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Sda, Rampelli: A rischio migliaia di lavoratori, la sda trasformata in soviet

Interrogazione ai ministri Minniti e Poletti
 
 “I lavoratori della Sda, l’azienda che per conto di Poste Italiane svolge consegne come corriere, rischiano di restare senza lavoro a fronte delle gravi azioni di disturbo fatte da alcuni sindacati di base, nell’assoluta indifferenza delle forze dell’ordine. Da quando in qua in Italia si può impedire con la forza a qualcuno di lavorare?".
 
È quanto denuncia il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli che ha predisposto un’interrogazione al ministro dell’Interno Marco Minniti e al ministro del Lavoro Giuliano Poletti.
 
“I primi di settembre – ha proseguito Rampelli- una delle cooperative di cui si avvale la Sda ha avuto dei problemi di natura organizzativa. Il  contratto è decaduto e una quarantina di facchini non ha avuto il rinnovo del rapporto di lavoro. I sindacati di base esterni all'azienda, i Sol-Cobas e i Si-Cobas, si sono mobilitati a difesa di questi lavoratori, cosa legittima, ma lo hanno fatto con forme di protesta violente e autolesionistiche per tutti i lavoratori, cosa illegittima e inaccettabile che si sarebbe dovuta stroncare immediatamente e che invece è durata settimane.  Tanto che per le gravi ripercussioni sullo svolgimento del lavoro,  la stessa società ha subito pesanti rallentamenti e ora è sull’orlo della chiusura. Nei giorni scorsi sono stati organizzati perfino dei picchetti e la stragrande maggioranza degli operai della Sda non è riuscita a entrare e uscire dalle sedi per fare le spedizioni. Hub strategici come Milano, Roma, Bologna e Piacenza sono stati bloccati. A Milano, ci sono stati anche scontri tra i lavoratori e alcuni di questi sindacalisti. La proprietà ha chiesto aiuto ai prefetti ma nessuno è intervenuto, nonostante ci siano state forme di vera e propria guerriglia urbana. A Roma durante un picchetto, un agente della polizia ha sequestrato un machete a un dimostrante" .
 
"A tutt’oggi - ha continuato Rampelli - l’azienda lavora al  30% dei volumi e sta perdendo importanti voci di fatturato. I ministri dell’Interno e del Lavoro, Minniti e Poletti, sono stati informati di quanto sta accadendo? Perché tutta questa negligenza e omertà? È urgente ripristinare la legalità e la sicurezza insieme al diritto al lavoro e alla difesa delle libertà più elementari ”.