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Redditi online, ora quelli di Parlamento e Colle

Scritto da Super User. Postato in Notizie 2012

"La pubblicazione on-line dei redditi da parte dei ministri del Governo Monti è stato un atto dovuto ma un fatto positivo. Mi pare ovvio che la trasparenza richiesta dall'opinione pubblica non offriva alternative nè possibilità di deroghe. A questo punto ritengo necessario estendere questo lodevole 'sforzo' anche ad altre cariche istituzionali. In particolare, vorremmo poter cliccare subito e in bella vista sulla home page del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati per conoscere gli emolumenti corrisposti agli altissimi dirigenti delle due Camere".

"Tanto per non tralasciare alcunchè, anche il Quirinale dovrebbe pubblicare gli stipendi presi dal segretario Generale, il responsabile della Comunicazione e di tutti gli alti burocrati che prestano servizio in posti di altissima responsabilità, tutti con durata in vita di anni o decenni superiore ai governi. La richiesta di trasparenza non deve infatti ritenersi uno strumento di battaglia politica, ma un'esigenza di informazioni dovute per i ruoli apicali dello stato, che aumentino la responsabilità degli interessati verso i cittadini e la società".


"Dunque il compito di noi, fruitori di tali informazioni, non è certo quello di censurare chi è ricco, atteggiamento che sarebbe oltretutto in antitesi rispetto al modello di società che appartiene al centrodestra, ma di verificare quanto la comunità investe su alcune figure apicali, quale sia il livello qualitativo di lavoro prodotto in cambio degli importanti compensi ottenuti, se c'è coerenza tra redditi, patrimonio e tenore di vita per chi ricopre incarichi pubblici".


"Nei Paesi a cosiddetta 'democrazia avanzata', come Stati Uniti e Gran Bretagna,  non c'è bisogno di alcuna legge per rendere pubblici i redditi di coloro che dal pubblico percepiscono soldi. Basta la "legge morale dentro di sì", come diceva Kant. In Italia ci vuole qualcosa in più ma speriamo sia giunta l'ora della maturità".