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DIRITTO ALLO STUDIO, PIU' DIRITTI AGLI STUDENTI

La riforma del diritto agli studi universitari è finalmente diventata realtà. La nuova legge, approdata in Consiglio regionale al termine di un lungo processo di valutazione che ha portato ad un confronto serio, propositivo e costruttivo con il mondo accademico e quello studentesco, le istituzioni e le organizzazioni sindacali, è stata approvata nella convinzione della necessità di riformare l'intero impianto della precedente normativa. Si è così ridato spazio a un diritto sacrosanto, disciplinando un sistema organico capace di trovare un equilibrio tra le esigenze di tutela del diritto stesso e la creazione di un valore economico nella gestione dei servizi e dei benefici connessi, in cui trovano ampio margine di azione gli studenti. E' importante il consenso dei vertici universitari e il plauso dei rettori, ma non esiste un'università degna della sua funzione sociale e culturale che non abbia come priorità le esigenze degli studenti. Per questo abbiamo ottenuto che il pubblico svolgesse adeguatamente la funzione di garante come azionista di maggioranza delle società a capitale misto che andranno a gestire i servizi, e in nessun'altra riforma di settore gli studenti hanno raggiunto una simile rappresentanza e un tale potere di intervento, tanto che non è fuori luogo parlare di una sorta di autogestione da parte loro…
Questo provvedimento è stato il frutto di una grande lavoro di mediazione per affrontare la sfida decisiva con l'obiettivo di trasformare le università in strutture in grado di offrire servizi e garantire il diritto di studio ai più bisognosi, ma soprattutto per formare i giovani, prepararli alla professione con un'adeguata cultura, creando dal basso la futura classe dirigente del Paese. Ed è soprattutto per questo che ci siamo battuti, affinché la centralità della riforma fosse assegnata a loro, nella convinzione che una gestione siffatta consentirà di eliminare sprechi e diseconomie e permetterà di aumentare il numero degli interventi, quali borse di studio e prestiti d'onore, forniti attraverso concorsi pubblici.

Fabio Rampelli