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Riforma professioni: Mastella vuole un grande suk

Scritto da Super User. Postato in Notizie 2006

''Il ministro Mastella, oltre ad avere le idee confuse sull' 'universo' riforme, ci pare anche fortemente allergico alla concertazione. Speravamo che la 
partecipazione di ieri al convegno della Fondazione Nuova Italia sulla
Riforma delle professioni suonasse come un segnale di autentica 
disponibilita' senza pregiudizi''. 

Il ministro Mastella incontra tassisti e sindacati, Confindustria e altre categorie, ma non trova il coraggio di parlare con un solo avvocato, sposando la linea dell'intransigenza di classe del suo 'collega' Bersani. L'obiettivo e' di equiparare 
l'attivita' delle libere professioni all'attivita' imprenditoriale 
secondo logiche economiche, di profitto e di capitale''.

      "Nel decreto, 'oltre a non essere prevista la
definizione degli ordini, si vogliono cancellare, per gli avvocati e 
per i loro organismi, i caratteri di autonomia che da sempre connotano
la tradizione degli ordini forensi''.

"Non solo. Per l'accesso alla professione, l'attuale testo non 
parrebbe consentire di porre vincoli di predeterminazione numerica 
all'ingresso nelle scuole forensi, che molti, tra gli avvocati, 
vorrebbero diventassero gradualmente il canale necessario di ingresso 
nella professione. Sulla pubblicita', poi, addirittura si rafforzano 
le aperture del Dl Bersani; l'obiettivo pare essere quello di poter 
pubblicizzare i costi della prestazione''.

      "Gia', immaginiamo davanti ai tribunali strilloni che promuovono 'tre separazioni al prezzo di due' e 'l'assoluzione garantita anche per reati gravi' in un grande suk di 
dubbia professionalita' e con nessuna garanzia per i cittadini. Infine, fatto ancor piu' grave, la riforma proposta da 
Mastella e Co. ignora del tutto la questione della liquidazione 
giudiziale dei compensi per gli avvocati. Se queste sono le premesse, 
se qualcuno immagina davvero di voler impedire di preservare 
l'autonomia e l'indipendenza dell'avvocatura, fanno bene i 
professionisti a tornare alla piazza. Noi staremo dalla loro parte"