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Nucleare, no a impianti in sicilia, Scajola ricordi voto italiani

Scritto da Super User. Postato in Notizie 2009

"Nel giorno in cui viene ventilata l?ipotesi di una centrale nucleare in Sicilia, mi ostino a far presente al ministro Scajola che i cittadini italiani sono, nella stragrande maggioranza, contrari all'energia nucleare tradizionale, compresi quegli elettori che hanno consentito al centrodestra di vincere e al Governo attuale di insediarsi".

"L'Italia non può rincorrere l'emergenza energetica, ha bisogno del mix di fonti, di incrementare da subito, il partenariato con gli stati produttori di energia nucleare da fissione, senza importare impopolari e ingombranti reattori non compatibili con la sua morfologia e le sue vocazioni di fondo. La Sicilia è una delle terre italiane dove collocare un fungo nucleare sarebbe un'ignominia. I templi della Magna Grecia, le chiese barocche, i teatri romani, le coste straordinariamente ricche di bellezze naturali e pescose, l'agricoltura, i vulcani ancora attivi, sono indicatori espliciti di questa incompatibilità". ?Inoltre l'Italia deve smetterla di utilizzare le migliaia di miliardi del Cip 6 per foraggiare fonti non rinnovabili e deve dare un profilo industriale all?energia pulita puntando oggi per domani al nucleare pulito".

"Uno studio recente della competente commissione senatoriale ha svelato che entro 40-50 anni l'energia prodotta con il nucleare pulito potrebbe entrare nelle case degli italiani, previsioni fatte con il parametro delle attuali tecnologie e conoscenze. Ma la ricerca tecnologica, come sappiamo, è una sorta di acceleratore lineare e si può presumere che questo tempo, con la giusta dose di volontà politica ed investimenti, potrebbe essere fortemente diminuito. Per dare centralità all'Italia nel quadro internazionale ed emanciparla dai monopoli energetici del Medio Oriente, dell'Est europeo, e dell'estremo Occidente è come provò a fare il compianto Enrico Mattei è occorre arrivare per primi a conquistare le tecnologie con le quali si produrrà energia nel futuro e non arrivare ultimi alle tecnologie già in uso negli altri Paesi occidentali".