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Colosseo, Rampelli: Il vero scandalo del Colosseo sono le proroghe sulla gestione senza gara...

Scritto da Super User. Postato in Notizie 2015

... COME FACEVANO CON BUZZI.

BIGLIETTAZIONE E SERVIZI AFFIDATI PER 15 ANNI AI SOLITI NOTI

“Una gravissima violazione delle regole sulla concorrenza, così come ha anche affermato la Corte dei Conti si abbatte sul Colosseo. Per 14 anni Coop Culture ed Electa Mondadori hanno gestito bigliettazione e servizi ai turisti senza gara ma grazie a proroghe, incamerando centinaia di milioni di euro. È arrivato il momento di garantire trasparenza e bloccare questa irregolarità".

È quanto ha affermato il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli rispondendo al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini interrogato in question time sulla gestione dei sistemi di bigliettazione e servizi turistici dell’Anfiteatro Flavio.

"Il ministro - ha aggiunto Rampelli - ha riconosciuto l’esistenza di  posizioni di privilegio inaccettabili. Non si capisce neppure perché  queste aziende, dopo aver intascato tanti quattrini, non si siano neppure preoccupate di partecipare all’opera di restauro, per la quale è dovuto intervenire l'imprenditore Della Valle, probabilmente ignaro di trasferire buona parte dei suoi soldi nelle tasche di questi 'geni' che guadagnano senza contropartite cifre stellari. Anche Topo Gigio sarebbe capace di attrarre turisti nell'Anfiteatro Flavio...".

“Ci auguriamo – ha concluso Rampelli – che il tempo delle proroghe sia finito. In caso contrario chiediamo all'autorità giudiziaria, che ha giustamente rilevato le anomalie degli affidamenti diretti e delle proroghe legate all'indagine "Mafia capitale" di interrogarsi per capire come mai uno dei monumenti più conosciuti e visitati del mondo è gestito con proroghe da 15 anni”.

“Se il ministero farà un'altra proroga presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica. Abbiamo per questo sollevato il dubbio che il caos voluto da Renzi sulla famosa assemblea sindacale del 18 settembre sia collegato a un tentativo di privatizzare ulteriormente la gestione di un monumento dove i turisti  ‘cadono dentro’, che potrebbe essere gestito tranquillamente dal pubblico aumentando gli introiti per lo Stato".