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Naufragio, Rampelli: Governo revochi firme Italiane al trattato di Dublino

Scritto da Super User. Postato in Notizie 2013

«Se siamo tutti d’accordo nel considerare una vergogna il trattato europeo di Dublino sul diritto d’asilo in Europa firmato da Andreotti e De Michelis negli anni Novanta, il governo Letta revochi simbolicamente le firme italiane e ne faccia scrivere un altro. L’Italia deve costringere Bruxelles a promuovere politiche sull'immigrazione giuste e accordi multilaterali onerosi di investimenti nei Paesi poveri per aiutarli a non morire con la fuga delle migliori intelligenze e delle persone più aperte, coraggiose e giovani. Perché non c’è niente di umanitario nel consegnare immigrati alla malavita organizzata e nel vedere uomini, donne e minorenni sfruttati dal racket della prostituzione o dormire negli anfratti, nei parchi, sotto le pensiline e vicino ai portoni.

È ora di rimettere seriamente le mani sulla cooperazione internazionale, per riformarla e rilanciarla, perché è semplicemente folle pensare che una Nazione con oltre 2 mila miliardi di debito e la disoccupazione giovanile al 40% sia in grado di dare una soluzione a questa tragedia con i soli canali umanitari o con l’abolizione del reato di clandestinità. La strage di Lampedusa ci ha colpito tutti ma il governo non deve legiferare sotto i colpi dell’emotività, magari accogliendo visioni demagogiche e dannose sia per l’Italia ma soprattutto per quelle Nazioni che avremmo l’illusione di aiutare. Noi dobbiamo regolamentare e non spalancare le frontiere. Lo Stato italiano è una grande famiglia, generosa e che sente di volersi impegnare. Ma bisogna avere il coraggio di dire, con chiarezza, che non esiste alcuna beneficenza senza capienza, perché moltiplica la povertà e alimenta solo lo sfruttamento». 

È quanto dichiara il vicepresidente dei deputati di Fratelli d’Italia, Fabio Rampelli.

Roma, 04 ottobre 2013