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Archivio Comunicati 2003: Luglio - Agosto

Roma, 30 luglio 2003
"Piaccia o no a Morassut, la correttezza delle procedure la verificheremo noi"
RAMPELLI A MORASSUT SU ARA PACIS:
"RISPETTO DELLE PROCEDURE?…SENTI CHI PARLA…"
Il rifacimento dell'Ara pacis alla stregua della tinteggiatura del Botteghino


"Ancora una volta Morassut non perde occasione per collezionare una figuraccia. Se c'è qualcuno che ha scambiato le istituzione per sezioni di partito è proprio il centrosinistra che ha gestito la vicenda Ara Pacis come fosse il rifacimento della facciata del…Botteghino di via Nazionale. La procedura che ha consentito l'abbattimento della teca di Morpurgo è stata semplicemente vergognosa, a cominciare dalla truffa di un progetto esecutivo pagato dalle banche co-tesoriere (1400milioni di vecchie lire) e di un progetto preliminare pagato (con soldi pubblici 200milioni di vecchie lire) dal Comune di Roma che affidò l'incarico all'arch. Meier con l'evidente scopo di eludere la normativa comunitaria in materia di appalti". È la replica del consigliere regionale di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, alle critiche dell'assessore all'urbanistica Roberto Morassut.
"Nella 'delibera-marchetta' del 1996, con la quale Meier ricevette l'incarico da Rutelli, - ha aggiunto Rampelli - si dichiarava che: "L'amministrazione comunale intende bandire un concorso internazionale di idee per giungere a una sistemazione complessiva che sia il risultato di un processo culturale ai massimi livelli di qualità". Bene, a otto anni dall'approvazione di quell'atto ancora non c'è traccia del concorso ma, purtroppo, neppure della teca di Morpurgo. Se non è questo il modo di sovrapporre interessi ideologici a procedure amministrative…".
"La Regione - ha puntualizzato Rampelli - ha precise competenze urbanistiche, che intende esercitare e che del resto la hanno obbligata a prendere parte all'accordo di programma del 1998".
"Infine, piaccia o meno a Morassut e a Veltroni, - ha concluso Rampelli- la verifica sulla coerenza urbanistica la faremo attraverso il servizio di vigilanza regionale. In fondo basterebbe, comunque, un po' di rispetto in più non solo per le istituzioni che rappresentiamo, ma soprattutto per Roma e per la sua plurimillenaria storia".

Roma, 30 luglio 2003
DIONISI A MORASSUT SU ARA PACIS
"INCOMPRENSIBILE BATTAGLIA PERSONALE CONTRO RAMPELLI, LA REGIONE ESCLUSA IMMOTIVATAMENTE"

"Dispiace che l'assessore Morassut abbia ingaggiato una battaglia personale con il consigliere Rampelli sulla vicenda Ara Pacis. Mi limito a osservare che la Regione Lazio ha lamentato l'esclusione dalla commissione scientifica, istituita dal Ministero dei Beni Culturali e dal Comune di Roma, che ha il compito di formulare le linee guida per la riqualificazione dell'area urbana di Piazza Augusto Imperatore per attuare un programma di sistemazione della zona in questione e la risoluzione di problematiche più generali di natura urbanistica. La presenza della Regione avrebbe sicuramente agevolato la ricerca di soluzioni che, condivise in sede di commissione, avrebbero portato alla modifica all'Accordo di Programma con la partecipazione della Regione". È quanto dichiara l'assessore all'Urbanistica, Armando Dionisi, replicando alle critiche dell'assessore Roberto Morassut sulla questione Ara Pacis sollevata dal consigliere regionale di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli.

Roma, 30 luglio 2003
RAMPELLI SU VENERE DI CIRENE:
“ALLEANZA NAZIONALE CONTRARIA ALLA RESTITUZIONE, DAL MINISTERO ATTENDIAMO ANCORA UN PIANO PER IL RIENTRO DELLE OPERE SACCHEGGIATE ALL’ITALIA NEI SECOLI”

“Sono contrario, ferocemente contrario, al trasferimento della Venere di Cirene in Libia”. È quanto dichiara il consigliere regionale di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, primo firmatario della mozione sulla regolamentazione dei bottini di guerra, a commento dell’iniziativa Italia Nostra in difesa della Venere di Cirene.
“Attendiamo ancora che il ministero dei Beni Culturali – ha aggiunto Rampelli – ci presenti un preciso piano per far rientrare l’ Italia in possesso delle opere d’arte saccheggiate nel corso dei secoli: la questione dei cosiddetti ‘bottini di guerra’”.
“Qualcuno dovrebbe spiegarci perché la Gran Bretagna non restituisca alla Grecia i fregi del Partenone custoditi nel British Museum mentre noi dovremmo continuare a privarci di opere d’arte”.
“Qui qualcuno – ha concluso Rampelli - ha perso la bussola”.

Roma, 29 luglio 2003
LAURENTINO 38, ACCORDO INTERISTITUZIONALE PER RIQUALIFICAZIONE DEL QUARTIERE. RAMPELLI E DE PRIAMO: “FINALMENTE PASSATO IL PRINCIPIO DI PROCEDERE SULLA STRADA DELLA SOSTITUZIONE EDILIZIA”

“La sostituzione edilizia diventa da oggi il metodo da seguire per procedere alla riqualificazione dei quartieri più degradati come il Laurentino 38 ed è la nuova frontiera dell’urbanistica a Roma e nel Lazio”. E’ quanto dichiarano il consigliere regionale di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, e il vicepresidente del Municipio XII, Andrea De Priamo.
“Fa piacere constatare che – ha proseguito Rampelli - anche esponenti di altre culture politiche abbiano oggi deciso di far inserire, all’interno dell’accordo raggiunto fra Regione, Comune, Iacp e Municipio XII, il riferimento a procedere secondo il sistema della demolizione e della ricostruzione per arrivare ad avere quartieri che ritornino ad essere ispirati all’architettura tradizionale e ad una qualità della vita a misura d’uomo. Se questo spirito di collaborazione da parte del Comune è reale, sono certo che entro fine ottobre il progetto preliminare e lo studio di fattibilità per procedere alla sostituzione edilizia dei tre ponti più degradati del Laurentino 38 saranno pronti”.
“Ciò che oggi abbiamo preteso – sottolinea ancora Rampelli – costituisce una battaglia che è stata voluta per prima da Alleanza nazionale, che da sempre ha contrastato la filosofia urbanistica che in passato ha portato, a Roma come in altre città, alla nascita di mostri edilizi ispirati alla concezione collettivistica di stampo marxista, il cui fallimento è ormai sotto gli occhi di tutti”.
“Il Municipio XII – aggiunge De Priamo – è stata la prima istituzione ad aver stabilito la procedura della sostituzione edilizia realizzando uno studio in collaborazione con la facoltà di ingegneria dell’Università la Sapienza per la riqualificazione del Laurentino 38, il cui iter si è concluso proprio in questi giorni: un esempio che ci auguriamo possa essere seguito al più presto anche da altri enti per riportare altri quartieri degradati a condizioni di vita più umane”.

Roma, 22 luglio 2003
RAMPELLI SU S. EUGENIO - CTO: "IDEA SUGGESTIVA MA…"
"L'istituzione di una nuova azienda ospedaliera S. Eugenio - Cto è suggestiva e fu lanciata da An anni fa, molti operatori la vorrebbero portare alle estreme conseguenze creando perfino due distinte aziende, una per il S. Eugenio e una per il Cto, capaci di garantire l'effettivo rilancio di un ospedale d'eccellenza e il recupero con concezione moderna del centro traumautologico". E' quanto dichiara il consigliere regionale di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, a commento della proposta di creare un'unica azienda S. Eugenio - Cto.
"Non sono contrario a queste ipotesi - sottolinea l'esponente di An - ma, per rendere praticabile almeno la più semplice delle due, sarà indispensabile potenziare ancora i servizi territoriali: poliambulatori, centri di diagnostica e centri prelievi e prevedere contemporaneamente i vincoli per un giusto coordinamento tra ospedale e territorio. Si eviteranno così due degenerazioni: una Asl territoriale debole e incapace di avvicinare la sanità ai quartieri e nosocomi presi ancor più d'assalto dai cittadini che li percepiscono non come luoghi per la cura ma come sedi di prevenzione e diagnostica, creando una dispendiosa sovrapposizione".
"Occorre più in generale - osserva Rampelli - ristabilire l'esatto iter terapeutico dove il territorio sappia fare prevenzione e diagnostica e l'ospedale possa dare assistenza e cura ai malati con alta competenza e specializzazione. A oggi non mi risulta che il territorio sia nelle condizioni, nonostante i decisi miglioramenti, di assolvere a questa funzione".
"Quindi - conclude Rampelli - occorre lavorare a passi veloci per rendere possibili adeguati servizi per i cittadini e, quindi, una diversa organizzazione degli ospedali, così come negli intenti della maggioranza di centrodestra".

Roma, 22 luglio 2003
Rampelli - De Priamo su Laurentino 38:
«ora passare ai fatti»
Impegno per far sgomberare gli occupanti abusivi, per riparare gli ascensori e per l’abbattimento dei ponti più degradati

«La riqualificazione del Laurentino 38 passa attraverso l’immediato sgombero degli occupanti abusivi dai ponti nove, dieci e undici e attraverso il loro abbattimento ». È quanto hanno dichiarato il consigliere regionale di Alleanza nazionale e componente la commissione Urbanistica e Ambiente, Fabio Rampelli, e l’assessore all’Ambiente in XII municipio Andrea De Priamo, che oggi ha visitato il Laurentino 38 con l’assessore all’Urbanistica, Armando Dionisi, il direttore dello Iacp, Maurizio Mancianti, e tecnici dello Iacp.
«Siamo estremamente soddisfatti dell’incontro con l’assessore Dionisi e con il direttore Mancianti. – ha affermato De Priamo- Il XII municipio, che ha richiesto questo sopralluogo, ha ottenuto due livelli di impegno da parte della Regione e dell’Istituto Autonomo di Case Popolari».
«Per far fronte all’emergenza sociale scatenatasi in questi giorni, - hanno puntualizzato Rampelli e De Priamo - abbiamo chiesto che lo Iacp denunci immediatamente alle forze di pubblica sicurezza gli extracomunitari che occupano i tre ponti per farli sgomberare. Per quanto riguarda il blocco degli ascensori, abbiamo ottenuto l’impegno affinché siano tutti subito e definitivamente riparati ».
«Con l’assessore – hanno aggiunto De Priamo e Rampelli- - abbiamo affrontato anche il problema strutturale del Laurentino 38. I ponti più degradati, sempre il nono, il decimo e l’undicesimo, dovranno essere abbattuti e le cubature non residenziali trasferite su strada. La riqualificazione– hanno concluso Rampelli e De Priamo – passa attraverso la bonifica dei ponti e lo sgombero degli occupanti abusivi. Ma per riqualificare integralmente Laurentino 38 è indispensabile procedere all’abbattimento dei ponti che rappresentano la maggiore fonte di degrado e incuria. Il Comune di Roma, che si è convertito al principio dell’abbattimento e ricostruzione da noi sempre sostenuto, la Regione e lo Iacp procedano al più presto per passare dalle petizioni di principio ai fatti».

Roma, 17 luglio 2003
ADISU. RAMPELLI: ”GRAZIE AGLI EMENDAMENTI DELLA DESTRA, PIU’ POTERE AGLI STUDENTI
"Gli studenti, da oggi, sono i veri protagonisti della cultura e della formazione. Alleanza nazionale, da sempre sensibile alle esigenze degli universitari, rivendica con orgoglio il ruolo attivo svolto nella stesura di questa legge". È quanto dichiara il consigliere regionale di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, firmatario di un pacchetto di emendamenti tutti recepiti dalla Giunta e relatore di maggioranza per la legge di riforma al diritto allo studio universitario approvata ieri serra dal Consiglio regionale.

"E' importante il consenso dei vertici universitari e il plauso dei rettori - sottolinea l'esponente di An - ma non esiste un'università degna della sua funzione sociale e culturale che non abbia come priorità le esigenze degli studenti. Per questo abbiamo ottenuto che il pubblico svolgesse adeguatamente la funzione di garante come azionista di maggioranza delle società a capitale misto che andranno a gestire i servizi".

"In nessun'altra riforma di settore - spiega Rampelli - gli studenti hanno raggiunto una simile rappresentanza e un tale potere di intervento. Grazie agli emendamenti di Alleanza nazionale la legge che rivoluziona il diritto allo studio potenzia il ruolo degli studenti, veri fruitori dei servizi per il diritto allo studio, e crea un organo centralizzato che si dirama a livello provinciale attraverso le Laziodisu-territoriali".

"Ci siamo dichiarati favorevoli all'ingresso dei privati per garantire una gestione manageriale delle Laziodisu, ma - puntualizza Rampelli - abbiamo ottenuto che il pubblico fosse azionista di maggioranza passando dal 25 per cento inizialmente previsto nel disegno di legge al 51 per cento. Massiccia la presenza degli studenti negli organi di programmazione e gestione rispetto alla proposta originaria: nel consiglio di amministrazione centrale, sono aumentati da due a sei, mentre all'interno dei comitati direttivi delle Laziodisu-territoriali sono aumentati da uno a due. Nelle commissioni di sorveglianza la presenza degli studenti è stata incrementata da due a quattro. Altra innovazione di rilevanza strategica, le associazioni e cooperative di studenti avranno la possibilità di gestire i servizi universitari".

"Questo provvedimento - aggiunge Rampelli - è frutto di una grande lavoro di mediazione e affronta la sfida decisiva per trasformare le università in strutture in grado di offrire servizi e garantire il diritto di studio ai più bisognosi, ma soprattutto consente alle università di formare i giovani, di prepararli alla professione con un'adeguata cultura, e di creare la futura classe dirigente del Paese".

"Ed è per questo che - conclude Rampelli - ci siamo battuti affinché la centralità della riforma fosse assegnata a loro".

Roma, 4 luglio 2003
CASA. RAMPELLI: "APPLICARE CON URGENZA LA REGOLA CHE PREVEDE IL CANONE D'AFFITTO COME RATA PER L'ACQUISTO DELLE ABITAZIONI"
"Sulla proposta di legge regionale che equipara le abitazioni di proprietà degli enti previdenziali all'edilizia residenziale pubblica il centrodestra deve costruire una politica alloggiativi credibile". E' quanto dichiara il consigliere regionale di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli.
"Occorre erigere - sottolinea l'esponente di An - un muro invalicabile per proteggere gli inquilini dalle speculazioni economiche effettuate con la giustificazione del risanamento del bilancio, ma soprattutto riacquistare credibilità nei confronti degli inquilini delle case popolari, giustamente stanchi del malgoverno della sinistra e delle mancate promesse del centrodestra".
"E' perciò giunta l'ora - conclude Rampelli - di elaborare con urgenza il regolamento attuativo della legge di riforma dello Iacp che prevede l'applicazione del principio della casa a riscatto, cioè la facoltà di considerare gli affitti versati dagli inquilini come canone di locazione come rate per l'acquisto degli alloggi dove vivono".

Roma, 3 luglio 2003
Rampelli-Marsilio: su immobili, seguire l’esempio della riforma iacp per le case a riscatto
«Finalmente Alleanza nazionale scende in campo per difendere i diritti degli inquilini delle case degli enti. Il voto alla Camera, la raccolta di firme promossa dalla federazione romana, l’annunciata legge regionale per assimilare il patrimonio immobiliare degli enti pubblici all’edilizia residenziale pubblica: tutte buone iniziative anche se purtroppo c’è voluta la sconfitta delle provinciali per riprendere l’iniziativa politica». È quanto hanno dichiarato il consigliere regionale di Alleanza nazionale, Fabio Rampelli, promotore di due iniziative legislative, già approvate, per le case a riscatto per gli inquilini dello Iacp e per lo stanziamento di 12 milioni di euro a sostegno degli inquilini delle case degli enti in via di alienazione, e del consigliere comunale Marco Marsilio.
«Il diritto degli inquilini a poter continuare a vivere nelle case che abitano a volte da decenni – hanno aggiunto Rampelli e Marsilio - non può essere confuso con un privilegio, né con l’assistenzialismo. La verità è che questi inquilini hanno già di fatto pagato questi alloggi, una prima volta con i contribuiti versati allo Stato e agli enti, e una seconda con il canone di affitto. In molti casi, ad eccezione delle situazioni dovute alla cattiva amministrazione e al clientelismo, il basso canone di affitto richiesto era giustificato proprio da fatto che gli immobili venivano costruiti con contributi pubblici largamente attinti dagli stipendi degli inquilini stessi (impiegati statali e parastatali, militari in servizio e in pensione)».
«Per questo – hanno puntualizzato Rampelli e Marsilio - vendere oggi a società private con condizioni che non permettono agli inquilini di poter riscattare il proprio appartamento somiglia tanto a un vero e proprio esproprio. La logica che si dovrebbe seguire per le case degli enti è la stessa che siamo riusciti ad affermare dopo decenni con la riforma dello Iacp: la logica della casa a riscatto, considerando gli affitti versati come se fossero rate di acconto sulla proprietà».
«Solo così – hanno concluso i due esponenti di Alleanza nazionale – si può perseguire una politica della casa attenta ai bisogni dei più deboli, ma efficiente sul piano economico, mettendo al bando gli appetiti speculativi che provocano solo nuove tensioni sociali (caro affitti, sfratti, famiglie senza casa…)».