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Migranti, Rampelli: E' un business sulla disperazione...

Scritto da Super User. Postato in Notizie 2015

... CON LA SCUSA DELLA SOLIDARIETA’. HO QUASI NOSTALGIA PER CHI RUBA SULLE OPERE PUBBLICHE

Per stroncare l’affarismo delle coop rosse e bianche sui migranti: meglio dare i soldi direttamente ai richiedenti asilo

“Questo traffico di denaro sulla disperazione dei migrantii, che si nasconde dietro un umanitarismo finto e interessato, guarda solo quei clandestini che a casa loro sono più facoltosi di altri e possono permettersi di pagare migliaia di euro ai trafficanti di uomini - spesso collegati con la mafia - per provare a fuggire dalle loro terre. E' uno strabismo della sinistra italiana ed europea che abbandona al sangue e alla persecuzione donne, anziani e bambini perché troppo fragili per affrontare avventure e troppo costosi per essere messi in salvo dall'Occidente. Una solidarietà sospettosamente selettiva che produce un'ecatombe di morti, i deboli travolti dalle bombe dei tiranni che meriterebbero più di altri la solidarietà perché meno attrezzati per sopravvivere alle violenze e coloro che annegano nel Mediterraneo dopo essere stati attratti sui barconi con messaggi deviati”. È quanto ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli durante la trasmissione Radio Anch’io.

“Il paradosso è che questo traffico di soldi sulla disperazione con la scusa della solidarietà- ha proseguito- non è poi tanto diverso rispetto a chi ruba sugli appalti di ponti e viadotti. In una classifica dei paradossi è cento volte meno peggio chi corrompe i funzionari della pubblica amministrazione per assicurarsi la gestione di cemento armato e tralicci di chi lo fa sulla miseria e la sofferenza”.
E a margine della trasmissione, Rampelli aggiunge: “Alcuni operatori del sociale stamane hanno tentato di aggredirmi verbalmente nel corso della trasmissione 'Radio Anch'io' in collegamento dal centro accoglienza della Stazione Tiburtina, ma a loro ho ricordato che non è un'economia sana quella che destina 35 euro al giorno per migrante (70 per i minori) per darne 33 agli operatori e 2 ai bisognosi. Se proprio quella deve essere la cifra calcolata per la sopravvivenza e quello il modello prescelto (cosa che notoriamente noi contestiamo), pur rammentando che i pensionati sociali italiani si fanno vivere con 15 euro al giorno, allora tanto vale dare quei soldi direttamente agli interessati sottoforma di sussidio. In questa maniera saranno almeno liberi di prendere una casa in affitto, scegliersi la città dove abitare, cosa mangiare, in quale scuola iscriversi per imparare le lingue, dove formarsi per cercare lavoro. Perché non ha senso avere la libertà di circolare per poi essere schiavi delle cooperative rosse e bianche e del loro assistenzialismo. Una famiglia di immigrati fatta di 4 persone, due adulti e due bambini, incamererebbe la bellezza di 6300 euro al mese e potrebbe risiedere tranquillamente nel quartiere Parioli frequentando istituti privati più che qualificati. La libertà o è globale o è un gargarismo interessato, una foglia di fico per coprire il business”.

“Infine, a proposito di solidarietà- ha concluso Rampelli- che dovrebbe essere gratuita per definizione, c'è il business di Stato, cioè l'altra verità che emerge sempre più insistentemente in questo triste dibattito: il calcolo di quanti immigrati servono per sostenere tra qualche decennio il nostro welfare, visto che lo Stato invece di fare politiche per promuovere la costituzione di nuove famiglie e invertire l'andamento demografico drammatico che ci caratterizza da oltre vent'anni, ritiene che la risposta ai conti dell’Inps in rosso sia pagare chi viene da fuori...”.