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Droga, Rampelli: Il governo convochi la conferenza nazionale anti-droga

Il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia, ha incontrato oggi i presidenti di InterCear (Coordinamento Nazionale dei coordinamenti regionali che operano nel campo dei trattamenti delle Dipendenze) Biagio Sciortino e della FICT (Federazione Italiana Comunità Terapeutiche) Luciano Squillaci, accompagnati dalla deputata Maria Teresa Bellucci, responsabile del dipartimento Dipendenze di Fratelli d’Italia.

Durante l’incontro sono stati affrontati i temi relativi all’emergenza della droga e commentato la crescita dell’utilizzo tra i giovanissimi.

“L’Italia- ha detto Rampelli- è la terza in Europa per consumo di cannabis, e quarta per la cocaina. L’età di primo utilizzo tra i giovani si è abbassata drammaticamente. Oggi si comincia a 12 anni. Per combattere questa piaga devastante per le famiglie e la comunità nazionale è indispensabile rafforzare i servizi pubblici e privati anche attraverso una campagna di prevenzione di utilizzo delle sostanze stupefacenti da realizzare nelle scuole e i classici luoghi di socializzazione dei giovani. Chiediamo infine al Governo Conte e al ministro Fontana di convocare la conferenza nazionale sulle politiche antidroga che dovrebbe svolgersi ogni tre anni e che invece manca da dieci anni”.

“Da parte del Governo- ha osservato la deputata Bellucci-  questo è un tema sottovalutato. Abbiamo ricevuto troppe risposte negative:  no a un piano di lotta alla droga;  no alla reintroduzione e finanziamento del fondo nazionale di lotta alla droga; no alla convocazione della Conferenza Nazionale sulle Politiche Antidroga; no alla ricostituzione della Consulta degli esperti e degli operatori del settore; no alla presentazione al Parlamento della Relaziona annuale sullo stato delle tossicodipendenze, entro giugno; no alla chiusura dei cannabis shop, veri luoghi di spaccio legalizzato e a basso costo. Battaglie fondamentali lanciate a più riprese da Fratelli d’Italia nel corso dell’intera Legislatura ma che, ad oggi, nonostante i proclami del ministro Salvini non sono state condivise dalla Lega e dal Governo”.