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ARA PACIS, STORIA DI UNO SCEMPIO SENZA EGUALI

Scritto da Super User. Postato in Editoriali

di Fabio Rampelli

È questa la storia di una ferita inferta alla Capitale. È questa la cronistoria di una delibera con cui l’ex sindaco Rutelli umiliò il centro di Roma, mortificò gli architetti, piegò le leggi ai suoi desiderata. È’ la storia dell’Ara Pacis. Ma non solo, è lo specchio di come Rutelli ha governato la Capitale, di come Veltroni ha pilatescamente avallato questo scempio.

Tutto cominciò nel 1996 quando la giunta presieduta da Francesco Rutelli, allora primo cittadino di Roma, decise, con una delibera datata 8 marzo, di conferire all’architetto americano Richard Meier l’incarico di redigere un progetto preliminare per il nuovo complesso museale dell’Ara Pacis, proponendosi come obiettivo di “ottenere un programma di sistemazione e riqualificazione dell’area dell’Augusteo”.

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DIRITTO ALLO STUDIO, PIU' DIRITTI AGLI STUDENTI

Scritto da Super User. Postato in Editoriali

La riforma del diritto agli studi universitari è finalmente diventata realtà. La nuova legge, approdata in Consiglio regionale al termine di un lungo processo di valutazione che ha portato ad un confronto serio, propositivo e costruttivo con il mondo accademico e quello studentesco, le istituzioni e le organizzazioni sindacali, è stata approvata nella convinzione della necessità di riformare l'intero impianto della precedente normativa. Si è così ridato spazio a un diritto sacrosanto, disciplinando un sistema organico capace di trovare un equilibrio tra le esigenze di tutela del diritto stesso e la creazione di un valore economico nella gestione dei servizi e dei benefici connessi, in cui trovano ampio margine di azione gli studenti. E' importante il consenso dei vertici universitari e il plauso dei rettori, ma non esiste un'università degna della sua funzione sociale e culturale che non abbia come priorità le esigenze degli studenti. Per questo abbiamo ottenuto che il pubblico svolgesse adeguatamente la funzione di garante come azionista di maggioranza delle società a capitale misto che andranno a gestire i servizi, e in nessun'altra riforma di settore gli studenti hanno raggiunto una simile rappresentanza e un tale potere di intervento, tanto che non è fuori luogo parlare di una sorta di autogestione da parte loro…
Questo provvedimento è stato il frutto di una grande lavoro di mediazione per affrontare la sfida decisiva con l'obiettivo di trasformare le università in strutture in grado di offrire servizi e garantire il diritto di studio ai più bisognosi, ma soprattutto per formare i giovani, prepararli alla professione con un'adeguata cultura, creando dal basso la futura classe dirigente del Paese. Ed è soprattutto per questo che ci siamo battuti, affinché la centralità della riforma fosse assegnata a loro, nella convinzione che una gestione siffatta consentirà di eliminare sprechi e diseconomie e permetterà di aumentare il numero degli interventi, quali borse di studio e prestiti d'onore, forniti attraverso concorsi pubblici.

Fabio Rampelli

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A FURIA DI DARE LEGNATE SI E' COLPITO DA SOLO...

Scritto da Super User. Postato in Editoriali

Potremmo riassumere così l'evoluzione del ministro Bossi, leader di una Lega cui in molti avevamo confidato come alleato idoneo per garantire all'Italia una prospettiva di discontinuità. L'abbandono dell'opzione secessionista sembrava l'inizio di una stagione nuova, capace di vedere finalmente coniugate tra loro l'ansia di modernizzazione con il desiderio di stabilità. Non sappiamo se la Lega abbia ultimato questa evoluzione ovvero se l'abbia solo iniziata, sappiamo per certo che a tratti la sua impresentabilità inizia a essere imbarazzante per gli stessi 'padani', che la rozzezza dei comportamenti di taluni suoi esponenti rischia di mettere in ridicolo argomenti culturalmente interessanti, che la predisposizione alle urla e agli improperi risulta ingombrante per ciascuno degli alleati al governo. La pratica di "un passo avanti e due passi indietro", su cui si sta specializzando, inizia a mostrare tutte le sue lacune e a lasciar prefigurare l'ennesima occasione mancata…

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L'esercito del silenzio

Scritto da Super User. Postato in Editoriali

di Fabio Rampelli

Milioni di persone ferme, silenti, a scandire un tempo che non vuol saperne di passare e resta sempre lì, su quelle immagini strazianti di binari e lamiere, di bambole di carne e zainetti. 
Era impensabile che avrebbero suscitato questa sensazione di forza, solo per il fatto di tacere per ore e tutte insieme. Donne, anziani, bambini, destra, sinistra, benestanti e poveracci, tutti lì a mettere in mostra la propria indignazione, a schierarsi. 
Ci sono eserciti regolari che vestono la divisa di nazioni antiche, eserciti irregolari che indossano divise non riconosciute ma egualmente fascinose, eserciti clandestini che assaltano altri eserciti con la pratica dell'agguato e del colpo alle spalle, eserciti del terrore che si saziano di sangue innocente e si nutrono di vigliaccheria. Ed eserciti che si radunano disarmati e, taciturni, sembrano dire: "Sparateci ora, prendete coraggio e affrontate il nostro coraggio". Eserciti del silenzio che dichiarano guerra.