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No al nucleare sporco dei poteri forti, sì a quello pulito

Scritto da Super User. Postato in Notizie 2007

"A vent'anni dal referendum sul nucleare sarebbe assurdo fare finta che nulla sia cambiato. Ma attenzione a non avviare l?Italia verso un cammino tardivo che la porterebbe, tra 15-20 anni, ad essere la retroguardia del nucleare sporco; quello da fissione, del quale ancora non si conoscono i risvolti in tema di salute e sicurezza n? le modalit? di smaltimento dei rifiuti radioattivi".

"L'Italia può e deve provare a diventare avanguardia del nucleare pulito (da fusione), consapevole di non poter colmare, neppure decidesse domattina la costruzione di nuove centrali, il ritardo con i paesi produttori di energia nucleare sporca; cio? con quanti non hanno spento i reattori vent'anni fa come accaduto in Italia in forza di una decisione popolare. Francia, Regno Unito, Germania, Stati Uniti, saranno sempre avanti a noi su questa tecnologia, quindi dobbiamo chiederci, pragmaticamente, se esista uno spazio e una convenienza a tornare indietro come i gamberi". 

"Il rapporto tra ambiente e uomo è una delle criticità del nostro tempo e ogni approccio propagandistico deve essere spazzato via: tanto quello catastrofista, quanto quello esageratamente ottimista. Ci vogliono, molto semplicemente, credibilità, realismo e autonomia dai poteri forti. Finchè non matureranno queste condizioni e finchè si navigherà a vista con argomenti vecchi e ridicoli, conserverà la mia posizione a favore del nucleare pulito e contro quello sporco, comprensibile dove già esiste, ma incomprensibile dove non c'è tanto più se si tratta di un paese a forte vocazione turistica come l'Italia. Rilevo che è comunque difficile smarcare l'ambientalismo dalla sinistra rincorrendo un vecchio treno a vapore pensando che da lì passi la modernità".