Stampa

Intervento in Aula su emergenza rifiuti in Campania

Scritto da Super User. Postato in Notizie 2006

L'intervenuto in Aula sull'emergenza rifiuti in Campania.

Leggi l'intervento



Signor Presidente, colleghi deputati, signor rappresentante del Governo, la drammatica emergenza rifiuti in Campania, che rischia di seppellire sotto un cumulo di macerie le pi? oleografiche rappresentazioni di quello che ? stato definito il ?Rinascimento bassoliniano? e le pi? ottimistiche letture del governo del territorio, necessita di considerazioni meditate, perch? troppi e pesanti sono gli intrecci di natura amministrativa e politica, ma, soprattutto, merita risposte responsabili e progetti organici di ripensamento globale, per superare la fase fallimentare dei commissariamenti ad hoc. Non basta, per intenderci, la politica degli spot, ai quali purtroppo le istituzioni, in questi decenni, hanno abituato gli italiani. 
Dopo i dodici anni di poteri speciali in un comparto tanto lucroso - e perci? di fatale attrazione per le ecomafie - quanto strategico per la tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini, la situazione, per dirla con il capo della protezione civile, Guido Bertolaso, ? da sala rianimazione. Il meccanismo di smaltimento - ha riferito - ? ancora pi? farraginoso e lento rispetto alle previsioni, dal momento che esiste un'unica discarica. Senza entrare nella penosa questione degli illeciti, sui quali sta indagando la magistratura, vale la pena di ricordare che ritardi, inadempienze e il totale fallimento della raccolta differenziata vedono la Campania, insieme alla Puglia, al primo posto nel bottino delle infrazioni contestate dalla Commissione europea all'Italia. I quattro giorni di lavoro forsennato, a fine ottobre, per ripulire Napoli dall'immondizia, che superava il primo piano delle abitazioni (2.100 tonnellate raccolte in un giorno), non bastano a far tirare un sospiro di sollievo. La messa a norma del ciclo di smaltimento ? un carico enorme per un settore, come quello dei rifiuti campani, che in dodici anni di gestione commissariale ? costato all'erario pubblico 2 mila miliardi di vecchie lire. 
Conoscendo il pregresso di una situazione incandescente, frutto di oltre un decennio di miopia e di emergenza e scelte non dettate da criteri di efficienza e di compatibilit? ambientale, non si pu? guardare certo con soddisfazione a questo decreto-legge che tradisce contraddizioni di merito e di metodo. 
Il primo aspetto che balza agli occhi di questo provvedimento-tampone ? l'assenza di una copertura finanziaria, che viene, di fatto, bilanciata con un'ennesima vessazione per i cittadini. Il meccanismo individuato, infatti, rinvia a successivi aumenti tariffari, o meglio, ad una presunta tassa regionale sui rifiuti solidi urbani. 
Si tratta di una filosofia politica, prima ancora che contabile, che scarica l'incapacit? del Governo (e, quindi, della politica) sulle tasche dei cittadini della Campania, attraverso quello che potremmo definire un ulteriore inasprimento fiscale; peraltro, esso non sarebbe nemmeno quantificabile in via preventiva, ma verrebbe definito soltanto a seguito delle risorse che il commissario delegato spender? nel corso della sua attivit?. 
Mi riferisco ad un commissario che ha gi? fatto comprendere la sua intenzione di ?fare le valigie? se non verr? posto nelle condizioni di operare con la piena disponibilit? di tutti gli strumenti del caso. Una volta individuato Guido Bertolaso quale commissario straordinario per l'emergenza nel settore dei rifiuti, il minimo che si possa richiedere al provvedimento in esame ? l'individuazione di una somma da spendere per intervenire concretamente. 
Chiediamo, quindi, che il Governo metta a disposizione le risorse finanziarie necessarie per effettuare veramente lo smaltimento dei rifiuti in Campania, senza ricorrere al soccorso di altre regioni oppure inviando i rifiuti verso la Germania, come ? accaduto pi? volte. 
Osservo che a tutt'oggi, nel momento in cui parliamo, questa garanzia non esiste; come se non bastasse, mentre si prevede l'inasprimento della tassa a pi? di lista, al contempo si dimentica che ancora oggi ? in vigore l'articolo 59 del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, in base al quale i cittadini che oggi non utilizzano il servizio di nettezza urbana hanno la possibilit? di attivare meccanismi tali da consentire la detrazione della tassa relativa ad un servizio che non ricevono! 
Vi sono certamente responsabilit? nazionali, ma penso debba essere adeguatamente sottolineato che, in larga parte, le responsabilit? sono del presidente Bassolino e della regione Campania; esse sono aggravate dal fatto che Bassolino, oltre ad essere presidente della regione, per anni ha potuto sommare a tale potere quello di commissario straordinario. 
Vorrei evidenziare che centinaia sono stati i miliardi messi a disposizione per smaltire i rifiuti: in cambio, abbiamo avuto cumuli di spazzatura, i quali, come abbiamo ascoltato anche nel dibattito odierno, talvolta hanno superato persino i primi piani delle case napoletane! 
Se qualcosa deve essere rimproverato ai politici nazionali, forse possiamo prendercela di pi? con l'incapacit? di superare gli ostacoli che hanno impedito la realizzazione dei due termovalorizzatori previsti. Tali termovalorizzatori non sono stati costruiti perch? lo smaltimento dei rifiuti in Campania - ? bene ricordarlo - ? gestito, in larga parte, direttamente o indirettamente dalla criminalit? organizzata, la quale vuole mantenere lo status quo poich?, cos? facendo, pu? continuare ad arricchirsi. 
Dopo tanti clamori e polemiche, il decreto-legge in esame, cos? come si prospetta, rischia di essere quasi una ?camicia di forza? messa intorno al commissario Bertolaso. Da un lato, infatti, vi sono attestati di stima, ma dall'altro vi sono anche intralci burocratici e ?gabbie? costruite, evidentemente, con la collaborazione determinante del presidente Bassolino.


I rapporti che devono intercorrere con il governo del territorio destano in noi altrettante preoccupazioni. Delle due, l'una: il presidente della regione Campania o si assume la responsabilit? globale e torna a fare il commissario straordinario di Governo per i rifiuti, oppure prende atto del fallimento complessivo e mette il neocommissario nelle condizioni di procedere rispetto alle colpevoli omissioni della regione anche per quanto riguarda il piano cave. 
Sono anche altri gli aspetti che non ci convincono, come, ad esempio, le funzioni attribuite al commissario delegato ed i ruoli ripartiti tra i subcommissari. L'attenzione che il gruppo di Alleanza Nazionale ha sempre riservato ai problemi del Mezzogiorno ci ha condotto ad esprimere un'astensione dal voto nel corso dell'esame presso il Senato. Si ? trattato di qualcosa di pi? di un voto dubitativo, il quale, tuttavia, era legato ad un auspicio che, al tempo stesso, ? un preciso monito lanciato dall'aula di palazzo Madama al Governo. Evidentemente, esso non ? stato ancora raccolto dal ministro competente e dal Presidente del Consiglio, ma attendiamo comunque delle risposte in tal senso. 
Entro la fine dell'anno l'Esecutivo deve trovare fondi adeguati per fornire una risposta concreta - e non uno spot - ad un'autentica e drammatica emergenza che riguarda non soltanto i campani ma tutti noi. Se verr? percorsa questa strada, si trover? la nostra collaborazione; se invece le cose resteranno come l'attuale decreto lascia presagire, graver? su questo Governo e sulla maggioranza la responsabilit? di un altro fallimento, cos? pesante da rimanere seppelliti sotto un cumulo di insipienza ben pi? alto di quello dei rifiuti che drammaticamente soffocano Napoli e la Campania. Valuteremo quindi se confermare il voto di astensione, gi? espresso al Senato, o votare in senso contrario, in base a quanto dichiarer? il Governo in quest'aula. 
In conclusione, penso che la questione sia stata comunque posta ed affrontata in modo sbagliato. Sul problema della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti abbiamo ascoltato anche in quest'aula, nel corso del dibattito sulla conversione in legge di questo decreto, al massimo riferimenti al mancato raggiungimento delle soglie minime di raccolta differenziata in Campania, in particolare in alcune province, con rarissime eccezioni. Ci si comporta come se non esistesse un problema di filosofia generale in ordine a questa problematica. Effettivamente esiste una sorta di condizionamento da parte dei poteri economici che facciamo fatica a digerire. Infatti, si pu? immaginare un condizionamento delle ?sette sorelle? sull'estrazione e sulla commercializzazione del greggio o quello esercitato dai principali vettori di telefonia; si pu? capire il condizionamento presente sul complesso rapporto tra i network televisivi o nel settore del gas, del nucleare o dell'energia in genere. Tuttavia, il fatto che si subisca il ricatto delle lobby in materia di trattamento dei rifiuti, ben sapendo che tra i soci di maggioranza di questo business vi ? la criminalit? organizzata (camorra, mafia), scredita la politica e ne mortifica le prerogative. 
Dunque, bisogna intanto arrivare ad una riduzione a monte dei rifiuti. Finch? essi verranno prodotti in misura eccessiva rispetto alle possibilit? di smaltimento, dovremo sempre pi? frequentemente affrontare questo tipo di degenerazione. Non possiamo essere schiavi, da un lato, della logica delle discariche e, dall'altro, di quella di coloro che vogliono contrastare le discariche senza per? accedere ai termovalorizzatori. 
Vi ? una spinta, talvolta accolta persino dai ministri o comunque dalle associazioni ambientaliste, per l'avvio dei termocombustori, avvio che per? in alcune regioni non si ? ancora verificato. Non ci si ricorda di aver firmato il Protocollo di Kyoto, da noi sottoscritto ma poi disatteso. Nell'ambito del Protocollo di Kyoto si ? tenuta la Conferenza di Nairobi da cui ? emersa, con attenzione e forza, la preoccupazione internazionale in merito all'approvvigionamento energetico e all'incremento delle emissioni di gas serra da parte dei paesi in via di sviluppo ed emergenti, quali Cina ed India, e da parte di altre nazioni del terzo e quarto mondo. 
Non dobbiamo lasciarci condizionare dalle emergenze. Oggi stiamo a discutere per l'ennesima volta di un'emergenza senza esserci resi conto che essa non ? pi? tale, perch? siamo nella pi? totale ed assoluta ordinariet?. Forse abbiamo guadagnato un altro anno di tempo, ma ho qualche dubbio che in questo periodo di tempo si possa mettere a regime una problematica cos? complessa. Inoltre, dovremmo cominciare ad immaginare che, se in una regione si procede al commissariamento dei rifiuti, a quello per le risorse idrogeologiche, a quello della sanit?, dei bilanci o di alcuni comparti legati ad altrettante deleghe, forse vale la pena di sciogliere il consiglio regionale ed andare alle urne. 
Non ? possibile procedere al commissariamento di tali comparti: una volta sancita la necessit? da parte dello Stato di intervenire sulle regioni, ci? di fatto sentenzia il fallimento della politica nel suo rapporto con i cittadini, perch?, a fronte del problema della localizzazione dei termovalorizzatori piuttosto che delle discariche, non vi ? altrettanto evidente la volont?, la seriet? e la forza di assumere delle decisioni ritenute impopolari e resta indefinito il dramma di come raccogliere e smaltire i rifiuti. Da questo punto di vista ogni piano regionale riguardante questo settore lascia il tempo che trova.