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Orsi: uccisi anche 14 grifoni

Scritto da Super User. Postato in Notizie 2007

 "Già a marzo avevamo segnalato al ministro Pecoraro Scanio l'avvelenamento di 14 grifoni nella riserva nazionale del monte Velino e nel parco regionale Sirente,  aree verdi di raccordo tra i Parchi nazionale del Gran Sasso e i Monti della Laga in Abruzzo".

"I rapaci trovati morti, a causa di esche avvelenate,  facevano parte di una colonia di circa un centinaio di esemplari. Nell'interrogazione avevo segnalato la possibilità che tale pericolo di avvelenamento potesse coinvolgere anche i lupi e gli orsi. La risposta del ministro è stata disarmante: nonostante l'attivazione di una task force della Guardia Forestale, il ministero giudicò del tutto evidente 'la difficolt? di comprovare le responsabilità individuali soprattutto laddove i casi di avvelenamento, come quello del Velino, determinano un numero così ingente di decessi di fauna selvatica su superfici di tale vastità'. Oggi Pecoraro Scanio fa la voce grossa e invoca pene esemplari contro i colpevoli. Il paradosso è che il primo colpevole è lui".

Leggi l'interrogazione e la risposta


RAMPELLI. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:

nelle ultime settimane sono stati avvelenati quattordici grifoni nel parco regionale Sirente-Velino e nella riserva naturale del monte Velino;

i grifoni facevano parte di una colonia di circa un centinaio di esemplari reintrodotti nell'Appennino centrale nell'ambito delle iniziative per la ricostituzione delle reti alimentari (trofiche) necessarie al riequilibrio degli ecosistemi naturali;

i rilievi compiuti per individuare le cause effettive della morte non si sono ancora conclusi ma gli elementi sinora raccolti confermano l'impiego di bocconi avvelenati;

la preoccupazione è che possano essere avvelenate altre specie a rischio, in particolare orsi, lupi e aquile reali;

soprattutto per i grandi rapaci il pericolo sembra davvero consistente: al momento, infatti, le aquile reali censite nel parco abruzzese sono soltanto tre;

sempre nella giornata del 6 marzo, la carcassa di un lupo è stata rinvenuta dagli agenti del Corpo forestale nel comune di Ortona dei Marsi, in un'area contigua del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise;

dai primi accertamenti, non presentando segni esterni imputabili all'impatto con un convoglio ferroviario e non avendo sul corpo fori da arma da fuoco, si presuppone che l'esemplare - una femmina di circa due anni - possa essere stato avvelenato;

sarebbe il secondo ritrovamento di lupo avvelenato nella zona dopo un primo caso risalente al 18 febbraio scorso;

questi recenti e ripetuti episodi dimostrano che è sempre più frequente l'usanza criminale di spargere esche trattate con veleno;

tali atti criminosi si sono intensificati facendo assumere al fenomeno dimensioni preoccupanti -:

se non ritenga opportuno intervenire con urgenza al fine di individuare i responsabili della preparazione e dispersione nel territorio di bocconi avvelenati e perchè ad essi siano comminate pene efficaci;

se non ritenga opportuno, per quanto di sua competenza, incrementare la sorveglianza all'interno delle aree protette abruzzesi, potenziando e valorizzando al tempo stesso le attività del Corpo forestale dello Stato;

quali ulteriori provvedimenti intenda adottare al fine di tutelare le specie a rischio di estinzione, nel rispetto di quanto stabilito dalle leggi vigenti e dalla normativa comunitaria e internazionale.

(4-02857)

 

Risposta. - L'interrogazione in esame riguarda l'incremento della sorveglianza delle aree protette abruzzesi, a seguito del rinvenimento di numerosi grifoni trovati morti avvelenati nel Parco Sirente-Velino e nella riserva naturale del monte Velino.

La direzione per la protezione della natura del ministero dell'ambiente, ha riferito quanto segue:

Il Parco regionale Sirente Velino è un importante elemento di congiunzione tra i Parchi Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga e d'Abruzzo. Questi siti hanno in comune il grande elemento di biodiversità determinato dalla presenza dei grandi mammiferi e dei grandi rapaci. Una volta, quando esisteva una più intensa attività pastorizia, erano presenti anche i grifoni. Per questa ragione, tali uccelli, pressochè scomparsi sono stati faticosamente reintrodotti attraverso la profusione di risorse umane e finanziarie ad opera di questo dicastero e del Corpo Forestale dello Stato.

La descrizione che segue è una sintesi delle informazioni pervenute dall'Ente Parco Regionale del Sirente Velino e dal responsabile del CFS.

Occorre premettere che i bocconi avvelenati rinvenuti erano tutti trattati con prodotto a base di Aldicarb, un carbammato insetticida nematocida utilizzato localmente nella difesa delle colture agricole del Fucino, la cui vendita è consentita solo presso i rivenditori autorizzati a soggetti provvisti di tesserino autorizzativo.

Tali bocconi, che formulati con residui di macellazione sono stati dispersi in diversi periodi e nella zona degli alti pascoli, forse approfittando anche della facile accessibilità

 

dei siti, dovuta anche alla scarsità di neve che si è verificata in questa stagione, non risulterebbero destinati a tali uccelli giacchè predatori di esemplari morti, ed in questo caso utili spazzini, ma verso i grandi mammiferi frequentatori della zona (lupi e raramente orsi) che più spesso sono soliti attaccare il bestiame che è lasciato allo stato brado. Occorre segnalare, tra l'altro che lo scorso autunno è stata denunciata la morte per la stessa causa di tre cani pastori.

Questo ministero ha immediatamente attivatato il Nucleo operativo ecologico per l'individuazione dei responsabili e il Corpo forestale de l'Aquila ha svolto prontamente le indagini il cui fascicolo è attualmente depositato presso il tribunale ma trattandosi di indagine ancora in corso la stessa risulta coperta dal segreto istruttorio.

Il Corpo forestale dello Stato ha individuato sia in Abruzzo che in altri settori del territorio nazionale l'utilizzo delle esche avvelenate come uno dei principali fattori di minaccia in grado anche di condizionare la dinamica naturale delle popolazioni di fauna selvatica per le specie più rare come l'orso.

In tale situazione il Corpo forestale dello Stato ha costituito uno specifico gruppo di lavoro, con la supervisione affidata al Comando regionale dell'Aquila, demandato al coordinamento di azioni di controllo del territorio con specifico riferimento ad un programma finalizzato alla prevenzione ed alla repressione dell'utilizzo di sostanze avvelenate. A tale fine è attivo un 'data base' che consente la ricostruzione del sistema di vendita e di acquisto dei prodotti tossici.

I recenti episodi del Velino, hanno comunque determinato un aumento della soglia di attenzione del personale del Corpo forestale dello Stato con un'intensificazione dei servizi mirati alla prevenzione e repressione della detenzione e del commercio illegale di sostanze velenose. Sono stati effettuati controlli, perquisizioni e comminate sanzioni.

Risulta tuttavia evidente la difficoltà di comprovare le responsabilità individuali soprattutto laddove i casi di avvelenamento, come quello del Velino, determinano un numero così ingente di decessi di fauna selvatica su superfici di tale vastità.

Il Corpo forestale dello Stato continuerà a garantire il proprio impegno volto alla tutela della fauna nel rispetto della normativa vigente. E' tuttavia essenziale che da tutti gli enti coinvolti nella gestione del territorio vengano sostenuti programmi mirati di educazione e di sensibilizzazione delle popolazioni locali con particolare riferimento verso coloro che operano negli ambienti rurali creando così una maggiore consapevolezza sulla gravità dei danni collaterali arrecati dall'utilizzo dei veleni soprattutto su specie animali innocue per l'uomo e per le sue attività economiche.

Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare: Alfonso Pecoraro Scanio.