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Immigrazione, Rampelli: Italia unica nazione a non censire i lavoratori stranieri

Scritto da Super User. Postato in Notizie 2016

“L’Italia è rimasto l’unico paese al mondo a non censire i lavoratori stranieri presenti sul territorio nazionale”.

E’ quanto dichiara il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, Fabio Rampelli in un’intervista di oggi su IntelligoNews diretto da Fabio Torriero.

“La scelta del governo britannico di creare una lista nazionale di lavoratori non inglesi non è una notizia, perché è del tutto normale che una nazione cerchi di preservare se stessa e la propria identità culturale, assicurando adeguati servizi di welfare ai propri cittadini. E il necessario spirito solidarista verso popoli in difficoltà non può pregiudicare secoli di progresso sociale e diritti conquistati. Le due questioni devono convivere".

“È quel che accade In Italia la notizia, laddove il dogma ideologico catto-comunista si è saldato con un business dalle proporzioni inquietanti che va dal traffico di uomini agli scafisti, dalla criminalità organizzata internazionale a quella nostrana, dagli interessi milionari delle cooperative nella gestione dei centri di accoglienza al grande capitale e al circuito del caporalato in cerca di manodopera a basso costo o addirittura in nero. Da questa girandola di interessi astronomici non è esente lo Stato italiano, incapace di promuovere adeguate politiche demografiche in un Paese che da oltre 20 anni è con natalità sottozero; lo spauracchio del collasso del sistema previdenziale invece che indurre chi governa a fare robuste politiche per la famiglia e le giovani coppie, lasciano intravedere nell'immissione di centinaia di migliaia di immigrati dall’Africa una possibile soluzione. Folle drammatico quanto vero.”

“Politicamente – conclude Rampelli – stiamo assistendo ad un trend che vede in forte crescita dei movimenti nazionalisti, come quello della Le Pen in Francia o della Petry in Germania. Non capisco e non accetto che in Italia, quando si parla di nazionalismo, subito si venga accusati di protezionismo. Ben vengano quindi tutte le idee che non cercano soluzioni al di fuori dei confini nazionali”.