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Ha ragione Galan, Regioni del Centro assenti da dibattito

Scritto da Super User. Postato in Notizie 2009

"Il presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan intervistato oggi dal Sole 24 ore,  ha centrato il punto: l'assenza del centro Italia dal dibattito che sta infuocando il rapporto tra Regioni e Governo non giova. Lo abbiamo sostenuto già in altre occasioni: il Lazio, l'Umbria e la Toscana si trovano accerchiate tra le legittime rivendicazioni del Nord e le altrettante legittime rivendicazioni del Sud".  

"Ma in questo modo le regioni centrali rischiano l'invisibilità, non solo istituzionale ma  politica. Sono dell'avviso, invece, che sia necessaria un'alleanza tra le Regioni e gli eletti del centro, di ogni schieramento politico,  affinchè le priorità di questa macro-area, accomunata da un'identità storico-culturale, possa rivendicare presso la Conferenza Stato-Regioni l'attenzione che merita?".

"E se qualcuno pensa di tapparci la bocca rinfacciandoci 'Roma Capitale', tale successo è solo una compensazione  infinitesimale di quanto Roma ha dato e dà all'economia nazionale per il ruolo che svolge come Capitale d'Italia, sede del Vaticano,  delle Istituzioni italiane e delle ambasciate, di partiti politici e di sindacati e centro mondiale di attrazione turistica. Le esigenze dell'Italia centrale sono subordinate al triangolo industriale al nord e all'assistenzialismo al sud,  tanto  caro alle mafie. Se al nord il problema sono i valichi e al Sud le infrastrutture, al centro sono l' ammodernamento del museo degli Uffizi, il restauro del Colosseo, la valorizzazione delle città di fondazione, la promozione di ville e castelli storici, orti, torri, basiliche, opere di architettura e ingegneria. La riscoperta del  porto di Ripetta, la ricucitura delle mura Aureliane, la pedonalizzare il cuneo verde che va dall'Appia Antica all'Arco di Costantino".

"Puntare insomma al patrimonio che identifica l'Italia centrale la cultura, l'arte e il paesaggio attraverso lo stanziamento di fondi adeguati per la valorizzazione di Regioni che, attraverso il turismo, attraggono milioni di presenze all'anno e contribuiscono al Pil. In poche parole, il centro Italia, luogo dell'identità nazionale, deve urgentemente 'infrastutturare' le proprie bellezze monumentali e naturali per dare mercato alla sua vocazione".

"Se non cesserà questa rincorsa eccessiva al campanile dovremo prendere coraggio e fondare nel centro Italia non un partito geografico di stampo tardo-medioevale, ma il Partito dell'identità, rivendicando per Roma, Firenze, Bologna, Perugia, Ferrara, Viterbo, Latina, Sabaudia, Sermoneta, Civita di Bagnoregio, Arezzo, Pisa, Lucca, Siena, Anagni, il diritto a utilizzare almeno i fondi che i loro cittadini versano nelle casse dello Stato".