Stampa

IL PUNTO

Di Fabio Rampelli

A poco meno di un anno dalle elezioni politiche, il governo nazionale di centrodestra ha dimostrato di saper superare gli scogli più impervi. Ostacoli ordinari alimentati da un'opposizione arroccata su pregiudizi e guerre di religione. Macigni di eccezionale gravità: dalla gestione dell'emergenza del G8 al terrorismo internazionale, dal riassetto costituzionale alla riforma del mercato del lavoro fino all'omicidio di Marco Biagi. Mesi difficili ed entusiasmanti per la squadra di Palazzo Chigi che ha evitato il rischio della deriva buonista, da un lato, e della chiusura ermetica, dall'altro. La Destra italiana, chiamata a progettare la sintesi tra partito di governo e movimento popolare, ha saputo svolgere fin qui il suo ruolo con coerenza e impegno civile.
A poco meno di due anni dall'insediamento della Giunta Storace, il governo regionale di centrodestra ha dimostrato determinazione, spirito d'iniziativa, efficienza. A fronte di un'amministrazione consegnata sull'orlo della bancarotta, con quasi 10mila miliardi di debiti, la Casa delle Libertà ha avviato un'importante opera di risanamento senza lasciarsi tentare dalla scorciatoia dell'aumento della pressione fiscale per fuoriuscire dal dissesto finanziario, come pure hanno fatto la gran parte delle Regioni e dei Comuni d'Italia. Abbiamo puntato sullo sviluppo, in particolare cercando di foraggiare le piccole e medie aziende, dando fiducia e slancio alla produzione. Percorso perseguito con lucida volontà, nonostante la crisi congiunturale internazionale scaturita dalle conseguenze dell'attacco terrorista dell'11 settembre.
Al fianco di quest'azione amministrativa paziente e, ovviamente, ancora incompleta, si deve registrare la coerenza politica, culturale e programmatica che ci ha visto protagonisti. La nuova legge sulla famiglia è solo l'esempio più eclatante della voglia di far vincere i nostri valori e, anche attraverso le pagine di questa rivista, con la collaborazione di tutti i colleghi consiglieri e assessori, saremo qui a valorizzare ogni provvedimento che saprà trasmetterne il sapore. Buona amministrazione e fedeltà alle radici: questa la sfida che dobbiamo vincere.

Stampa

STELE DI AXUM: TROPPI DUBBI, UNA SOLA CERTEZZA. NON VA RESTITUITA

Lanciata campagna nazionale ed europea per la regolamentazione dei 'bottini di guerra'

di Fabio Rampelli

In molti la considerano ormai una battaglia di retroguardia, altri una battaglia persa. La verità è che non è né l'una né l'altra: è semplicemente una battaglia scomoda. E dato che gli argomenti scomodi ci piacciono ne abbiamo fatto una mozione inviata a tutti i consigli regionali d'Italia e una petizione popolare da presentare al Consiglio dei Ministri e all'Unione Europea.
Ci riferiamo alla restituzione della Stele di Axum e della Venere di Cirene ma più in generale a una questione più ampia: quella della restituzione dei bottini di guerra e della sua regolamentazione a livello mondiale, europeo e nazionale.
Partiamo da un principio di civiltà giuridica: il diritto di reciprocità che deve sottendere alla politica internazionale. Rispetto alla sua applicazione nel campo dell'arte, l'Italia è sì debitrice ma soprattutto creditrice. E i suoi 'crediti'…sono esposti in tutti i musei del mondo.

Stampa

Tutti pazzi per la Patria: consigli utili... per non annegare nella retorica

Noi, i primi. Ci riempie di gioia questo diffuso sentimento popolare sulla riscoperta dell’orgoglio italiano. Erano decenni che non se ne parlava così ampiamente, erano decenni che la parola ‘Patria’ era destinata agli scantinati bui della censura rossa.

Associata al fascismo, vilipesa dai fautori dell’ordine mondiale marxista, rimossa dalle coscienze ora è prepotentemente ritornata… di ‘moda’.

Ci fa piacere senza dubbio perché noi siamo stati i primi a conservare la memoria storica della Roma imperiale, della Tradizione cristiana, dell’Italia dei Comuni e del Rinascimento, del nostro primo Novecento che, con Prezzolini, Papini, Ricci, Corradini, diede nuovo fulgore all’avanguardia politica e culturale della nostra nazione, imbolsita dai Giolitti e dai De Pretis. Eravamo certi, e lo siamo oggi più che mai, che senza radici storiche, senza la gelosa custodia dei valori comuni che hanno plasmato l’Italia, costruito gli Italiani e influenzato il mondo, non ci sia futuro per le giovani generazioni. Avevamo ragione ieri e i fatti ci danno ragione oggi.

Stampa

El Alamein: breve diario di bordo

di Fabio Rampelli

Alla fine partiamo. Mi raccontano delle preoccupazioni di alcune mamme per i figli, che avevano deciso di volare in Egitto, a causa della crisi internazionale. Le voci di un attacco ormai imminente da parte di Stati Uniti e Gran Bretagna all’Iraq e il conseguente trambusto nel mondo islamico procurano ansie comprensibili. Gli organizzatori sono solerti, i contatti con il console italiano ad Alessandria costanti, tesi proprio a capire se esista una soglia di rischio nell’avventura verso El Alamein. Poi la conferma della partenza, il veloce affastellarsi dei bagagli, il controllo dei documenti e le pratiche d’imbarco, gli sguardi complici tra persone che – per buona parte – neppure si conoscono tra loro, i saluti di rito e il volo.

Stampa

SPECIALE ELEZIONI

Domenica tutti alle urne: scegliamo Alleanza nazionale il partito che c'è sempre. Alla Provincia di Roma diamo nuova linfa alla Forza dei Fatti

La forza dei fatti contraddistingue da sempre Alleanza nazionale, che anche in queste ore conferma la sua vocazione popolare al fianco dei cittadini, ogni giorno. L'appuntamento elettorale di domenica prossima è un test decisivo per valutare la capacità amministrative delle coalizioni in campo. In quattro anni e mezzo la Provincia di Roma guidata da Silvano Moffa, amministratore di punta di Alleanza nazionale, ha restituito efficienza e credibilità un ente fino ad allora inutile e dimenticato, che la sinistra propose di abolire dopo aver perso le elezioni!). Dalla viabilità, all'edilizia scolastica, dal sociale alla tutela dell'ambiente, dalla cultura alle politiche giovanili la destra alla guida della Provincia ha compiuto un'autentica "rivoluzione dolce" all'insegna della partecipazione e della modernizzazione nel rispetto dell'identità.