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Torre Maura, Rampelli: Periferie vogliono servizi non i nomadi

“Roma non riesce più a sopravvivere a questo degrado che, da aree esterne al Raccordo anulare,  si stringe sempre più a ridosso del centro storico. Accampamenti illegali, occupazioni abusive, discariche fuori legge, cassonetti che trasbordano rifiuti, città sudicia, parchi incolti, alberi non potati, scuole fatiscenti e pericolanti. La situazione è invivibile. Quando un cittadino della periferia,  che vive questa condizione inaccettabile, invece di vedere l’amministrazione capitolina arrivare per portare ristoro, vede  arrivare settantasette nomadi in un centro di accoglienza, è difficile immaginare che ci sia qualcuno che la prenderebbe bene. E men che meno da chi vive in periferia e soffre per questo estremo disagio e degrado ambientale. C’è stato un periodo in cui i nomadi, romanticamente definiti zingari, erano cartomanti, ramai, allevatori di cavalli, organizzatori di spettacoli circensi, musicisti di strada. Bisogna aggiornare la nostra mappa cognitiva: quel genere di zingari non esiste più. Ora i nomadi si dedicano soltanto allo sfruttamento dei minori e ai roghi tossici che significa traffico illegale dei rifiuti. Inutile evocare il razzismo: in genere lo fa chi governa per nascondere i propri fallimenti”.

È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia in un’intervista radiofonica a Radio Rai 1 sulle proteste a Torre Maura.