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Coronavirus, Rampelli: Democrazia sospesa, stop furbetti autoritari nelle regioni e nei comuni

“Non solo il Parlamento risulta tramortito e il Governo nazionale decreta ogni due giorni a reti unificate, ora anche Regioni e Comuni, nonostante gli auspici alla collaborazione tra maggioranza e opposizione avanzati dal Presidente Mattarella, sembrano voler emulare questa deriva, con la scusa della pandemia.

Assemblee elettive sospese anche nei territori meno colpiti, tentativi di sostituire il confronto democratico con e-mail e videoconferenze, affidando la partecipazione democratica all’efficienza delle reti, inefficaci perfino nella capitale. Figurarsi al sud. Atti di Giunta impropri, in assenza di funzioni di indirizzo e controllo, su temi estranei al Coronavirus e quindi ingiustificati. Decisioni improvvise e spesso improvvide, discrezionalità nell’assegnazione di servizi ai privati, tentativi di modificare i regolamenti consiliare coi poteri sostitutivi... Fermatevi!

Si rispettino le prescrizioni date dall’Iss e si riprenda il lavoro da parte di tutti gli eletti. Non può esistere che medici, infermieri, operatori, forze dell’ordine, farmacisti, supermercati, idraulici, eccetera, lavorino e i politici del territorio no. 

Faccio appello al Ministro degli interni affinché agisca sui Sindaci e al Ministro Boccia affinché garantisca il rispetto delle funzioni democratiche nelle Regioni.

E tutte le eventuali deroghe ai principi costituzionali e regolamentari vengano condivise all’unanimità. No agli sceriffati”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.