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Dialetto nelle scuole ne snatura l'origine

Scritto da Super User. Postato in Notizie 2009

"Ingessare il dialetto in una materia scolastica, forse i ministri Bossi e Zaia si dimenticano, significa snaturarne l'origine: i dialetti si 'studiano' nelle strade, si ascoltano nelle contrade, si orecchiano dai vecchi saggi, si leggono in talune opere letterarie atipiche, si rigenerano nelle opere teatrali. Ci sono mille modi per impararlo e promuoverlo, ma mai insegnandolo a scuola".

Il dialetto e anti-didattico per definizione, sgrammaticato per scelta, non è un'istituzione ma uno slang e chi lo vuole formalizzare lo immiserisce e rischia di ucciderlo".

"Insistere nel proporre l'insegnamento dei dialetti a scuola è una burla che qualifica chi la propone. La scuola ha il compito di rintracciare e diffondere radici culturali e idiomi capaci di mettere insieme nord e sud d'Italia, e far comunicare senza barriere linguistiche i popoli del mondo. L'approfondimento delle caratteristiche locali, tassello significativo del puzzle nazionale, è argomento troppo serio per scivolare nel mero calcolo elettorale che a mio parere ispira la proposta di inserimento del dialetto nei programmi scolastici".

"E' giusta invece l'impostazione del ministro Gelmini quando sottolinea come la scuola debba occuparsi di trasmettere ai giovani la conoscenza dell'identità, della storia dei luoghi e della cultura di un determinato territorio".