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Mattei, Rampelli: L'infamia e l'infame

“Con l’immonda azione di ieri, per me da ora Roma non ha più un sindaco. Virginia Raggi si vergogni di violentare in modo così empio una famiglia e una comunità umana devastata dall’odio degli anni ’70. Non ho davvero più parole. Bisogna essere di un’intelligenza limitata per non capire che questo modo di schiaffeggiare la sofferenza e la storia che l’ha generata è destinato a creare indignazione e risentimento, non da una parte politica, ma da qualunque pensiero si sia sedimentato sulle strade di Roma, abbia lasciato una tradizione dietro di sé. Dopo la chiusura di Colle Oppio, che è a questo punto un’inezia rispetto al tentativo di cancellare il rogo dei fratelli Mattei, potrei dire del ritorno di un antifascismo isterico, violento e fuori dal tempo. Ma non mi sento di dare dignità politica a un microbo. La mia città ne ha viste tante, di lei, della pochezza culturale di questa sub-sindaca e della sua nullità morale nemmeno si accorgerà. Sarà presto spazzata via da una schicchera, come un granello di polvere. Interrogherò il ministro dell’Interno Salvini sulla legittimità di questo atto, giusto per lasciare agli atti della Repubblica italiana l’infamia e l’infame”.

È quanto dichiara il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.