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Su presepe gay: "Siamo al bullismo istituzinale"

Scritto da Super User. Postato in Notizie 2006

''Non si puo' confondere sacro e 
profano, anche la decenza politica ha un limite'': cosi' il 
deputato di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, a commento del 
presepe gay a Montecitorio.

 ''Non e' la prima volta   sottolinea 
Rampelli - che i rappresentanti della sinistra si macchiano di 
intemperanze che rasentano il bullismo istituzionale. Prima 
Caruso con la semina della marijuana, poi siamo stati deliziati 
da esigenze fisiologiche del terzo sesso, ecco il circo Prodi in 
tutta la sua ridicola rappresentazione, speriamo di non dover 
assistere ad una Befana transessuale''.

 

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Su Sant'Andrea e conti sanità

Scritto da Super User. Postato in Notizie 2006

“Il premio d’eccellenza al Sant’Andrea, unico ospedale laico nella terna di oggi, ? una notizia che ci rallegra e che conferma quanto abbiamo da sempre sostenuto". 

Per chi ? stato protagonista della trasformazione del Sant'Andrea da simbolo dello spreco a centro di eccellenza, ;;per chi si ? impegnato per difenderlo dall'assalto del vecchio sistema e da quelle logiche clientelari e poco trasparenti che hanno messo in ginocchio la sanit? laziale, questo riconoscimento giunge come l’attestazione del buon lavoro svolto”. “Una bella notizia che ha come contraltare, per?, la relazione negativa svolta dall’advisor KPMG sul debito patrimoniale sanitario della Regione. Al di l? della consistenza del debito, alcune frasi enunciate dall’agenzia lasciano senza fiato perch? pongono seri dubbi sulla veridicit? e sulla completezza delle fonti utilizzate”.

“Che sia una bocciatura dei resoconti stilati da Marrazzo ? fuori discussione. Tanto basta per ridurre la credibilit? del presidente e della sua giunta ai minimi storici”.

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Pianta organica Ospedale Sant'Adrea:

Scritto da Super User. Postato in Notizie 2006

"L'approvazione della pianta organica dell'Ospedale Sant'Andrea rappresenta il primo passo verso la stabilizzazione dei precari e degli esternalizzati. ? una conferma della centralit? che tale nosocomio ha nel sistema sanitario laziale". 

"Come in tutte le sfide importanti,  questo risultato ? stato raggiunto grazie alla mobilitazione di tutte le forze politiche, dei sindacati e dei lavoratori che hanno saputo saldare le proprie energie attorno a una prospettiva di rilancio e di collaborazione".

"Unica nota stonata  ? rappresentata da una volgare strumentalizzazione di qualche irriducibile estremista che non ? tanto interessato a una lotta con prospettive di vittoria per i lavoratori, quanto a una lotta finalizzata a portare consenso ad alcuni partiti".

"Per chi ? stato protagonista della trasformazione del Sant'Andrea da simbolo dello spreco a centro di eccellenza,  per chi si ? impegnato per difenderlo dall'assalto del vecchio sistema e da quelle logiche clientelari e poco trasparenti che hanno messo in ginocchio la sanit? laziale, la prospettiva della parificazione del personale rappresenta una grande gioia e la certezza che l'Azienda ospedaliera pu? continuare da oggi la sua crescita".

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rotesta atenei: Prodi e Mussi come i Lanzichenecchi

Scritto da Super User. Postato in Notizie 2006

"Sulla ricerca Prodi ? riuscito laddove nessuno era mai arrivato, superando abbondantemente nei tagli al bilancio il tanto vituperato Governo Berlusconi: saccheggiare il futuro dei nostri giovani, distruggere nelle universit? l'entusiasmo delle ricerca e dell'impegno".



 "A nostro memoria  non si ? mai verificata nella storia repubblicana una protesta di cos? ampia portata. La decisione della Crui ? una vera e propria forma di resistenza civile contro un esecutivo che non ha esitato a dichiarare guerra all'Universit?, alla ricerca e agli studenti gi? nel luglio scorso con il Decreto Bersani".

"Oggi con questo maxiemendamento che non recepisce nulla delle richieste avanzate dal mondo accademico e dai rappresentanti degli studenti, il governo getta la maschera. Siamo all'anno zero. Parafrasando Gucciardini sul sacco di Roma a opera dei Lanzichenecchi, Prodi ha gettato tutte le cose sacre per terra aggiungendovi infiniti vilipendi".

"N? proviamo interesse per la posizione del ministro,  presunta vittima di correnti congressuali. Le vittime sono la formazione, la ricerca scientifica e i ricercatori, gli studenti universitari. Mussi dovrebbe dimettersi perch? dovrebbe rispondere alla sua coscienza e non a logiche di partito".

"Ci conforta solo sapere che  gli studenti non si arrendono di fronte a questo scempio. Stanno partendo proteste in tutta Italia. E noi saremo con loro".

 

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Su mozione Cina: Sinistra giustificazionista

Scritto da Super User. Postato in Notizie 2006

Sul problema dell'embargo al 
commercio di armi verso la Cina, la sinistra, nel dibattito di oggi 
alla Camera, ha tenuto comportamenti minimalisti e vagamente 
giustificazionisti' nei confronti di Pechino. La 
discussione di oggi ? scaturita dall'iniziativa di An che ha 
presentato la prima mozione nella quale si vincolava il governo 
italiano a non chiedere la revoca dell'embargo sul commercio delle armi verso la 
Cina, recependo le risoluzioni votate dal Parlamento europeo. 

  Il 
comportamento della maggioranza  rappresenta ''un 
ulteriore passo verso l'isolamento internazionale dell'Italia''.

      Un'iniziativa che si resa necessaria dopo 
le incaute affermazioni di Prodi nel corso della missione italiana a 
Pechino, nelle quali si garantiva l'impegno dell'Italia per la revoca 
dell'embargo da parte dell'Unione europea. Successivamente c'e' stato 
un proliferare di mozioni sulla stessa materia, di maggioranza e di 
opposizione. Oggi il centrosinistra ha ritirato le sue depositando un 
nuovo testo unitario, purtroppo di basso profilo. Pare infatti che il 
ministro degli esteri D'Alema in persona abbia sconsigliato di 
accettare la formula voluta dal centrodestra e votata dal Parlamento 
europeo che manteneva perentoriamente l'embargo sulle armi''.

''Nella versione edulcorata della sinistra 
compare invece il concetto di 'subordinare' la 
revoca dell'embargo ai progressi della Cina sul piano del 
riconoscimento dei diritti umani. Nella dichiarazione di voto di oggi 
mi sono limitato -spiega l'esponente di An- a far notare che si 
trattava non di un generico embargo commerciale, ma di un embargo 
sulla vendita di armi verso un regime dittatoriale e che, di fronte a 
un paese governato da militari, nessuno avrebbe tenuto comportamenti 
minimalisti e vagamente giustificazionisti come accaduto oggi''.

      ''Questa la ragione per la quale il centrodestra, in blocco, ha 
votato contro la mozione della sinistra. Compresa l'Udc. Il documento 
dell'Udc, votato come tutti gli altri, conteneva anche rivendicazioni 
per diritti umani e religiosi, votati per parti separate e quindi 
approvati da quasi tutta l'aula. Ma il dato politico  e' che tutte le mozioni dell'opposizione, si sono viste 
bocciare i punti relativi all'embargo. Una vergognosa strizzata 
d'occhio al regime comunista di Pechino e un ulteriore passo verso 
l'isolamento internazionale dell'Italia''.

Leggi intrevento in Aula, marted? 12 dicembre 2006, a seguire testo mozione:

FABIO RAMPELLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, lasciatemi dire sinceramente che, da quando ? iniziata la discussione delle mozioni in oggetto, ci aspettavamo, prima di giungere alle dichiarazioni di voto, un atteggiamento completamente diverso da parte della maggioranza. 
Stiamo discutendo, infatti, non di ?lana caprina?, ma proprio della riproposizione, sotto forma di mozioni, di una precisa ed esplicita volont?, sancita dal Parlamento europeo con una votazione quasi ?bulgara?, perch? si era registrato un piccolo numero di parlamentari astenuti ed un numero ridottissimo di voti contrari. 
Ricordo che la risoluzione approvata dal Parlamento di Strasburgo, rispetto al mantenimento dell'embargo sul commercio delle armi con la Cina, era prescrittiva e perentoria. 
Vorrei segnalare che si tratta non di un embargo sic et simpliciter (poich? non parliamo di un embargo commerciale), ma proprio di un embargo sulla vendita e sul transito di armi verso la Cina. Si tratta di un paese comunista e, soprattutto, di uno Stato che ha un regime dittatoriale. In Cina, infatti, vi ? un vero e proprio totalitarismo, che nega le libert? fondamentali e che, come abbiamo ascoltato affermare da numerosi colleghi nel corso del dibattito che si ? svolto, applica la pena capitale in misura davvero preoccupante! 
Ogni paragone, quindi, con gli Stati Uniti d'America ? valido dal punto di vista dei principi. Infatti - a nostro giudizio - ? condannabile anche la pena capitale che viene applicata negli Stati Uniti d'America anche se, comunque, la situazione americana non ? minimamente paragonabile alla mole di omicidi, talvolta con autentici processi sommari, che si consumano in Cina; un paese dove - come sappiamo bene - esiste la tortura e non ci sono diritti civili e politici tanto che potremmo tranquillamente paragonarlo alle dittature militari della peggiore specie che andavano tanto di moda fino a qualche decennio fa in America latina. 
Se oggi in Parlamento si fosse discusso sul mantenimento dell'embargo sul commercio e il transito di armi verso una dittatura militare, probabilmente avremmo dato davvero in escandescenze; il Parlamento si sarebbe indignato se qualcuno avesse voluto difendere la posizione di chi vorrebbe proseguire nel vendere armi a terribili, ciniche e inaccettabili dittature militari. Oggi, invece, va per la maggiore la pratica dei distinguo e le versioni, compresa la riformulazione della mozione da parte della maggioranza di centrosinistra, sono cos? edulcorate che, a mio giudizio, sono inaccettabili. Anche questa ? la ragione per la quale, signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo di dover respingere al mittente la riformulazione del dispositivo della mozione di cui sono primo firmatario e di riproporlo nella sua versione originale. Il mio gruppo, quindi, voter? a favore delle mozioni del centrodestra respingendo le riformulazioni proposte da parte del centrosinistra per le ragioni espresse. 
Signor Presidente, mi permetta un'ultima battuta indirizzata verso coloro che hanno polemizzato con il centrodestra in virt? del viaggio che fu fatto dal Governo precedente - due anni fa per l'esattezza -, 
in quanto in quella circostanza la posizione assunta fu assolutamente in sintonia con quella attuale del Parlamento europeo; quindi bisogna prescrivere l'atteggiamento e dire che l'embargo viene mantenuto, a meno che la Cina non sia concreta nel dimostrare di voler imboccare, una volta per tutte, la strada della democrazia, del riconoscimento dei diritti civili e della moratoria sulle pene capitali e, quindi, la strada della democrazia planetaria.

Atto Camera 

Mozione 1-00026 
presentata da 
FABIO RAMPELLI 
venerd? 22 settembre 2006 nella seduta n.040

La Camera

premesso che: 

il Presidente del Consiglio dei ministri - in occasione della recente missione del Governo in Cina - ha dichiarato che il Governo italiano ? favorevole a togliere l'embargo sul commercio di armi con la Cina; 

nel corso di una conferenza stampa congiunta con il premier cinese Wen Jabao, il Presidente Prodi ha dichiarato che si tratta di una questione fondamentale da risolvere al pi? presto, preannunciando che si impegner? in questo senso in sede europea e che continuer? a lavorare con i principali partner dell'Italia per giungere all'abolizione dell'embargo; 

l'Unione europea aveva decretato l'embargo dopo i fatti di Tienanmen del giugno 1989 quando la repressione del governo cinese colp? centinaia di studenti che protestavano sulla piazza di Pechino; 

il portavoce della Commissione europea, Pietro Petrucci, ha ieri affermato che la Commissione europea non intende rimuovere l'embargo, visto che in Cina non sono ancora avvenuti progressi dal punto di vista del rispetto dei diritti umani; 

gi? nella risoluzione adottata in data 18 dicembre 2003, il Parlamento europeo riteneva che la Cina dovesse dimostrare di aver compiuto progressi significativi nel campo dei diritti umani prima che l'Unione europea potesse prendere in considerazione una revoca dell'embargo sul commercio delle armi; al tempo stesso si invitavano il Consiglio e gli Stati membri a mantenere l'embargo e a non allentare le restrizioni nazionali vigenti sulla vendita di armamenti; 

negli anni seguenti sono state approvate a livello europeo numerose altre risoluzioni sulla Cina: l'8 settembre 2005, sulle violazioni dei diritti umani (in particolare in materia di libert? di religione), il 7 luglio 2005, sulle relazioni tra l'Unione europea, la Cina e Taiwan, il 28 aprile 2005, sulla relazione annuale sui diritti umani nel mondo nel 2004 e - tra il 2004 e il 2005 - sul Tibet e la situazione dei diritti umani in Cina nonch? sul caso di Tenzin Delek Rinpoche, Lama buddista, imprigionato e torturato; 

anche quest'anno il Parlamento europeo non ha mancato di denunciare la grave situazione dei diritti umani in Cina; 

nella risoluzione del 2 febbraio 2006, sugli aspetti principali e le scelte di base della Politica estera e di sicurezza comune europea, si ? sottolineata la necessit? di migliorare le relazioni con la Cina in modo tale da compiere progressi non solo nel settore commerciale ed economico ma anche sulle questioni relative ai diritti umani e alla democrazia; a tal fine, il Parlamento europeo ha ribadito la sua richiesta di un codice di condotta vincolante dell'Unione europea sulle esportazioni di armi e ha invitato il Consiglio a non revocare l'embargo sulle armi fino a quando non saranno stati compiuti maggiori progressi nel campo dei diritti umani e dei controlli sulle esportazioni di armi in Cina e nelle relazioni tra le due sponde dello Stretto di Taiwan; 

solo in data 7 settembre 2006, infine, il Parlamento europeo ha approvato a larghissima maggioranza (351 voti favorevoli, 48 contrari, 160 astenuti) una risoluzione nella quale ?riconosce che l'UE non dovrebbe revocare l'embargo fintanto che non sar? in vigore un codice di condotta giuridicamente vincolante sulle esportazioni di armi e non sar? stata affrontata adeguatamente la situazione dei diritti umani e delle libert? civili e politiche, inclusa la questione di Piazza Tienanmen? (punto 12); 

la risoluzione europea, in particolare, ?richiama l'attenzione sui timori del mondo esterno, in particolare dei vicini regionali di Pechino, circa il fatto che, dalla met? degli anni novanta, la spesa militare cinese registra ogni anno un tasso di aumento a due cifre; pertanto, raccomanda vivamente che l'embargo sulle armi imposto dall'Unione europea nei confronti della Cina resti immutato fino a che non saranno stati compiuti maggiori progressi in materia di diritti umani?; ricorda, infine, la necessit? di includere nei prossimi negoziati sulla politica europea di vicinato e sugli accordi di partenariato e di cooperazione l'adesione all'embargo sul commercio di armi decretato dall'Unione europea nei confronti della Repubblica Popolare Cinese? (punto 78); 

il Parlamento europeo, da ultimo, sottolinea che ?esiste un legame diretto tra l'ovvio interesse cinese di poter accedere all'alta tecnologia militare europea e la revoca dell'embargo sulle armi decretato nei confronti della RPC (Repubblica popolare cinese) e che ci? ha conseguenze significative per la coesione delle relazioni transatlantiche e la posizione di mercato dell'industria europea delle armi ad alta tecnologia? (punto 79); 

il Presidente del Consiglio dei ministri in pi? di un'occasione ha affermato che intende ricollocare l'Italia nel solco della politica europea auspicando la coincidenza tra interesse nazionale ed interesse europeo; 

la legge 9 settembre 1990, n. 185, ?Nuove norme sul controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento?, all'articolo 1, comma 6, lettere c) e d) stabilisce il divieto di esportazione e transito di materiali di armamento verso i Paesi nei cui confronti sia stato dichiarato l'embargo totale o parziale delle forniture belliche da parte dell'Unione europea nonch? verso i Paesi i cui governi sono responsabili di accertate violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti dell'uomo, 
impegna il Governo 
a non intraprendere a livello europeo alcuna iniziativa diretta a revocare l'embargo sul commercio delle armi con la Cina, tenuto conto della ferma posizione del Parlamento europeo e considerata l'assenza di progressi nel dialogo con tale paese a causa delle continue violazioni in materia di diritti umani. 

(1-00026
?Rampelli, Ciocchetti, Dionisi, Tremonti, Forlani, Volont?, La Russa, Meloni, Elio Vito, Buonfiglio, Lisi, Ciccioli, Formisano, Holzmann, Patarino, Rositani, Bellotti, Buontempo, Gamba?.