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Archivio Comunicati 2003: Settembre

Scritto da Super User. Postato in Notizie 2003

Roma, 17 settembre 2003
Rampelli, legge sui cani pericolosi, controlli non solo per le razze 'all'indice'
"Applicabile solo grazie ai miglioramenti apportati da An"

"Con gli emendamenti presentati da Alleanza nazionale abbiamo evitato che questa fosse una legge solo propagandistica, una scatola vuota da dare 'in pasto' all'opinione pubblica". È il commento del consigliere regionale di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, primo firmatario di due emendamenti approvati all'unanimità dal consiglio regionale del Lazio.
Il primo emendamento prevede che nel registro dei cani pericolosi debbano essere iscritti anche quelli che abbiano morso o provocato lesioni tali da richiedere l'intervento medico a prescindere dalla razza a cui appartengono. Mentre sono esclusi dall'obbligo di tale iscrizione i cani che abbiano attaccato per esservi stati costretti dalla necessità di difendere la proprietà privata, nonché quelli costretti in quanto vittime delle sperimentazioni farmaceutiche o dei combattimenti e quelli in dotazione alle forze dell'ordine.
Con il secondo emendamento si prevede che tali cani mordaci debbano essere sottoposti a un esame comportamentale da parte delle Asl che valutino la necessità e la durata di un percorso di recupero idoneo, una terapia collegata all'alterazione del comportamento e non alle lesioni prodotte. Infine, al termine del percorso di recupero, i servizi veterinari delle Asl hanno l'obbligo di certificare l'eventuale e persistente incapacità di gestione del cane da parte del proprietario. In questo caso, il cane viene sequestrato e, se ne viene accertata l'irrecuperabilità, il cane deve essere soppresso secondo le modalità previste dalla legge nazionale.
"Con queste modifiche - ha concluso Rampelli - si supera il rischio di un criterio di pericolosità basato soltanto sull'appartenenza a una razza, introducendo quindi anche la valutazione di parametri oggettivi come la reiterazione di comportamenti effettivamente pericolosi".

Rampelli su Esquilino - Barbiere: "Il Comune deve collaborare con la Regione"
"Salvaguardare il commercio tradizione all'Esquilino non basta più. La seconda fase della legge, che per forza di cose dovrà vedere una convergenza con le iniziative del Comune di Roma., dovrà portare nuovo commercio tradizionale e nuova residenzialità nel rione, sconfiggendo il disegno egemonico della comunità cinese e il degrado ambientale e commerciale che si è impadronito del territorio". È quanto dichiara il consigliere regionale di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, promotore della legge speciale per la riqualificazione del rione Esquilino, partecipando all'inaugurazione del negozio del barbiere Giuseppe Minatola, ristrutturato con i fondi della Regione.
Rampelli annuncia l'invio di una lettera aperta a tutti i residenti e commercianti dell'Esquilino in cui, garantendo la presenza dell'istituzione regionale sul territorio, chiede a tutti i cittadini italiani di non lasciare il rione, di rifiutare le buone uscite in contanti con cui le comunità straniere hanno stravolto il tessuto sociale del territorio. Lettera aperta nella quale saranno ricordati passo dopo passo tutte le iniziative assunte da An nei diversi ambiti istituzionali dal municipio al governo.
Martedì 16 infine una delegazione di associazione di residenti, sarà accompagnata dal nuovo prefetto di Roma, Achille Serra, per affrontare la problematica della sicurezza.

COME E PERCHÉ LA REGIONE LAZIO È SCESA IN CAMPO IN DIFESA DELL'ESQUILINO

Il degrado ambientale e la trasformazione sociale che hanno caratterizzato l'Esquilino negli ultimi venti anni, l'invasione senza regole del commercio all'ingrosso che ha trasformato interi isolati in piccole China Town hanno indotto il centrodestra - sotto la spinta di An - a occuparsi energicamente di tale fenomeno. Queste le tappe principali della destra:
- nel 2000 Storace, candidato alla presidenza della Regione Lazio, fu indotto dall'on. Rampelli, una sorta di difensore civico dei commercianti e dei residenti dell'Esquilino, ad assumere un forte impegno elettorale per riqualificare il rione nel caso di una vittoria su Badaloni;
- nel novembre 2000, Rampelli chiede l'istituzione di un tavolo regionale interassessorile che si occupi dell'emergenza Esquilino e che coinvolga gli assessorati Urbanistica, Sanità, Servizi Sociali e Attività Produttive;
- nel 2001 Rampelli promuove la legge speciale sull' Esquilino e centro storico finanziato con due milioni di euro e teso a sostenere le attività commerciali tradizionali prese d'assalto con ricche proposte di buona uscita dalle comunità straniere;
- nel 2002 viene emesso il bando che prevede la concessione dei finanziamenti;
- An realizza lo sportello sociale prestando consulenze a circa 400 commercianti;
- nel 2003 esce la graduatoria che finanzia sessanta esercizi tradizionali il primo dei quali è stato inaugurato oggi a via Bixio, un barbiere che stava per essere costretto a lasciare la zona;
- nel gennaio 2003, con un emendamento al Bilancio di previsione, Rampelli garantisce il rifinanziamento per ulteriori due milioni di euro per la stessa legge, entrata nella manovra finanziaria senza copertura;
- Nel 2004, grazie anche a una modica apportata prima dell'estate 2003, la legge regionale passerà alla sua seconda fase: dal sostegno alle attività esistenti al finanziamento di progetti tesi a immettere nuovo commercio tradizionale per contrastare le mire egemoniche della comunità cinese.

Roma, 5 settembre 2003
Rampelli su Tangenziale: Segnale di civiltà, ma necessario abbatterla tutta.

“La demolizione della sopraelevata è un oggettivo segnale di civiltà che una forza di opposizione responsabile deve salutare con la giusta enfasi, senza se e senza ma”. È quanto dichiara il consigliere regionale di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, a commento della decisione della giunta comunale di abbattere la Tangenziale Est.
“Coloro che – ha proseguito Rampelli – hanno voluto insudiciare l’immagine di Roma negli Anni ’70 con l’aberrante realizzazione di una strada che correva nella casa dei cittadini fino a violare l’intimità dei sacri luoghi domestici e divenire l’immagine caricaturale del degrado urbano riprodotta nei film di Fantozzi, andrebbero costretti fisicamente a imbracciare il piccone e a farsi sanguinare le mani fino all’abbattimento dell’ultima pietra di quell’orrore”.
“Se Veltroni e Di Carlo mostrano intenzione autentiche a riguardo – ha aggiunto Rampelli- avranno il mio sostegno politico e professionale. Ma il tema all’ordine del giorno deve essere ampio e andare al di là della demolizione di un paio di rampe come del resto propose proprio An nel 1994: la tangenziale deve essere integralmente eliminata per rispetto dell’immagine di Roma oltre che per migliorare la qualità della vita dei quartieri interessati”.
“Quando si discute di mobilità – ha puntualizzato l’esponente di An - occorre tener presente che nessuna scorciatoia potrà più essere praticata qualora prescinda dalla qualità urbana. Schierarsi per la demolizione della Tangenziale Est significa non proporre più viadotti in sopraelevazione o circonvallazioni a raso (come quelli avanzati da Rutelli che dalla Batteria Nomentana arrivavano all’Ostiense bloccati dagli emendamenti miei e di Marsilio), significa ricucire tutti i valli ferroviari, costruire le metropolitane solo in sotterranea (almeno i tratti urbani), rifiutare di spaccare i quartieri con monorotaie e metro cosiddette leggere.
“Solo in quest’ottica – ha concluso Rampelli - l’iniziativa annunciata dagli amministratori capitolini ha un senso, una dignità e una coerenza”.