casal Brunori per finire a Mostacciano senza invadere il territorio e creare altri problemi ad una viabilità che è già caotica".

Roma, 31 gennaio 2004
ODG CONTRO PROGETTO PER AUDITORIUM B. RAMPELLI: "LA REGIONE NON FIRMERA' L'ACCORDO DI PROGRAMMA"
"La proposta della Giunta capitolina per realizzare il cosiddetto Auditorium B è scandalosa e sbagliata sotto tutti i punti di vista, per recuperare gli enormi costi di costruzione e di gestione dell'Auditorium, infatti, Veltroni e Morassut vogliono edificare 250.000 metri cubi di nuove costruzioni nelle aree circostanti lo stadio Flaminio che verrebbe completamente soffocato e non potrebbe più essere utilizzato per i grandi eventi sportivi". E' quanto dichiara il consigliere regionale di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, a commento dell'ordine del giorno approvato dal Consiglio a margine della manovra finanziaria che impegna la Regione a non dar corso all'Accordo di programma promosso dal Comune su questo progetto.
"Quest'opera - sottolinea l'esponente di An - stravolgerebbe il quartiere e danneggerebbe irrimediabilmente l'unico esempio di architettura moderna del dopoguerra che si salva a Roma, oltre allo stadio, il cavalcavia di Nervi, il Villaggio Olimpico e lo stesso Auditorium di Piano".
"Si tratta di una speculazione in piena regola - aggiunge il consigliere di An Francesco Aracri - per la quale sono stati già pagati a Renzo Piano 526.000 euro solo di consulenza, mentre i dati della Ragioneria del Comune ci dicono che per la realizzazione dell'Auditorium abbiamo toccato oltre 207 milioni di euro, senza contare le spese correnti, cioè quello che la città paga ogni anno per la gestione del complesso, che ammonta a oltre 10 milioni di euro".
"Tenuto conto che il nuovo Prg di Roma - concludono Rampelli e Aracri - non prevede per quest'area alcuna nuova edificazione, riteniamo fondamentale che, grazie all'approvazione di questo ordine del giorno, la Giunta si impegni a tutelare il quartiere da questa vergognosa speculazione, attivando al contrario tutte le iniziative tese a riqualificare il Villaggio Olimpico e il quartiere Flaminio".
"Bloccare questo progetto - precisa ancora l'assessore all'Urbanistica del II Municipio, Lavinia Mennuni - significa anche evitare lo sbancamento della collina di Villa Glori, che ospita il parco della Rimembranza, considerato che è lì prevista la realizzazione di un parcheggio interrato. E' infine importante ricoradare che la Regione ha dato seguito ad una petizione firmata da oltre 11.000 cittadini che si sono opposti alla decisione del Comune di Roma, raccogliendo e facendo proprie queste istanze".

Roma, 31 gennaio 2004
LA REGIONE LAZIO SPERIMENTA LA DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE: PASSA EMENDAMENTO DI RAMPELLI PER 5 MILIONI DI EURO
"Roma sperimenterà la demolizione e la ricostruzione con l'emendamento di cui sono il firmatario, approvato oggi dal Consiglio regionale del Lazio". E' quanto dichiara il consigliere regionale di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli.
"Adesso - sottolinea l'esponente di An - si potranno iniziare a riqualificare le periferie più degradate non attraverso l'espansione edilizia, ma attraverso la 'sostituzione', strumento da tempo usato in tutto il mondo occidentale e misteriosamente inattivo in Italia".
"Abbattere gli 'ecomostri' - conclude Rampelli - come Corviale e i ponti del Laurentino 38, non è più un sogno, l'obiettivo è quello di ridare nuova dignità urbanistica alle nostre periferie, rendendole vivibili e a misura d'uomo, e perciò mi auguro che la Regione non abbandoni questa strada, sviluppando sempre più le idee per riconvertire l'espansione edilizia in riqualificazione urbanistica".

Roma, 29 gennaio 2003
RAMPELLI: "VIOLANTE PARTECIPI ALLA GIORNATA DEI VALORI NAZIONALI INDETTA DALLA REGIONE E LANCIAMO UN APPELLO AGLI EDITORI, MAI PIU' DEFINIZIONI DELLE FOIBE COME GOLINE CARSICHE"
"Apprezziamo la ritrovata serenità di giudizio su uno dei drammi più atroci vissuto dai cittadini italiani nel corso della guerra civile e per questo invitiamo l'on. Luciano Violante a partecipare alla giornata della celebrazione dei valori nazionali indetta dalla Regione Lazio". È quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, consigliere regionale di Alleanza nazionale, autore della proposta di legge per istituire la giornata della memoria in onore delle vittime delle foibe e degli esuli Giuliano-Dalmati e Fiumani.
"La tanto decantata pacificazione nazionale - ha aggiunto Rampelli - deve passare attraverso i conti con il proprio passato, la destra lo ha fatto anche rischiando incomprensioni ed emorragie, ora si tratta di rimboccarsi trasversalmente le maniche perché le foibe non siano più parole impronunciabili o politicamente scorrette. Invitiamo allora gli editori e gli autori a scrivere la verità sui manuali di storia ad uso dei licei e sui dizionari. Da un attento monitoraggio, che anni fa scatenò una isterica levata di scudi dell'intelligenza di sinistra, è risultato che i maggiori libri di testo ignorano la persecuzione titina ai danni di giovani e donne italiane o, peggio ancora, come nel dizionario della lingua dell'ex ministro Tullio De Mauro, si definiscono le foibe semplicemente <doline carsiche>, quando addirittura non si manipola la realtà storica dicendo che si tratta di <cavità dove i nazisti gettavano le vittime delle rappresaglie>. Ben vengano tutte le iniziative che spengano il fuoco dell'odio ideologico e recuperino le radici di un'identità nazionale che va al di là della destra e della sinistra, ma è semplicemente italiana. Come dimostra l'origine romana dell'anfiteatro di Pola e di tutte le terre istriane".
"Evitiamo però - conclude Rampelli - il balletto delle date e il copyright sulla toponomastica. Su proposta di An alla Camera la giornata della memoria tricolore è stata individuata per il 10 febbraio. Perché proporne un altra?".

22 gennaio 2004
VIA DEGLI IBERNESI. RAMPELLI E MARSILIO: "SFRATTO RINVIATO GRAZIE AI MILITANTI DI AN CHE SI SONO OPPOSTI ALL'INTERVENTO DELLA FORZA PUBBLICA".
"L'intervento forza pubblica non è stato sufficiente a sfrattare gli inquilini di via degli Ibernesi, decine di militanti di Alleanza nazionale hanno impedito che ciò avvenisse schierandosi al fianco dei residenti fino dalle prime ore dell'alba". E' quanto dichiarano il consigliere regionale di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli e il consigliere comunale Marco Marsilio.
"Grazie alla resistenza passiva dei nostri ragazzi - hanno precisato Rampelli e Marsilio - che si sono schierati barricati dentro l'edificio e degli inquilini che hanno fatto picchetto davanti al portone, alla fine la Polizia ha dovuto recedere dall'intenzione di sfrattare gli inquilini, anche se restano i rischi di nuovi blitz a breve termine poiché il rinvio non è stato notificato dall'ufficiale giudiziario. Questo decennale problema sociale, che oggi ha raggiunto un altissima tensione, ha mobilitato molti consiglieri del I Municipio e consiglieri comunali delle varie forze politiche, a testimonianza che la battaglia di An contro la desertificazione del centro storico sia definitivamente diventata un patrimonio comune".
"E' vergognoso - hanno aggiunto i due esponenti di An - che gli appartamenti dello stabile siano già stati messi in vendita, con tanto di annunci sui giornali, senza che sia stata fatta nessuna proposta di acquisto agli inquilini".
"Chiediamo pertanto alla proprietà - hanno concluso Rampelli e Marsilio - un atto di ragionevolezza e lanciamo la proposta affinché il Comune acquisti in blocco l'immobile per risolvere la vicenda".

Roma, 22 gennaio 2004
RAMPELLI SU MUSEO DELLA SHOAH IN VIA CAPO D'AFRICA
"Siamo ovviamente favorevoli all' istituzione di un museo della Shoah a Roma e penso che le istituzioni debbano insieme individuare una localizzazione idonea". È quanto dichiara il consigliere regionale di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, che precisa: "L'immobile di via Capo d'Africa mi pare però che sia poco adatto a ospitare una tale struttura. Voglio rammentare che abitanti e operatori del rione Celio aspettano da decenni dalle istituzioni il trasferimento del locale centro anziani. Quello attuale è insufficiente e insalubre nella sua ubicazione. E sarebbe bello, in una prospettiva di continuità, affiancare una nuova biblioteca e ludoteca per ragazzi all'interno della quale custodire - magari - come propose il primo Municipio all'epoca governato dal centrodestra, una sorta di casa dei rioni. Un luogo dell'identità di Roma dove conservare e valorizzare simboli e tradizioni della nostra città".
"Penso comunque - ha concluso Rampelli - che la Regione debba trovare il modo di preservare l'esperienza dell'attuale gruppo di giovani occupanti".