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Lavoro, Rampelli: Istat, aumenta il lavoro ma anche la disoccupazione. Tradotto: Vietato dire la verità

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“L'Istituto di Statistica, a pochi giorni dal voto, addomestica i dati sul lavoro per non danneggiare Renzi. Quanto diffuso oggi è un condensato di percentuali surreali che desta confusione e consente al ministro Poletti di dare fiato alle trombe. È proprio l’Istituto di via Cesare Balbo, infatti, a postare un comunicato che ha del kafkiano: l’occupazione aumenta (e ovviamente il governo si attacca solo a questo dato), ma aumentano anche i disoccupati. Per confondere ancora di più la realtà, l’Istat dice che ‘ad aprile si osserva una consistente crescita della partecipazione al mercato del lavoro determinata dall'aumento contemporaneo di occupati e disoccupati e un corrispondente calo degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,8%, pari a -113 mila)’. Insomma un'esilarante analisi che vede l'Italia solidamente appesa al -0,3% di inattivi. La tecnica del 'ma anche' di veltroniana memoria impallidisce di fronte a questa ambigua rappresentazione della realtà, talmente artefatta da nascondere l'unico dato certo e drammatico: l'incremento della disoccupazione giovanile".  È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

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Fabio Rampelli

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Ministeri, resteranno a Roma. Questione già vecchia

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''La questione dello spostamento dei ministeri da Roma, nata gia' vecchia, e' ora che venga velocemente accompagnata alla porta d'uscita''.

''Il presidente della Provincia di Roma Zingaretti legittimamente insiste sul tema, ma la realta' e' che i ministeri resteranno a Roma, questa minaccia e' fallita e il centrodestra e' nelle condizioni di riprendere l'iniziativa di governo per migliorare la qualita' della vita a Roma e nel Lazio, completando il suo programma elettorale e garantendo assoluta discontinuita' rispetto ai governi precedenti, alle loro impostazioni culturali e ai poteri che ne hanno garantito il sostegno. Il resto e' ''fuffa''''

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P4, attività di lobby va normata o esplicitamente bandita

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"Ha ragione Rutelli, l'attività di lobby in Italia va normata oppure va esplicitamente bandita e perseguita, con pene esemplari".

"Ci sono troppe associazioni che non hanno il coraggio di diventare partiti politici ma hanno la pretesa, con la destra o con la sinistra, di condizionare governi sovrani. Ci sono troppe persone che ricattano uomini di governo e politici, suggeriscono e talvolta impongono manager, dirigenti apicali, amministratori di aziende e mega-presidenti in cambio di 'salvacondotti', informazioni riservate, buoni auspici da parte di alcuni media e spesso senza avere consenso, n? stima da parte di alcuno".
 
"Ci può star bene una legge che regoli questi rapporti oppure uno strumento che faccia maggior chiarezza sulle conseguenze penali di una pressione effettuata su chi esercita un ruolo pubblico".

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Legge elettorale, proposta Bersani fumo negli occhi, non risolve trasformismo

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"Non si possono ricevere lezioni contro il trasformismo da chi ha inventato la tecnica del "ribaltone" con il governo Dini, e battezzato nuovi partiti nati in parlamento per mettere insieme maggioranze diverse da quelle votate dagli italiani, come l'Udr di Cossiga e Mastella che resero possibile il governo D'Alema".

"Da lunedì presenteremo alla Camera una nostra proposta, che sottoporremo alla firma di tutti i colleghi che condividono questi principi, di modifica della legge elettorale e della Costituzione che affermi: l'elezione diretta del premier da parte dei cittadini, con premio di maggioranza alla coalizione su base nazionale alla Camera e al Senato; la decadenza dei parlamentari che contro il mandato elettivo ricevuto cambiano schieramento; lo scioglimento della legislatura in caso di voto di sfiducia al governo, unica vera norma antiribaltone praticabile con successo; il ritorno delle preferenze per dare ai cittadini la scelta di chi li deve rappresentare".

"Una legge elettorale che rimetta al centro del potere decisionale i cittadini e non i partiti, che moralizza i comportamenti evitando mercimoni e ambiguità".