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Migranti, Rampelli: Bene controlli Palazzo Curtatone dopo mia denuncia. Ora si proceda allo sgombero e si restituisca lo stabile ai proprietari.

Scritto da Super User. Postato in Notizie 2015

Non siamo nella Cina comunista, in Italia la proprietà privata è garantita dalla Costituzione

“Plaudiamo all’intervento delle Forze dell’Ordine che da questa mattina stanno effettuando controlli e identificazioni all’interno del palazzo in via Curtatone 3, dopo la mia denuncia e l'interrogazione a risposta immediata presentata la scorsa settimana e la cui risposta il ministro Alfano ha chiesto di poter rinviare a domani. Una furbizia per arrivare in aula con un risultato da esibire?...

Lo stabile è stato acquistato da un'azienda che aveva già stipulato i contratti di locazione con note aziende nazionali ed estere, ma è stato occupato circa tre anni fa da quella che ormai si sta accreditando come un'organizzazione criminale. Si tratta infatti di estremisti di sinistra, più volte "pizzicati" con le mani nel sacco, che adocchiano stabili vuoti e li requisiscono, sfruttando poi i migranti e trasportandoli all'interno. Gente che pare si faccia pagare in nero l'affitto delle stanze di cui non è proprietaria, che gestisce integralmente gli occupanti abusivi, che fino alla mia segnalazione non faceva entrare nemmeno le forze dell'ordine, che garantisce il non distacco delle utenze tuttora pagate dai legittimi proprietari evidentemente in combutta con Campidoglio e Acea, che si prodiga per inserire nel mercato del lavoro nero i migranti. Gli abitanti del rione segnalano poi il traffico di stupefacenti e un giro di prostituzione intorno allo stabile occupato. Alla faccia dell'accoglienza...
La mia interrogazione partiva dal fondato sospetto che Questura e Prefettura ignorassero anche la sola identità degli ospiti abusivi presenti a piazza Indipendenza e nelle altre decine di fabbricati romani che segnalerò nelle prossime ore alle autorità competenti, grazie a un lavoro certosino effettuato da militanti e amministratoti di FDI AN.

Questo circuito d'illegalità, tollerata e giustificata dal ministro degli interni, si arricchisce infine del diritto conculcato in modo inaccettabile alla proprietà
di svolgere le proprie attività imprenditoriali. Come se ci trovassimo in un regime comunista e vigesse il diritto di esproprio proletario.

Il fatto stesso che un intero palazzo di 30mila metri quadrati a due passi dalla stazione Termini, dietro il ministero dell'economia e sul marciapiede opposto del Consiglio Superiore della Magistratura venga violato e riempito di clandestini, la dice lunga su come certe organizzazioni delinquenziali mascherate da Movimenti politici si sentano ormai padrone della città.
Ora basta. Serve tolleranza zero verso queste attività semiprofessionali che rendono Roma insicura e ingestibile. Chiediamo al Prefetto e al Questore di ripristinare il diritto, effettuare lo sgombero del fabbricato, fare analoghi controlli sugli altri edifici soggetti al medesimo regime di promiscuità tra estremismo rosso e clandestini. Li sfidiamo ad arrivare prima di noi, anche in periferia, pur constando con amarezza che arriveranno dopo l'inizio del Giubileo, come avevamo previsto... I cittadini chiedono sicurezza, non rassicurazioni".

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, capogruppo alla Camera di Fdi-An.