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Arco di Libera: un sogno realizzabile?

Un lettore scrive sul Corriere della Sera: "Perchè non fare l'Arco di Libera?". Il giornalista Paolo Conti risponde: "Sarebbe la realizzazione di un sogno". Sintesi di 40 righe di parole che per noi suonano come musica: dopo anni di battaglie politiche, di dibattiti tra gli addetti ai lavori, qualcosa di muove. Il primo a proporlo fu il Centro studi architettura razionalista (Cesar-eur.it) che, attraverso monografie e articoli, approfondì gli aspetti tecnici, accarezzando l'idea di completare ciò che lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale impedì di fare: l'edificazione dell'Arco di Adalberto Libera. L'allora capogruppo di An in consiglio comunale, Marco Marsilio (ora deputato del PdL),  presentò un emendamento all'ultima finanziaria della Giunta Veltroni per uno studio di fattibilità in project financing. Fu approvato! Fabio Rampelli, ispiratore di questa suggestione, promosse un dibattito giornalistico lo scorso anno sul quale furono scritti fiumi d'inchiostro. Sul piano culturale-architettonico, l'architetto francese, Rudy Ricciotti, intervistato sulla rivista del Cesar, disse: "Se fossi Alemanno lo farei, sarebbe un modo per rilanciare una gara tra le migliori industrie italiane del cemento" (http://www.cesar-eur.it/upload/bimestrali/bimestrale_2-3.pdf). Infine il prof. Nikos Salingaros, interpellato da Giorgio Santilli per il  Sole 24 ore sul monumento ai caduti italiani per le missioni di pace, suggerì: "Un progetto c'è già: l'arco di Libera, fate quello". Oggi sul  Corriere della Sera, il lettore...

E se lo dicono i lettori, qualcosa evidentemente comincia a muoversi. (Sabrina Fantauzzi)

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Salingaros Sole 24ore 30.10.2009_3.pdfVisualizza il file Salingaros Sole 24ore 30.10.2009_3.pdf

2009.11.06_corsera_salingaros_1.pdfVisualizza il file 2009.11.06_corsera_salingaros_1.pdf