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Dl cura, Rampelli: Ripensamento del Governo in spregio ai richiami del Capo dello Stato

“Indispensabile fare una riflessione comune. Siamo una repubblica democratica e siamo una democrazia parlamentare, siamo in presenza di una situazione emergenziale. Siamo in presenza di una opposizione che ha compreso la situazione in cui versa l’Italia e ha dato disponibilità alla maggioranza di collaborare a condizione però che vengano meno i pregiudizi ideologici e ci si consenta di parlare alle categorie in difficoltà attraverso l’approvazione delle nostre proposte. Se si prende la scusa del coronavirus per acquisire poteri straordinari e decidere la sorte di decine e decine di miliardi di euro in spregio alle funzioni di indirizzo e controllo del Parlamento… Allora non ci siamo. Il Capo dello Stato ha dato indicazioni opposte. Il ministro dei Rapporti con il Parlamento aveva dato disponibilità a modificare e migliorare il decreto Cura Italia, rinunciando alla pessima blindatura imposta al Senato con la fiducia e la decadenza di tutte le nostre proposte.

Ieri è andato in onda il circo, con differimenti di orario continui, annunci di riformulazione dei nostri emendamenti, garanzie di accoglimento di parte degli stessi e, infine, il voltafaccia clamoroso e scorretto del Governo.

Chiedo al presidente Fico di prendere atto di questo cambiamento di scenario e di intervenire per richiamare il Governo ai suoi impegni ovvero ripristinare immediatamente i diritti costituzionali del Parlamento e le ordinarie procedure regolamentari. Siamo indisponibili ad avallare una sorta di dittatura mascherata in salsa Coronavirus”. 

E’ quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli intervenendo in aula facendo un richiamo al regolamento.